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vera_costanza_carnevale_giustiniani1Reggio Emilia, 5 marzo 2010. Nel bicentenario della morte di Franz Joseph Haydn, il XXXIX Concorso Internazionale per cantanti Toti Dal Monte, indetto nel 2009, ha voluto omaggiare il celebre compositore austriaco, caro amico di Wolfgang Amadeus Mozart ed insegnante di Ludwig van Beethoven, con la partecipazione dei vincitori della competizione alla messa in scena de La vera costanza. Lo spettacolo, coprodotto da Teatro Real di Madrid, Teatro Comunale di Treviso, Ópera di St. Etienne, Opéra Royal de Wallonie di Liegi, Ópera de Rouen Haute-Normandie, Teatro Nacional de Sofía, I Teatri di Reggio Emilia, è firmato da Elio De Capitani, che riesce a rendere omogenea una vicenda raccontata attraverso un libretto frastagliato e poco coerente. vera_costanza_federica_carnevale2Il regista bergamasco dirige precisamente, minuziosamente, con maestria ed efficacia i giovani interpreti, creando un’atmosfera divertente e a tratti intrisa di drammaticità, coadiuvato dalle scene di Carlo Sala, semplici ma suggestive, perfettamente in accordo e utili all’economia dell’opera. I bei costumi di Ferdinando Bruni sono particolarmente spinti verso la caratterizzazione dei personaggi, dove i più semplici sono indossati da Rosina, dal fratello Masino e dai pescatori, i più divertenti da Lisetta e Villotto, il più freddo – con tinte nero e argento – dal Conte Errico, fino ad arrivare al viscido Ernesto – quasi una caricatura di Nosferatu e del Conte Dracula – e alla fantasiosa Baronessa Irene, che in primo atto veste un abito blu scuro con una fascia di tulle a ricordare le increspature delle onde del mare e un corpetto ricamato con conchiglie, mentre la gonna del vestito di secondo atto è arricchita dalla pelliccia di alcune volpi grigie.Federica Carnevale possiede la vocalità calda e brunita tipica del mezzosoprano barocco e rossiniano, oltre a doti recitative che le permettono di rendere particolarmente drammatico il personaggio di Rosina, seppur inserito nel contesto di un dramma giocoso.vera_costanza_zorzi_giustiniani3 Decisamente intensa è la sua intepretazione durante la lunga scena in cui decide di partire col figlioletto e al termine dell’aria “Eccomi giunta al colmo… Care spiagge, selve, addio” è accolta dal pubblico con un caloroso applauso. La protagonista è affiancata da Anicio Zorzi Giustiniani, giovane tenore fiorentino, già interprete di numerosi ruoli barocchi, che con La vera costanza ha potuto consolidare la propria carriera internazionale. La voce è dotata di un timbro lirico leggero suadente, seppur leggermente acerbo e la parte è sostenuta diligentemente, mancando soltanto di una maggiore esperienza.  Arianna Donadelli è una Lisetta simpatica e sbarazzina, maliziosa al punto giusto, abile nelle agilità e deliziosa nel canto spianato, sebbene la voce sia piccola. Il suo personaggio divide le scene comiche con Villotto, “ricco ma sciocco”, interpretato magnificamente da Gianluca Margheri, al quale si possono perdonare certi passaggi musicali poco puliti, visto il suo impegno complesso, ma ben riuscito, nella resa delle parti buffe.Cosimo Panozzo, nel ruolo di Ernesto, conclude la rosa dei vincitori del Concorso Toti Dal Monte, affiancati dal soprano spagnolo Susana Cordon, una Baronessa elegante e vocalmente adeguata, e dal baritono Elier Munoz, nei panni di un efficace Masino.La direzione di José Antonio Montano, sul podio dell’Orquesta-Escuela de la Sinfonica de Madrid, è salutata con scroscianti e meritati applausi.

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FOTO JAVIER DEL REAL

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