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Ambasciatori di Verdi: Giuseppe Verdi a Piacenza
Interviste 2024

Ambasciatori di Verdi: Giuseppe Verdi a Piacenza

21 Aprile 2024 Redazione Piacenza

Un racconto di alcuni episodi della vita di Giuseppe Verdi sul territorio piacentino, dalle origini dei suoi antenati al trasferimento a Sant’Agata, dalla linea ferroviaria piacentina e il Grand Hotel San Marco alla costruzione dell’Ospedale di Villanova, con la voce di Matteo Lippi e la musica di Gianluca Ascheri al pianoforte, a scandire aneddoti e narrazione.
Infine si discute di Filologia della prassi verdiana con l’autore Marco Faelli.

  • Lucia di Lammermoor – Teatro Massimo Bellini, Catania
  • Turandot – Firenze, Teatro del Maggio

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In diretta da Casa Barezzi, OperaLibera incontra T In diretta da Casa Barezzi, OperaLibera incontra Teresa Iervolino, accompagnata al pianoforte da Andrea Del Bianco.
Turandot, l’ultimo capolavoro di Giacomo Puccini, Turandot, l’ultimo capolavoro di Giacomo Puccini, è ispirato alla fiaba di Carlo Gozzi. Ambientata nella Cina leggendaria, la
vicenda ruota attorno a polarità simboliche forti: ghiaccio/fuoco, luna/sole, notte/giorno, crudeltà/amore, morte/vita. 

Un’opera che chiude la “grande tradizione” dell’opera italiana (Rossini-Verdi-Puccini) aprendola al Novecento. La morte di Puccini prima del duetto finale lascia un’opera “aperta”: molti studiosi considerano l’incompletezza parte del suo fascino moderno.

La stagione d’Opera del Teatro Ponchielli di Cremona si inaugura proprio con il capolavoro del Cigno di Lucca, affidandone la concertazione al Maestro Alessandro d’Agostini. Per la messinscena, poi, si rivolge ad un giovane regista, Nadir Dal Grande che, con il suo team creativo Floret Umbra, si è aggiudicato il bando appositamente indetto per la realizzazione del progetto visivo di questa nuovo spettacolo coprodotto, tra gli altri, da OperaLombardia.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro Ponchielli per la disponibilità e la collaborazione.
Turandot è l’ultima e più ambiziosa opera di Pucci Turandot è l’ultima e più ambiziosa opera di Puccini. Rappresenta il culmine del suo percorso verso un linguaggio armonico e orchestrale più moderno, influenzato da Wagner, Strauss, Debussy e da elementi modernisti.

Turandot, principessa di Cina, è uno dei personaggi più complessi e moderni creati da Giacomo Puccini. Non è la tipica eroina pucciniana fragile e sacrificale (come Mimì, Butterfly o Liù), ma una figura di potere, gelo e trauma, che attraversa un percorso di umanizzazione dal mito alla donna. 

Il capolavoro pucciniano inaugura la stagione d’Opera del Teatro Ponchielli di Cremona con un nuovo allestimento affidato alla direzione del Maestro Alessandro d’Agostini e alla regia di Nadir Dal Grande. Una coproduzione tra OperaLombardia, il Teatro del Giglio di Lucca e il Teatro Coccia di Novara. Nel ruolo del titolo, Libby Sokolowski, che ci racconta la sua lettura del personaggio della principessa di gelo.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro Ponchielli per la disponibilità e la collaborazione.
Nasce al Teatro Regio di Parma la prima Accademia Nasce al Teatro Regio di Parma la prima Accademia di Canto Corale, un nuovo percorso di alta formazione professionale dedicato agli artisti del coro che desiderano perfezionare le proprie competenze vocali, musicali e interpretative e prepararsi a una carriera nel mondo dello spettacolo dal vivo.
A raccontarcelo è Martino Faggiani, Maestro del Coro del Teatro Regio di Parma.
Manuel Renga inaugura il Festival Verdi con una nu Manuel Renga inaugura il Festival Verdi con una nuova produzione di Alzira, opera ingiustamente dimenticata e uscita dal repertorio, che il Teatro Regio di Parma propone in edizione critica.
Un sincero ringraziamento alla Biblioteca di Busseto della Fondazione Cariparma per l'ospitalità.
Death in Venice, ultima opera di Britten, è quasi Death in Venice, ultima opera di Britten, è quasi un monodramma centrato su Gustav von Aschenbach (tenore, ruolo scritto per Peter Pears).

Aschenbach, scrittore bloccato e represso, si innamora ossessivamente del ragazzo Tadzio a Venezia, mentre la città è devastata dal colera. Temi correlati dell’opera sono, tra gli altri: isolamento dell’artista, bellezza e decadenza, repressione e desiderio, morte come liberazione o punizione.

Il capolavoro di Britten inaugura la nuova stagione d’Opera del Teatro Grande di Brescia, in un nuovo allestimento affidato alla regia di Rodula Gaitanou e coprodotto con i Teatri di OperaLombardia. Sul podio, il Maestro Daniel Smith, mentre, nel ruolo del protagonista, traviano il carismatico Toby Spence, che ci racconta la sua lettura del personaggio di Aschenbach.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro Grande di Brescia per la collaborazione e la disponibilità.
Death in Venice è l’ultima opera di Britten, su li Death in Venice è l’ultima opera di Britten, su libretto di Myfanwy Piper tratto dal racconto di Thomas Mann. 

L’opera procede per scene brevi e “tagli” cinematografici, con continuità motivica.
Il linguaggio musicale è eclettico e maturo: combina elementi seriali, modali, tonali, leitmotiv e sonorità esotiche (gamelan balinese). 

Il capolavoro di Britten inaugura la nuova stagione d’Opera del Teatro Grande di Brescia, in un nuovo allestimento affidato alla regia di Rodula Gaitanou e coprodotto con i Teatri di OperaLombardia. Sul podio, il Maestro Daniel Smith,  che ci racconta la sua lettura di questa pietra miliare del teatro musicale del Novecento.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro Grande di Brescia per la collaborazione e la disponibilità.
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