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Danza 2022
18 Dicembre 2022 Benedetta Brison Milano

Lo schiaccianoci

La stagione del balletto alla Scala debutta con Lo schiaccianoci nella versione coreografata da Rudolf Nureyev di cui nel 2023

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Schiaccianoci-Catania-2022-5
Danza 2022
18 Dicembre 2022 Norma Giuca Catania

Lo schiaccianoci

In prossimità del Natale varcare l’ingresso del Teatro Massimo Bellini di Catania significa lasciarsi alle spalle i pensieri foschi, cupi,

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Danza 2022
26 Settembre 2022 Benedetta Brison Milano

Onegin

La stagione del balletto 2021-2022 del Teatro alla Scala si chiude con il capolavoro di John Cranko, Onegin, balletto in

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Turandot, l’ultimo capolavoro di Giacomo Puccini, Turandot, l’ultimo capolavoro di Giacomo Puccini, è ispirato alla fiaba di Carlo Gozzi. Ambientata nella Cina leggendaria, la
vicenda ruota attorno a polarità simboliche forti: ghiaccio/fuoco, luna/sole, notte/giorno, crudeltà/amore, morte/vita. 

Un’opera che chiude la “grande tradizione” dell’opera italiana (Rossini-Verdi-Puccini) aprendola al Novecento. La morte di Puccini prima del duetto finale lascia un’opera “aperta”: molti studiosi considerano l’incompletezza parte del suo fascino moderno.

La stagione d’Opera del Teatro Ponchielli di Cremona si inaugura proprio con il capolavoro del Cigno di Lucca, affidandone la concertazione al Maestro Alessandro d’Agostini. Per la messinscena, poi, si rivolge ad un giovane regista, Nadir Dal Grande che, con il suo team creativo Floret Umbra, si è aggiudicato il bando appositamente indetto per la realizzazione del progetto visivo di questa nuovo spettacolo coprodotto, tra gli altri, da OperaLombardia.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro Ponchielli per la disponibilità e la collaborazione.
Turandot è l’ultima e più ambiziosa opera di Pucci Turandot è l’ultima e più ambiziosa opera di Puccini. Rappresenta il culmine del suo percorso verso un linguaggio armonico e orchestrale più moderno, influenzato da Wagner, Strauss, Debussy e da elementi modernisti.

Turandot, principessa di Cina, è uno dei personaggi più complessi e moderni creati da Giacomo Puccini. Non è la tipica eroina pucciniana fragile e sacrificale (come Mimì, Butterfly o Liù), ma una figura di potere, gelo e trauma, che attraversa un percorso di umanizzazione dal mito alla donna. 

Il capolavoro pucciniano inaugura la stagione d’Opera del Teatro Ponchielli di Cremona con un nuovo allestimento affidato alla direzione del Maestro Alessandro d’Agostini e alla regia di Nadir Dal Grande. Una coproduzione tra OperaLombardia, il Teatro del Giglio di Lucca e il Teatro Coccia di Novara. Nel ruolo del titolo, Libby Sokolowski, che ci racconta la sua lettura del personaggio della principessa di gelo.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro Ponchielli per la disponibilità e la collaborazione.
Nasce al Teatro Regio di Parma la prima Accademia Nasce al Teatro Regio di Parma la prima Accademia di Canto Corale, un nuovo percorso di alta formazione professionale dedicato agli artisti del coro che desiderano perfezionare le proprie competenze vocali, musicali e interpretative e prepararsi a una carriera nel mondo dello spettacolo dal vivo.
A raccontarcelo è Martino Faggiani, Maestro del Coro del Teatro Regio di Parma.
Manuel Renga inaugura il Festival Verdi con una nu Manuel Renga inaugura il Festival Verdi con una nuova produzione di Alzira, opera ingiustamente dimenticata e uscita dal repertorio, che il Teatro Regio di Parma propone in edizione critica.
Un sincero ringraziamento alla Biblioteca di Busseto della Fondazione Cariparma per l'ospitalità.
Death in Venice, ultima opera di Britten, è quasi Death in Venice, ultima opera di Britten, è quasi un monodramma centrato su Gustav von Aschenbach (tenore, ruolo scritto per Peter Pears).

Aschenbach, scrittore bloccato e represso, si innamora ossessivamente del ragazzo Tadzio a Venezia, mentre la città è devastata dal colera. Temi correlati dell’opera sono, tra gli altri: isolamento dell’artista, bellezza e decadenza, repressione e desiderio, morte come liberazione o punizione.

Il capolavoro di Britten inaugura la nuova stagione d’Opera del Teatro Grande di Brescia, in un nuovo allestimento affidato alla regia di Rodula Gaitanou e coprodotto con i Teatri di OperaLombardia. Sul podio, il Maestro Daniel Smith, mentre, nel ruolo del protagonista, traviano il carismatico Toby Spence, che ci racconta la sua lettura del personaggio di Aschenbach.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro Grande di Brescia per la collaborazione e la disponibilità.
Death in Venice è l’ultima opera di Britten, su li Death in Venice è l’ultima opera di Britten, su libretto di Myfanwy Piper tratto dal racconto di Thomas Mann. 

L’opera procede per scene brevi e “tagli” cinematografici, con continuità motivica.
Il linguaggio musicale è eclettico e maturo: combina elementi seriali, modali, tonali, leitmotiv e sonorità esotiche (gamelan balinese). 

Il capolavoro di Britten inaugura la nuova stagione d’Opera del Teatro Grande di Brescia, in un nuovo allestimento affidato alla regia di Rodula Gaitanou e coprodotto con i Teatri di OperaLombardia. Sul podio, il Maestro Daniel Smith,  che ci racconta la sua lettura di questa pietra miliare del teatro musicale del Novecento.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro Grande di Brescia per la collaborazione e la disponibilità.
La costanza trionfante degl’amori e degl’odii, dra La costanza trionfante degl’amori e degl’odii, dramma per musica in tre atti di Antonio Vivaldi, nasce in un momento di grande maturità creativa del prete rosso.
Come gran parte del teatro vivaldiano, la partitura completa è perduta. Restano circa 18 numeri chiusi, frammenti ricostruiti grazie a un lavoro filologico di Federico Maria Sardelli.

Per la prima volta in epoca moderna, l’opera viene rappresentata in forma semiscenica al Modena Belcanto Festival con la direzione di Federico Maria Sardelli, che ci racconta il percorso di rinascita di questo tesoro ritrovato di “Don Antonio”.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro Comunale di Modena per la disponibilità e la collaborazione.
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