Camerata Salzburg – Teatro Municipale Valli, Reggio Emilia
La serata al Teatro Municipale Valli si è aperta con una frizzante Ouverture dalle Nozze di Figaro, pagina che la Camerata Salzburg restituisce con una naturalezza quasi genetica: Mozart è davvero nel DNA dell’orchestra. Vitalità, precisione, leggerezza e spirito teatrale emergono con un’evidenza immediata, come se l’ensemble parlasse la lingua mozartiana nella sua forma più autentica.
La particolarità della Camerata Salzburg è la scelta di suonare senza direttore, con Giovanni Guzzo nel ruolo di primo violino e concertatore. Una condizione che non impoverisce, ma trasforma l’ensemble in una coscienza collettiva, un organismo in simbiosi, capace di reagire con prontezza e di respirare come un’unica entità musicale. Le messe di voce dei fiati e le sfumature dinamiche degli archi rivelavano un lavoro di approfondimento attentissimo.
Il Concerto per pianoforte n. 27 K 595 si è aperto “in punta di piedi”: solo archi, piano, come un’ombra che prende forma. Un avvio discreto e poetico, che ha definito subito l’atmosfera raccolta del movimento iniziale. Nel Larghetto, Mozart sembra guardare oltre il Classicismo: sospensioni, cromatismi e nuance timbriche sfiorano una sensibilità già romantica.
Alessandro Taverna, al pianoforte, ha adottato un approccio misurato, dal tocco morbido e luminoso. Nessuna spettacolarizzazione: il suo fraseggio fluiva con naturalezza, lasciando spazio all’orchestra per espandere la tavolozza dei colori. Il pubblico lo ha premiato con lunghi applausi, portandolo a concedere un bis contemporaneo – ritmico, virtuosistico, con accenti jazzistici – che ha acceso la sala.

La Sinfonia n. 1 di Mendelssohn ha rappresentato il momento più rivelatore della serata. Qui la Camerata ha mostrato tutta la propria compattezza e vitalità: un ensemble che, anche senza podio, mantiene una coerenza impeccabile. La disposizione sul palco permetteva ai secondi violini e alle viole di offrire al pubblico una visione quasi “stereo” della trama interna della partitura.
Il primo movimento, vigoroso e ritmicamente teso, ha messo in luce l’unità dell’ensemble. L’Andante è stato invece il cuore poetico della sinfonia: i legni, in particolare oboe e flauto, hanno disegnato un tema sospeso, luminoso, di rara delicatezza. Qui l’orchestra ha toccato uno dei suoi vertici: piani e pianissimi cesellati, entrate calibrate, un ascolto reciproco estremamente raffinato.
Il Minuetto, con il suo equilibrio classico, e il finale, hanno mostrato eleganza e misura. Il finale ha sprigionato l’energia giovane e brillante del Mendelssohn adolescente, e la Camerata ha risposto con una forza controllata, precisa, coinvolgente.
Tutto questo porta la firma della concertazione di Giovanni Guzzo, capace di trasformare la Camerata in un organismo perfettamente sincronizzato, una comunità musicale, un vera coscienza collettiva in cui ogni voce contribuisce alla piena realizzazione del suono.
Programma
Ouverture da Le Nozze di Figaro – W.A. Mozart
Concerto per pianoforte n. 27 in si bemolle maggiore K 595 – W.A. Mozart
(Allegro – Larghetto – Allegro)
Solista: Alessandro Taverna
Sinfonia n. 1 in do minore op. 11 – F. Mendelssohn
(Allegro di molto – Andante – Menuetto/Allegro molto – Allegro con fuoco)
Camerata Salzburg, primo violino e direzione musicale: Giovanni Guzzo
