Marina – Teatro Dal Verme, Milano
Marina di Umberto Giordano in prima esecuzione assoluta al Teatro dal Verme di Milano.
“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.” Così scriveva Marcel Proust e forse, veramente, a volte, basta cercare con perseveranza, come é avvenuto per Andreas Gies che ha ritrovato, presso la Koch Collection della Beinecke Library di Yale, la partitura autografa di Marina di Umberto Giordano.
L’opera, che aveva partecipato al concorso del 1888 indetto da Sonzogno, vinto poi da Cavalleria Rusticana, era considerata persa e, fino ad oggi, mai eseguita. I Pomeriggi Musicali, per la loro ottantunesima stagione al Teatro Dal Verme di Milano, hanno regalato al pubblico questo piccolo gioiello basandosi sulla edizione critica approntata dallo stesso Gies e sul libretto ripristinato grazie al lavoro di Emanuele d’Angelo. La storia raccontata ci porta nei conflitti ottocenteschi tra Serbia e Montenegro: Marina, la giovane protagonista, si innamora perdutamente di un rivale politico, il serbo Giorgio. Il loro amore, contrastato ed impossibile, troverà un tragico epilogo. Marina nel suo atto unico bipartito, per circa sessanta minuti di musica, ci mostra un giovane autore di talento che guarda a modelli verdiani e a Carmen ma possiede già le caratteristiche del compositore verista che sarà la cifra del Giordano maturo. È bello anche ricordare come il teatro Dal Verme, inaugurato nel 1872, pochi anni prima del concorso del 1888, abbia ospitato molte prime, come quella della pucciniana Le Villi nel 1884 o quella di Pagliacci nel 1892. Oggi, ad anni di distanza, con una sala completamente mutata dopo i bombardamenti, un nuovo storico debutto perché, come sosteneva Claude Lévi-Strauss, “La musica è una macchina per sopprimere il tempo”.

L’opera è stata proposta in forma di concerto e l’esecuzione musicale si è rivelata davvero felicissima.
Il primo punto di forza è rappresentato dalla vibrante ed impetuosa direzione di Vincenzo Milletarì, a capo dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano. Una concertazione sviluppata attraverso un fraseggio dalle tinte accese, essenziale nella sua alternanza tra sonorità infuocate, riservate ai momenti di maggiore drammaticità, e più delicate, per meglio caratterizzare le pagine di più intimo struggimento. Significativa l’intesa con la compagine strumentale, dalla quale il direttore ricerca ed ottiene un suono pastoso e rotondo, esaltando al meglio i passi più significativi della partitura.
La misurata compostezza con cui sono condotte le dinamiche orchestrali consente, inoltre, di realizzare un substrato ideale per esaltare le specificità timbriche ed armoniche dei solisti.
Svetta, nel ruolo del titolo, Eleonora Buratto, con la sua vocalità morbida e raffinata. L’emissione è ben controllata e, dalla pienezza di un registro centrale rigoglioso, si apre con la giusta ampiezza verso una regione acuta vibrante e sonora. Ben realizzati sono anche i numerosi affondi nei toni più gravi, dove la voce trova brunite screziature. Efficace è, poi, il ritratto del personaggio, tratteggiato con un canto venato da una immediata, quanto moderna, espressività.
Al suo fianco le risponde, con pari bravura, Freddie De Tommaso nei panni di Giorgio Lascari. Il tenore, in possesso di un mezzo voluminoso e dal caratteristico colore bronzeo, si impone per lo smalto dei centri e la generosità di un registro superiore squillante e luminoso. Da segnalare, nell’ambito di una prova segnata da un fraseggio impetuoso ed appassionato, un’autentica prodezza tecnica, ovvero la smorzatura dall’acuto al morendo al termine dell’aria, risolta con indiscussa precisione.

Convince anche la prova di Mihai Damian che, con uno strumento compatto dal caratteristico velluto serotino, ben rappresenta la passione e l’irruenza del personaggio di Lambro, specie nel concitato finale.
Corretto ed adeguato, infine, il Daniele di Nicholas Mogg.
Pregevole l’apporto del Coro del Teatro Petruzzelli di Bari, preparato da Marco Medved. Una prova in particolare evidenza, tra l’altro, per il roboante clangore del canto montenegrino, cui fa da contraltare lo sgomento che puntella i momenti di maggiore tensione.
Numerosa la partecipazione del pubblico, accorso, con grande curiosità, per assistere ad un avvenimento di portata eccezionale, del quale è stata realizzata anche una incisione discografica da parte dell’etichetta Decca. Al termine dell’esecuzione, la sala ha salutato tutto il cast con ampi consensi, un successo che sicuramente ripaga lo sforzo e la fatica che hanno portato a questa importante riscoperta musicale.
MARINA
Libretto di Enrico Golisciani
Musica di Umberto Giordano
Prima esecuzione assoluta
Edizione critica a cura di Andreas Gies
Marina Eleonora Buratto
Giorgio Lascari Freddie De Tommaso
Lamberto Mihai Damian
Daniele Nicholas Mogg
Orchestra I Pomeriggi Musicali
Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli
Direttore Vincenzo Milletarì
Maestro del coro Marco Medved
Foto: Lorenza Daverio
