La favorita

La stagione lirica del Teatro Regio di Parma prosegue con “La favorita” di Gaetano Donizetti.

Dopo il recente debutto nei giorni scorsi, al Teatro Municipale di Piacenza, “La favorita” di Gaetano Donizetti arriva ora sul palcoscenico del Teatro Regio di Parma.
Lo spettacolo, già da noi recensito in occasione delle recite piacentine (qui il link della recensione) si mantiene totalmente identico nella compagnia artistica.

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Anna Maria Chiuri

Sul podio ritroviamo dunque il Maestro Matteo Beltrami che, con il suo gesto ampio e preciso, offre una lettura lucida e asciutta del capolavoro donizettiano. Un’interpretazione che si concentra soprattutto sull’essenza dei sentimenti e delle passioni che muovono i singoli personaggi e che rifugge ogni eccesso romantico. Le scene di insieme vengono concertate con il giusto equilibrio ritmico così come i momenti solistici, dove l’atmosfera sonora diviene delicata e ben sfumata.

Di buon livello la prova dell’Orchestra Filarmonica Italiana, che si fa apprezzare per solidità e sicurezza.
La compagnia di canto impegnata nell’esecuzione, (si opta per la partitura nella versione italiana di Francesco Jannetti del 1860) appare omogenea.

Nel ruolo della protagonista, Anna Maria Chiuri riesce a far vibrare il mezzo dal caratteristico colore ambrato, ricco di armonici e di facile espansione. Il fraseggio, sempre scolpito e granitico, conferisce al personaggio nobiltà e fierezza, ma anche gli accenti del pentimento e della speranza nel drammatico finale.

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Anna Maria Chiuri, Simone Piazzola, Andrea Galli e Renata Campanella

Il Fernando di Celso Albelo, pur con voce nasaleggiante e qualche acuto leggermente appannato, convince pienamente, sotto il profilo emotivo, e riesce a conquistare il pubblico soprattutto nella seconda parte dello spettacolo. La parte vocale è sicuramente delle più ingrate e il tenore la affronta con sicurezza e determinazione, oltre ad un ragguardevole dominio tecnico.

Simone Piazzola, grazie al bel timbro chiaro e alla facilità del settore acuto, disegna un pregevole Alfonso XI. La compostezza del fraseggio, unitamente alla morbidezza della linea, tratteggiano un sovrano nobile, ma anche innamorato che difficilmente riesce a rinunciare alla propria amante.

Di gran livello è la prova di Simon Lim, un Baldassarre sonoro e ieratico, molto partecipe, tanto vocalmente quanto interpretativamente.

Preziosa la Ines di Renata Campanella, la cui linea melodica, contraddistinta da pregevole intonazione e ragguardevole musicalità, riesce a valorizzare il personaggio di Ines, ruolo spesso poco considerato.

Efficaci gli interventi del Coro del Teatro Municipale di Piacenza, diretto dal gesto sicuro ed affidabile dal Maestro Corrado Casati.

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Renata Campanella e Celso Albelo

Resta poi lo spettacolo, che qui porta la firma di Andrea Cigni in qualità di regista. Sulla scena una gigantesca sala anatomica (scene di Dario Gessati) dalla forma di una tribuna metallica semicircolare, sui cui spalti siede il coro, e che ruotando disegna i diversi spazi della vicenda. I cantanti entrano in scena come cadaveri, adagiati su di un carrello e, una volta scesi, vengono imbrigliati in pesanti costumi colorati (firmati da Tommaso Lagattolla), allegoricamente “indossano” il ruolo che li intrappola nella trama. Solo quando tutto sarà finito, Leonora e Fernando, potranno liberarsi dai costumi ed essere liberi di vivere il proprio modo di essere e i propri sentimenti. Un progetto di sicuro interesse che, attraverso una gestualità essenziale dei protagonisti, cerca di fare scoprire al pubblico le verità nascoste che sono dietro ogni personaggio. In questo contesto diventano essenziali le luci che quindi avvalgono dell’ottimo lavoro svolto da Fiammetta Baldisserri.

Il pubblico presente in sala, dopo aver riservato applausi poco più che di cortesia ai numeri più celebri, offre una accoglienza particolarmente calorosa al termine per tutti gli interpreti. Un curioso fuori programma: alcune contestazioni vengono indirizzate al Maestro Beltrami da parte di alcuni spettatori che l’avevano erroneamente scambiato per il regista Andrea Cigni.

LA FAVORITA
Dramma in quattro atti di Alphonse Royer e Gustave Vaëz
Versione ritmica italiana di Francesco Jannetti
Musica di Gaetano Donizetti

Alfonso XI Simone Piazzola
Leonora di Gusman Anna Maria Chiuri
Fernando Celso Albelo
Baldassarre Simon Lim
Don Gasparo Andrea Galli
Ines Renata Campanella

Orchestra Filarmonica Italiana
Coro del Teatro Municipale di Piacenza
Direttore Matteo Beltrami
Maestro del coro Corrado Casati
Regia Andrea Cigni
Scene Dario Gessati
Costumi Tommaso Lagattolla
Luci Fiammetta Baldiserri

FOTO ROBERTO RICCI