Il signor Bruschino

Il Signor Bruschino sbarca al Comunale di Bologna.

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Pierluigi D’Aloia e Hasmik Torosyan

La farsa giocosa in un atto di Giuseppe Foppa su musica di Gioachino Rossini torna in scena al Comunale di Bologna dopo essere stata, la scorsa estate, una delle opere protagoniste del Rossini Opera Festival di Pesaro. Non a caso diciamo sbarca perché il duo Barbe & Doucet (che curano regia, scene e costumi) decide di spostare l’azione in un contesto marinaro dove il maniero di Gaudenzio si trasforma semplicemente nella barca chiamata “il mio castello”, (con relativa scialuppa ormeggiata accanto) che domina con le sue vele la scena. Il progetto registico, qui ripreso da Luca Baracchini, appare come un quadro marinaro dai colori delicati, che trasmette la serenità di un pomeriggio di agosto, merito indubbiamente anche delle splendide luci a cura di Guy Simard.

L’intricata trama viene raccontata al pubblico in modo scorrevole, ricorrendo a qualche gag, mai grottesca o troppo caricaturale, e strappa al pubblico più volte il sorriso. I personaggi agiscono in costumi dalle tinte pastello, davvero gradevoli allo sguardo e minuziosamente curati in ogni particolare. In questo contesto Gaudenzio è un armatore che ha particolarmente a cuore i propri affari (che cerca di perseguire con senso pratico), mentre Bruschino padre, che veste abiti distinti, si mostra poco tollerante ed insofferente verso il prossimo (e afflitto dalla gotta come sottolineato, tra l’altro, da un pediluvio sulla scena).
Peccato solo per una distribuzione non ottimale delle piattaforme praticabili dai cantanti che di fatto costringevano l’azione in pochi punti laterali del palco, che probabilmente erano poco visibili dai palchi laterali.

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Ampiamente soddisfacente il versante musicale dello spettacolo.

Merito, in primis, del Maestro Michele Spotti che, a dispetto della sua giovane età, si è già imposto nell’attuale panorama musicale internazionale come uno dei direttori di maggior talento tra quelli della sua generazione. Spotti legge la partitura rossiniana con il giusto brio, colora le linee melodiche con gusto e raffinatezza, sempre nel pieno rispetto delle dinamiche previste dall’autore. Sotto la conduzione sicura ed affidabile del Maestro, i complessi dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna risultano compatti ed omogenei e sanno mantenere costante l’equilibrio tra buca e palcoscenico.

Ben affiatata la compagnia di canto.

Giorgio Caoduro interpreta un Gaudenzio di prim’ordine. La linea vocale appare solida, ben proiettata e sonora in acuto, morbida nei centri. Pregevole il controllo delle agilità, sgranate con precisione, così come innegabile è l’appropriatezza stilistica e la naturale familiarità con la scrittura rossiniana. Il fraseggio, poi, sa essere accattivante così come spassosa è la comicità dell’interprete, mai forzata.

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Simone Alberghini, Enrico Iviglia, Giorgio Caoduro e Pierluigi D’Aloia

Note decisamente positive anche per Simone Alberghini che veste i panni di Bruschino padre. La voce, dal caratteristico timbro suadente, suona sempre omogenea e si espande con squillo e potenza nel registro più acuto. Finissimo è poi il fraseggio, nobile e composto l’accento, raffinata ed elegante la presenza scenica.

Hasmik Torosyan, Sofia, affronta la partitura con sicurezza in virtù di una linea vocale solida e un buon dominio tecnico. Grande rilievo assumono, nella sua prova, i momenti di maggiore abbandono, grazie ad un registro centrale screziato e ben chiaroscurato. Il soprano mostra anche una buona aderenza stilistica, soprattutto nelle raffinate variazioni inserite nelle riprese, e una presenza scenica accattivante che conquista il pubblico.

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Simone Alberghini e Pierluigi D’Aloia

Pierluigi D’Aloia, formatosi alla Scuola dell’Opera del Teatro Comunale, mostra un mezzo interessante, caratterizzato da un colore limpido e una impostazione da classico tenore contraltino. La vocalità, ad onta di qualche offuscamento nel registro acuto, sembra ben sfogata in acuto e mostra la giusta conoscenza del canto fiorito. Scenicamente il suo Florville appare simpatico e scanzonato, un folle innamorato che sa conquistare la simpatia del pubblico.

Ottimo il Filiberto di Gianluca Margheri, il cui timbro vellutato e brunito, eleva il personaggio a ben più di un semplice comprimario. Oltre ad una vocalità di prim’ordine, si segnala la freschezza di una presenza scenica gioviale ed efficace.

Degno di nota è il sonoro Commissario interpretato da Enrico Iviglia, così come squillante e musicale è la Marianna di Francesca Cucuzza.

Completa la locandina, infine, lo spassosissimo Bruschino figlio di Manuel Amati.

Il folto pubblico, partecipe durante la rappresentazione con risate e applausi a scena aperta, premia la compagnia al termine con un successo prolungato.

IL SIGNOR BRUSCHINO
Farsa giocosa per musica in un atto
Musica di Gioachino Rossini
Libretto di Giuseppe Foppa

Gaudenzio Giorgio Caoduro
Sofia Hasmik Torosyan
Bruschino padre Simone Alberghini
Bruschino figlio Manuel Amati
Florville Pierluigi D’Aloia
Filiberto Gianluca Margheri
Marianna Francesca Cucuzza
Commissario Enrico Iviglia

Orchestra e tecnici del Teatro Comunale di Bologna
Direttore Michele Spotti
Regia, scene, costumi Barbe & Doucet
Regia ripresa da Luca Baracchini
Luci Guy Simard

FOTO: ANDREA RANZI