Spettacoli

Die Walküre – Grand Théâtre, Monte-Carlo

All’Opéra di Monte-Carlo prosegue la tetralogia di Richard Wagner

Lo scorso anno avevamo recensito, in questo stesso teatro, L’oro del Reno (qui il link), un progetto ambizioso che aveva preso il via con molta curiosità del pubblico, qualche incertezza e con molti aspetti, soprattutto sul piano musicale, innovativi e sperimentali. Quello che era iniziato quasi come un timido tentativo é oggi diventato un progetto pluriennale che porterà tutto l’anello del Nibelungo sul palco del Grand Théâtre entro il 2028. 

Die Walküre é ovviamente sviluppata dallo stesso team artistico del precedente capitolo che vede alla regia e scene Davide Livermore (coadiuvato per le scenografie da Eleonora Peronetti), ai costumi Gianluca Falaschi, alle luci Antonio Castro e ai video D-Wok. L’affiatatissimo team riprende il suo spettacolo dove si era interrotto e con un filmato iniziale ci ricorda come le vicende narrate fossero, in realtà, giochi di un bimbo. Questo racconto della fantasia di un fanciullo funziona ora maggiormente perché, a ben vedere, nel libretto di Valchiria, soprattutto nel primo atto, molti sono i riferimenti all’infanzia “rubata” di Siegmund e Sieglinde, che compaiono sul palco anche in una loro controparte bambina. L’impostazione generale dello spettacolo é simile a quella già vista nel 2025, con il grande led wall a fondo palco e i resti, imponenti, di un lucente aereo bimotore. Le variazioni principali sono la mancanza degli spezzoni di video a tema storico, rimando a guerre e violenze, e l’introduzione dell’immagine della sala stessa del teatro di Garnier che diviene il Valhalla, tempio e approdo della musica tutta.

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Joachim Bäckström e Libby Sokolowski

Uno spettacolo visivamente ricco, sempre ispirato e poetico dove non mancano scene memorabili come l’aereo che si incendia o l’ardita disposizione delle Valchirie, nella nota cavalcata, dentro ad un gigantesco reattore. Splendidi i costumi del sempre bravo Gianluca Falaschi che fondono eleganti abiti borghesi a fantasiosi costumi mitologici, spettacolari e abbaglianti nel caso delle Valchirie. Perfette risultano anche le luci di Antonio Castro. Un allestimento in cui non tutte le scelte e le idee risultano, allo stato attuale, totalmente comprensibili, forse non ci può essere ancora totalmente chiaro come si svilupperà il racconto ma confidiamo che molte cose possano risolversi e chiarirsi nelle successivi ed ultime due giornate. 

La concertazione del versante musicale, in naturale continuità con quanto avvenuto lo scorso anno con Rheingold, è affidata a Gianluca Capuano, a capo dell’ensemble orchestrale Les Musiciens du Prince-Monaco, pluriacclamata compagine di strumenti storicamente informati.

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Daniel Scofield, Nancy Weissbach ed Ekaterina Semenchuk

Il direttore milanese prosegue così nella propria opera di studio ed approfondimento del mondo wagneriano con l’intento di (ri)portare alla luce una filologia esecutiva il più vicino possibile alla primigenia volontà dell’autore. Facendo tesoro delle indicazioni in partitura, la sua concertazione vuole preservare, attraverso l’adozione di ritmi più vivaci rispetto alla tradizione, la fluidità del racconto e la immediatezza del fraseggio. Le scelte direttoriali sono strettamente connesse con la presenza in buca del già citato organico monegasco. Gli strumenti quasi tutti originali, come archi con budello o fiati dell’epoca del compositore, suonano con indicazioni di tempo ricavate dai metronomi appuntati per il primo Rheingold; ne deriva un flusso sonoro che arriva dritto al cuore del dramma, esalta la tensione contenuta nei dialoghi ed evita di soffermarsi sui rallentando di tradizione. La magnifica prova orchestrale, in simbiotica aderenza con le indicazioni del podio, dialoga perfettamente con il palco e sostiene i solisti nel migliore dei modi. Un approccio più lirico, e forse meno enfatico, del magma sonoro consente ai cantanti di mantenere una emissione più morbida e rilassata e, soprattutto, di dare il giusto risalto al testo e alla parola, che emergono con segnata incisività, portando l’ascoltatore a percepire una maggiore varietà di sfumature e variazioni espressive. Prosegue cosi, con questa prima giornata dell’anello, un nuovo modo di eseguire la musica wagneriana, forse inedito ma di indiscutibile pregio, diretta conseguenza di una lettura connotata da urgenza e profondità teatrale. 

Il cast vocale si attesta su di un livello decisamente alto e si contraddistingue, tra l’altro, per un buon affiatamento vocale e scenico.

Nel ruolo di Brünnhilde, Nancy Weissbach sfoggia una vocalità che si apprezza nella rotondità dei centri e nella naturalezza dei gravi. Al netto di qualche tensione nelle note più alte, la sicurezza del registro acuto ben rappresenta l’animo fiero ed orgoglioso della valorosa guerriera. Una prova convincente e pienamente riuscita, specie nel sottolineare, attraverso un fraseggio partecipato, la presa di coscienza da parte del personaggio di sentimenti come la compassione verso Sigmund o, ancora, la supplice tenerezza nei confronti del padre.

Quest’ultimo è interpretato da Daniel Scofield, chiamato a sostituire Matthias Goerne per tutte le recite della produzione. Il giovane basso americano possiede tutte le note richieste per affrontare la parte; presenta uno strumento compatto e generoso che colpisce, tra l’altro, per la invidiabile sicurezza del registro acuto. L’esecuzione si accompagna poi ad una segnata determinazione nell’accento, alla nobiltà del fraseggio e alla necessaria autorevolezza scenica. Quello di Wotan è un personaggio complesso ed articolato, tanto sotto l’aspetto vocale quanto, e soprattutto, sotto il profilo interpretativo. Scofiled regala una prova di indiscusso livello e siamo sicuri che, attraverso una più profonda frequentazione del ruolo, potrà acquisire anche l’adeguata esperienza per imporsi tra gli interpreti wagneriani più interessanti del momento.

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Joachim Bäckström e Wilhelm Schwinghammer

Libby Sokolowski, dal timbro pastoso e pieno, è una Sieglinde vocalmente solidissima e scenicamente toccante. Il soprano sfoggia una linea ampia e che si espande, poi, con ricchezza di armonici. Particolare attenzione viene riposta dall’artista al fraseggio, contrappuntato con intensità ed efficacia.

In perfetto equilibrio le risponde il Sigmund di Joachim Bäckström, dall’emissione limpida, sicura e naturalmente proiettata. Il personaggio viene creato attraverso il giusto eroismo, ma pur sempre venato da una profonda malinconia e una toccante umanità.

Semplicemente perfetta la Fricka di Ekaterina Semenchuk, dalla vocalità lussureggiante e torrenziale. Lo strumento, dal colore prezioso, è fermissimo e si articola attraverso un fraseggio impetuoso e di solenne autorevolezza. Notevole, inoltre, la presenza scenica, caratterizzata da raffinata eleganza.

Ottimo è anche Willhelm Schwinghammer che, con una vocalità vibrante e ben assestata, restituisce tutta la brutalità del personaggio di Hunding. In questo è coadiuvato, tra l’altro, dalla indiscutibile capacità scenica dell’artista.

In gara di bravura, per musicalità e slancio vocale, le Walkyrie ovvero, Sofia Fomina, Helmwige, Natalia Tanasii, Gerhilde, Maire Therese Carmack, Waltraute, Heike Wessels, Siegrune, Anna Lapkovskaja, Grimgerde, Freya Apffelstaedt, Schwertleite, Niamh O’Sullivan, Rossweisse, Katarina Cecilia Phelps, Ortlinde.

Vivissimo successo al termine, tributato da una sala stracolma e attentissima.

E ora, attendiamo con trepidazione che l’eroico Siegfried vinca l’incantesimo del fuoco e risvegli la bella Brünnhilde.

Die Walküre
(Der Ring des Nibelungen)
Prima giornata in tre atti
Versi e musica di Richard Wagner

Siegmund Joachim Bäckström
Hunding Wilhelm Schwinghammer
Wotan Daniel Scofield
Sieglinde Libby Sokolowski
Brünnhilde Nancy Weissbach
Fricka Ekaterina Semenchuk
Helmwige Sofia Fomina
Gerhilde Natalia Tanasii
Waltraute Maire Therese Carmack
Siegrune Heike Wessels
Grimgerde Anna Lapkovskaja
Schwertleite Freya Apffelstaedt
Rossweisse Niamh O’sullivan
Ortlinde Kaarin Cecilia Phelps

Les Musiciens du Prince – Monaco
Direttore Gianluca Capuano
Regia e scene Davide Livermore
Costumi Gianluca Falaschi
Luci Antonio Castro
Video D-Wok

Foto: Marco Borrelli