Spettacoli

La Cenerentola – Teatro Regio, Torino

“Ossia la bontà in trionfo” recita il sottotitolo della celeberrima rilettura del cigno di Pesaro della fiaba di Cenerentola ed è balsamico come nella messa in scena proposta dal Teatro Regio di Torino risaltino proprio la bontà di Angelina/Cenerentola, suo tratto distintivo in ogni versione e la sua scelta consapevole di agire sempre seguendo questo principio e non l’arrivismo o la vendetta, anche con chi le nuoce direttamente. Pur vessata e resa serva in casa propria Angelina non cede infatti alla tentazione di ripagare chi le fa del male con la stessa moneta e sopporta ogni angheria con salda fermezza, che sarebbe farle un torto scambiare per remissività. È proprio delle fiabe, più che della realtà purtroppo, che un comportamento corretto venga premiato, ma l’insegnamento resta valido e un mondo in cui tutti fossimo, magari buoni è troppo, ma almeno più gentili gli uni con gli altri, sarebbe sicuramente un mondo più gradevole nel quale vivere.

L’Angelina del libretto acquista nella regia di Lalli un’ulteriore caratteristica: Angelina ama leggere e immagina, sogna e sopporta grazie alla letteratura. Angelina è infatti colta ed elegante e leggere è la sua unica consolazione oltre che tratto distintivo rispetto alla villania di patrigno e sorellastre che la deridono per questa sua passione. Ma a prendersi cura di lei arriva uno stuolo di fatine danzanti che sbuca da ogni angolo, l’accompagna e la sostiene, talvolta anche dalla platea, e con l’affettuosa guida di Alidoro, immaginato da Lalli come una vera e propria fata madrina con relativi poteri magici, si assicurano il compiersi del suo luminoso destino.

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Maharram Huseynov, Nico Darmanin, Carlo Lepore, Vasilisa Berzhanskaya, Roberto de Candia

Chiari ed apprezzabili in questo primo lavoro di Lalli per il Regio alcuni rimandi e omaggi ad altre versioni della fiaba, come quella di Perrault con la zucca e le maschere a forma di testa di cavallo indossate dalle ballerine durante l’aria di Alidoro e, in talune spassose trovate, all’indimenticabile regia di Ponnelle del capolavoro rossiniano. Davvero piacevole inoltre, al di là di qualche brillantino a volte di troppo, una sensazione di genuinità e naturalezza nelle interazioni tra i personaggi – merito sicuramente anche del magico libretto di Ferretti e della bravura degli interpreti – che accompagnata ad un eccellente lavoro nella resa dell’arco emotivo di ognuno di essi, ha reso il racconto coerente e decisamente verosimile pur trattandosi di una fiaba.

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Maharram Huseynov, Martina Myskohlid, Vasilisa Berzhanskaya, Albina Tonkikh

Le scenografie di Roberta Lazzeri, agili e dinamiche poiché nate per uno spettacolo da tenersi all’aperto, riproducono stilizzandoli come in una stampa d’epoca in bianco e nero, interni di epoca barocca; pochi spostamenti e elementi a prima vista magari trascurabili ma singolarmente efficaci con la loro presenza o per contrasto con altri – i puntelli e le crepe di cui è costellato il palazzo di Don Magnifico ne sono un esempio se paragonati alla magnificenza dell’immacolato palazzo del Principe Ramiro – consentono di distinguere ogni ambiente dall’altro con chiarezza e, come ogni creazione scenografica di valore, insieme al testo raccontano qualcosa dei personaggi che quegli spazi li abitano. A dare qualche tocco di colore hanno provveduto alcuni arredi e soprattutto i gradevolissimi costumi di Gianna Poli, anch’essi sospesi tra fiaba e realtà, ed il buon lavoro di luci di Vladi Spigarolo. Una bella sorpresa vedere la Galleria di Diana della Reggia di Venaria fare da sfondo alla scena finale, elemento già presente per le recite fiorentine ma più significativo ancora per Torino.

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Nico Darmanin, Vasilisa Berzhanskaya

Non si può dir che bene anche del versante musicale dello spettacolo a partire da colui che ha avuto in mano le redini per l’intera durata dell’opera. Forte della lunga frequentazione di questo repertorio al suo debutto al Teatro Regio Antonino Fogliani ha restituito al pubblico una Cenerentola agile e brillante, dalle giuste tinte malinconiche ma senza nessuna concessione al lacrimevole durante la quale le agogiche paiono calibrate al secondo e l’intesa con orchestra, coro e solisti è pressoché impeccabile. Ottimo è infatti anche l’apporto del coro maschile, preparato da Piero Monti, in ogni suo intervento. Menzione speciale meritano poi i contributi sempre puntuali e ironici di Paolo Grosa al fortepiano.

Antoinette Dennefeld, parte del cast alternativo ma per questa recita titolare del ruolo e anche lei al suo debutto al Regio, è una Angelina/Cenerentola gradevolissima e di carattere. L’emissione del mezzosoprano alsaziano risulta piacevolmente omogenea tra i registri, il fraseggio sempre partecipe ed accurato e di ottimo livello anche le capacità attoriali.

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Nico Darmanin, Vasilisa Berzhanskaya

Al suo fianco Nico Darmanin, già apprezzato al Regio in un recente Barbiere di Siviglia. veste con scioltezza i panni del Principe Ramiro e affronta con sicurezza anche i momenti più impegnativi. “Nomen omen” per Carlo Lepore che è un Don Magnifico veramente magnifico in questo suo gradito ritorno sulle tavole del Regio. La bravura e la scioltezza squisitamente tecniche si accompagnano dall’inizio alla fine ad un fraseggiare cesellato da vero fuoriclasse e ad un’istrionica abilità attoriale. Strepitoso in egual misura il Dandini di Roberto De Candia che diverte e sembra anch’egli divertirsi molto in scena nel creare questo personaggio restituendolo al pubblico completo e vivido sia dal punto di vista schiettamente musicale che interpretativo.

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Martina Myskohlid, Roberto de Candia, Albina Tonkikh

Convince appieno anche l’Alidoro di Maharram Huseynov, la cui voce è piena e sonora e porta sempre con eleganza. Concludono la locandina ma non per minore importanza le due sorellastre, squisite nella loro perfidia e musicalmente ineccepibili, ovvero la Clorinda di Albina Tonkikh e la Tisbe di Martina Myskohlid, entrambe artiste del Regio Ensemble. Il successo è meritatamente pieno e caloroso per ognuno degli interpreti da parte della sala gremita. A questa coccola di inizio anno farà seguito l’atteso ritorno di Riccardo Muti per il Macbeth di Giuseppe Verdi a cui il Teatro Regio dedicherà il prossimo mese di febbraio e che attendiamo così come tutto il pubblico torinese.

LA CENERENTOLA
ossia la bontà in trionfo

Dramma giocoso in due atti
Libretto di Jacopo Ferretti
Musica di Gioachino Rossini

Angelina/Cenerentola Antoinette Dennefeld
Don Ramiro Nico Darmanin
Dandini Roberto de Candia
Don Magnifico Carlo Lepore
Alidoro Maharram Huseynov
Clorinda Albina Tonkikh*
Tisbe Martina Myskohlid*

*Artista del Regio Ensemble

Orchestra e Coro del Teatro Regio Torino
Direttore Antonino Fogliani
Maestro del coro Piero Monti
Maestro al fortepiano Paolo Grosa

Regia Manu Lalli
Scene Roberta Lazzeri
Costumi Gianna Poli
Luci Vladi Spigarolo
Assistente alla regia Chiara Casalbuoni

Allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Foto di Mattia Gaido e Daniele Ratti, cortesia del Teatro Regio