Spettacoli

Ercole Amante – Monteverdi Festival 2025, Cremona

Un’opera di rara esecuzione al Monteverdi Festival 2025.

“Quanto poi all’arte di conoscere gli uomini, che tanto importante sarà per voi, vi dico, figlio mio, che si può imparare, ma insegnare non si può.” Così diceva Luigi XIV noto a tutti come il Re Sole. Lo citiamo perché l’opera di Francesco Cavalli, il più illustre allievo di Claudio Monteverdi, scelta per il Monteverdi Festival 2025, è proprio legata al grande monarca. Ercole amante, su libretto di Francesco Buti, venne commissionata infatti al musicista dal cardinale Mazzarino per i festeggiamenti delle nozze fra il Re Sole e l’Infanta di Spagna Maria Teresa d’Asburgo, celebrate nel giugno del 1660. Sestultima opera del catalogo del compositore, che aveva già  57 anni al momento dell’ingaggio, non pretendeva di fare capire al Re gli uomini ma forse dare qualche suggerimento sul difficile amore coniugale. L’opera è oggi raramente rappresentata, il suo ultimo passaggio noto è stato a Parigi nel 2019. Nell’attuale allestimento per la parte visiva vengono scelti per la regia Andrea Bernard e per le scene Alberto Beltrame. Lo spettacolo proposto, trasposto nella contemporaneità, risulta leggero e piacevole: siamo in un ristorante, ad una normalissima festa di nozze ed il piano reale e quello mitologico si fondono e scambiano costantemente grazie ad un piccolo boccascena sul fondo. Qui compaiono, come evocazioni, le figure mitologiche del libretto, sempre adeguatamente ed ironicamente abbigliate con i costumi pensati da Elena Beccaro. L’ambiente semplice ma chiaro e luminoso si lascia osservare con piacere grazie alle belle luci di Marco Alba e anche le coreografie di Giulia Tornarolli ci accompagnano in quel mondo che il regista voleva frammisto di ironia, divertimento e dramma.

Ercole_Amante_Cremona_2025_1
Theodora Raftis, Jorge Navarro Colorado ed Eraldo Sacchi

La buona riuscita del versante musicale dello spettacolo è assicurata dall’ottima prova di Antonio Greco, alla guida dei complessi del Monteverdi Festival Cremona Antiqua. Una lettura, in primis, rigorosa e rispettosa dei fondamenti stilistici di Cavalli; un approccio che, attraverso la ricerca del giusto equilibrio timbrico e sonoro, riesce ad assicurare una costante fluidità e organicità al racconto. Un gesto misurato ed attento al più piccolo dettaglio, così da restituire ad ogni scena la propria valenza drammaturgica. Una concertazione capace di dare il giusto risalto alle peculiarità timbriche dell’organico strumentale e di porre in evidenza gli interventi della compagine corale, il sempre bravissimo Coro del Monteverdi Festival, inseriti in partitura con indiscussa efficacia teatrale.

La scrittura vocale si sviluppa attraverso una struttura articolata di recitativi intervallati da arie, ariosi e momenti di insieme. Una costruzione di indubbio interesse nella quale si innestano soluzioni narrative differenti, dove si possono leggere tracce della lezione monteverdiana e, ad un contempo, alcune innovazioni stilistiche di rilievo.

Nel ruolo del titolo troviamo Renato Dolcini, che si pone in evidenza per il velluto di una linea morbida ed omogenea. Sempre coinvolto ed efficace l’interprete, capace di un fraseggio variegato e ben articolato. In coerenza con il disegno di Bernard, Dolcini tratteggia un Ercole moderno ed attuale, un eroe contemporaneo, vittima di un contrasto d’affetti che ne divorano l’anima.

Al suo fianco la brava Shaked Bar, nei panni di Deianira. L’eleganza della figura e la raffinatezza dell’accento contribuiscono a creare una donna fiera e per nulla disposta ad accettare di venire ripudiata dal marito. Una prova vocale di grande intensità espressiva, che trova il proprio culmine nella toccante esecuzione dell’aria dell’esilio in quarto atto.

Ercole_Amante_Cremona_2025_2
Jorge Navarro Colorado e Shaked Bar

Iole ha la grazia scenica e vocale di Hilary Aeschliman, delicata nell’emissione e nel fraseggio, specie nel drammatico confronto con l’ombra del padre defunto Eutyro.

Jorge Navarro Colorado è il giovane Hyllo, al quale l’artista conferisce, grazie alla bontà di una linea ben proiettata, un palpito amoroso di particolare intensità, come nella struggente scena della torre che apre il quarto atto.

Affiata e ben amalgamata la coppia dei valletti. Plaudiamo, dunque, al Paggio di Maximiliano Danta, le cui peculiarità timbriche ben si adattano alla caratterizzazione di un personaggio volutamente goffo ed impacciato.

In rilievo, senza dubbio, l’interpretazione di Danilo Pastore nel ruolo di Licco, il confidente di Deianira. L’artista sfrutta la figura longilinea per tratteggiare, in accordo con il progetto registico, un personaggio in abiti femminili dalle movenze sinuose. Una presenza scenica carismatica, unita ad una prova vocale votata ad una espressività diretta e coinvolta.

Nell’opera, come nel più classico dei miti, le vicende degli uomini si intrecciano alle volontà divine. 

Theodora Raftis è una Giunone a proprio agio vocalmente, grazie ad una emissione ben tornita, e scenicamente, in virtù di una spiccata credibilità attoriale.

Davvero ottima la prova di Federico Domenico Eraldo Sacchi impegnato nel duplice ruolo di Nettuno, cui presta l’autorevolezza di una emissione granitica e scolpita, e dell’Ombra di Eutyro. Specie in quest’ultimo caso si deve evidenziare la pregnanza di una linea dal timbro notturno, declinata attraverso un fraseggio dai toni profetici e solenni.

Un plauso particolare, poi, a Paola Valentina Molinari, chiamata a vestire i panni di Venere, Bellezza e Cinzia. Personaggi interpretati con eguale souplesse vocale e coinvolgimento scenico. 

Ercole_Amante_Cremona_2025_3
Danilo Pastore e Maximiliano Danta

In buona evidenza anche la Pasithea, melodica e sognante, di Chiara Nicastro e il Mercurio, scattante e sonoro di Matteo Straffi.

Completano la locandina il puntuale Tevere di Arrigo Liverani Minzoni e le ben amalgamate Tre Grazie di Benedetta Zanotti, Giorgia Sorichetti e Isabella Di Pietro.

Successo convinto al termine, tributato da un pubblico purtroppo poco numeroso.

Arriviamo così al termine di questa quarantaduesima edizione del Monteverdi Festival, tra le più riuscite ed interessanti, per varietà e qualità dell’offerta proposta, degli ultimi anni.

ERCOLE AMANTE
Tragedia di un prologo e cinque atti
Libretto di Francesco Buti
Musica di Francesco Cavalli

Ercole Renato Dolcini
Venere/Bellezza/Cinzia Paola Valentina Molinari
Iole Hilary Aeschliman
Giunone Theodora Raftis
Hyllo Jorge Navarro Colorado
Deianira Shaked Bar
Nettuno/Ombra di Eutyro Federico Domenico Eraldo Sacchi
Pasithea Chiara Nicastro
Licco Danilo Pastore
Paggio Maximiliano Danta
Mercurio Matteo Straffi
Tevere Arrigo Liverani Minzoni
Tre grazie Benedetta Zanotto, Giorgia Sorichetti,
Isabella Di Pietro

Orchestra e Coro Monteverdi Festival – Cremona Antiqua
Direttore Antonio Greco
Regia Andrea Bernard
Scene Alberto Beltrame
Costumi Elena Beccaro
Light designer Marco Alba
Coreografie Giulia Tornarolli

Foto: Lorenzo Gorini