Concerti

Monteverdi e Cavalli: due Veneziani a Napoli – Monteverdi Festival 2025, Cremona

Il Monteverdi Festival torna per l’ultima volta, almeno per questa edizione 2025, negli spazi dell’Auditorium Arvedi, cuore pulsante del cremonese Museo del Violino.

L’occasione nasce dalla esecuzione di un concerto, a dire la verità uno dei più prestigiosi ed attesi della manifestazione festivaliera, che vuole mettere a confronto la musica del Divin Claudio con quella del suo più illustre allievo, Francesco Cavalli, e del compositore napoletano Andrea Falconieri.

Protagonisti della serata il celebre direttore Christophe Rousset, specialista del repertorio barocco, accompagnato da Les Talens Lyriques, ensemble da lui fondato nel 1991, e due soprani, le sorelle Apolline Raï-Westphal e Thaïs Raï-Westphal.

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Apolline Raï-Westphal e Thaïs Raï-Westphal

Nel programma sono inseriti, oltre alla Sinfonia (qui proposta nella versione nota come “di Napoli”) alcuni duetti tratti dal primo atto de L’incoronazione di Poppea, ovvero Signor, deh non partire (tra Poppea e Nerone), Speranza tu mi vai (tra Poppea ed Arnalta) e Come dolci signor dall’atto I (tra Poppea e Nerone). Le due soliste offrono una prova di mirabile intensità grazie alla efficacia di una dizione nitidissima, articolata con una linea di canto dall’intonazione cristallina. Le loro vocalità, piuttosto similari seppure timbricamente differenziate, si intrecciano mirabilmente sottolineando una intesa straordinaria anche sotto il profilo espressivo. Nel corso della serata, poi, sono presentate anche altre pagine dalla già citata opera monteverdiana, il duetto dal secondo atto Sento un certo non so che (tra Valletto e Damigella) e quello del terzo atto Signor, signor oggi rinasco (tra Poppea e Nerone). Un’altra ghiotta occasione per applaudire la bravura dei due soprani e apprezzare, in particolare, il timbro screziato e vellutato di Thaïs mentre si interseca con quello madreperlaceo della sorella Apolline.

Il programma prevede anche due componimenti dal settimo Libro de Madrigali. Nello specifico, ascoltiamo, la romanesca a due voci Ohimé, dov’è il mio ben, dov’è il mio core? (SV 140), il cui stile melodico, pervaso da struggente malinconia, trova ulteriore risalto nel canto appassionato delle due cantanti. A seguire, la canzonetta, dal ritmo vivace e luminoso, Chiome d’oro, ottimamente contrappuntata dalle Westphal.

Alla produzione di Francesco Cavalli sono legati altri quattro momenti musicali. Si tratta, nello specifico, dell’opera Il Ciro, originariamente composta per Napoli da Francesco Provenzale e successivamente rivisitata un anno dopo da Francesco Cavalli per Venezia nel 1654. Anche in questa occasione, l’interpretazione dei due soprani si pone in evidenza per la morbidezza dell’emissione e la coinvolta partecipazione del fraseggio musicale.

Nel concerto si impongono, poi, le esecuzioni di alcuni brani di Andrea Falconieri. Brilla, in particolare, il ritmo solare e cadenzato della Sonata Folias echa para mi Señora Doña Tarolilla de Carallenos, così come la fresca vivacità della sonata a tre L’Eroica. Merito, senza dubbio, del gesto misurato e straordinariamente preciso di Christophe Rousset che, alla guida del numericamente esiguo ensemble strumentale, regala momenti di rara perfezione. Un suono puro e terso, carico di emozione, curato meticolosamente da Les Talens Lyriques, ovvero Gilone Gaubert e Banjamin Chénier, violini, Emmanuel Jacques, violoncello e Karl Nyhlin al liuto (e chitarra). Altri momenti solo strumentali derivano, come già ricordato, da Claudio Monteverdi, con l’appassionata sinfonia che apre la Poppea, e da Francesco Cavalli, con la sobrietà e il rigore che caratterizzano la sinfonia e il prologo dall’opera Veremonda l’amazzone di Aragona. Ritroviamo, anche in questo caso, l’evidente rigore di Rousset nel restituire il fondamento e l’essenza della prassi esecutiva attraverso un totale rispetto stilistico.

La serata si conclude tra le acclamazioni del pubblico, dinanzi alle quali gli artisti offrono due bis di estrazione monteverdiana: la ripetizione della canzonetta Chiome d’oro e, soprattutto, il duetto conclusivo della Poppea, Pur ti miro, sbalzato con raffinata sensualità dalle sorelle Westphal.

MONTEVERDI E CAVALLI:
DUE VENEZIANI A NAPOLI

Musiche di C. Monteverdi, A. Falconieri, F. Cavalli

Apolline Raï-Westphal – soprano
Thaïs Raï-Westphal – soprano
Christophe Rousset– direzione

Les Talens Lyriques
Gilone Gaubert, Benjamin Chénier – violini
Emmanuel Jacques – violoncello
Karl Nyhlin – liuto
Christophe Rousset – clavicembalo e organo

Foto: Lorenzo Gorini