Spettacoli

Norma – Teatro Regio, Parma

Norma torna, al Regio di Parma, dopo quattro anni. 

“Un capolavoro è una battaglia vinta contro la morte”, così diceva Jean Cocteau e sicuramente questo vale per Norma di Vincenzo Bellini, opera riuscita ad attraversare i secoli per arrivare fino a noi in tutta la sua assoluta bellezza. Fra gli artisti che se ne sono innamorati anche Richard Wagner, notoriamente diffidente verso l’opera italiana, che arrivò anche a crearne un adattamento orchestrale (WWV 46A) per l’Opera di Riga nel 1839. A Parma il capolavoro di belliniano torna con lo stesso allestimento visto nel 2022, con la regia di Nicola Berloffa e le scene di Andrea Belli.

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Dmitry Korchak
 e Vasilisa Berzhanskaya


Una produzione recensita anche a Piacenza nell’autunno del 2021, riportiamo qui quanto scritto in occasione di quel primo incontro: “ci troviamo nel cortile di un palazzo neoclassico in rovina, ma potremmo anche essere al cospetto di un grande arco di trionfo romano, in un tempo indefinito, nel mezzo di una guerra dell’Europa dell’Ottocento, protagonisti non Romani e Galli ma invasi ed invasori. Norma è una nobildonna armata di spada che tenta di organizzare una resistenza, dialoga con la “Casta diva” attraverso finestroni puntellati dai legni e porge il suo omaggio floreale ad uno dei tanti caduti della guerra. Il dramma sentimentale, come vuole la morale borghese ottocentesca, si consuma all’interno di una claustrofobica camera da letto, lontano dagli occhi inquisitori della gente. Peculiare la scelta registica per il finale che vede i due amanti giustiziati a furor di popolo.Uno scenario evocativo che, pur lontano dal libretto, riesce a trasmettere le emozioni dell’ambientazione originale. Particolarmente suggestive le luci di Marco Giusti che riescono a creare giochi di ombre ben consonanti con le emozioni espresse dal canto; belli e ricchi i costumi di foggia ottocentesca a cura di Valeria Donata Bettella”. A distanza di qualche anno confermiamo le sensazioni sostanzialmente positive sullo spettacolo anche se, a ben guardare, forse, il finale è la scelta che disturba di più. La grande onda sonora belliniana che letteralmente divampa come il fuoco che dovrebbe inghiottire Norma non trova una giusta corrispondenza visiva e non restituisce pienamente quell’effetto di catarsi collettiva evocato dalla musica. 

Il buon esito della serata è assicurato anche dalla qualità dell’esecuzione musicale.

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Carlo Lepore
 e Vasilisa Berzhanskaya


Nel ruolo del titolo svetta Vasilisa Berzhanskaya, la cui vocalità, densa e brunita, ben si presta nel dare vita alle passioni e ai contrasti dell’infelice eroina. La frequentazione di un repertorio mezzosopranile (vedasi la recente Angelina torinese), affiancato a ruoli cosiddetti “falcon” (svariati personaggi del Rossini tragico, come pure la stessa Adalgisa), ha agevolato nell’artista lo sviluppo di una linea di canto corposa nei centri, scolpita negli affondi e luminosa in acuto. La scrittura, tra le più scabrose dell’intero repertorio belcantista, viene risolta con pregevole padronanza tecnica e stilistica, offrendo un ritratto del personaggio di segnata efficacia e credibilità.

Convincente la prova di Maria Laura Iacobellis, dall’emissione chiara, combinata attraverso un canto sul fiato di composta misuratezza. Dotato di buona musicalità, il soprano riesce a rappresentare al meglio l’ingenuità amorosa e l’appassionato trasporto di Adalgisa trovando, tra l’altro, una piacevole intesa timbrica con la Norma della Berzhanskaya.

Il proconsole romano Pollione vede nella luminosità timbrica di Dmitry Korchak, la migliore rappresentazione della spregiudicata baldanza del personaggio. Sotto l’aspetto prettamente interpretativo i punti di forza della sua prova sono da ricercarsi nella fierezza del fraseggio e nel costante coinvolgimento scenico dell’artista. Spiace constatare, tuttavia, come sul versante esecutivo, pur ad onta di un bel legato, il registro acuto non suoni sempre immacolato ed accusi qualche occasionale appannamento, segno, con ogni probabilità, di una forma non ottimale (pur non annunciata).

Di granitica solennità l’Oroveso di Carlo Lepore, davvero bravo nel dipingere, attraverso un canto pacato ma sempre incisivo, l’evoluzione del personaggio, da leader di un popolo pronto alla rivolta a padre travolto da commossa pietà.

Francesco Congiu riesce, pur nei brevi incisi del ruolo di Flavio, a brillare per lo squillo e la sicurezza di una emissione bronzea.

Sempre precisa e ben fuoco anche la Clotilde di Alessandra Della Croce.

Sul podio, Renato Palumbo, attraverso una narrazione dai tempi piuttosto dilatati, riesce a garantire un buon supporto al palco, ricercando, grazie al prezioso apporto di una Orchestra Filarmonica Italiana di notevole precisione, un suono rarefatto e sospeso, particolarmente adatto alle numerose oasi liriche presenti nello spartito. Altrettanto efficace, poi, è la scelta di colori accesi per le scene più concitate, come per il lunga finale dell’opera. Una lettura quindi molto attenta e scandagliata, volta a far emergere, con dovizia di sfumature espressive, i dettagli e le tinte di una tra le partiture più preziose ed autorevoli di sempre.

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Vasilisa Berzhanskaya
 e Alessandra Della Croce

Sugli scudi, come sempre del resto, la prova del Coro del Teatro Regio di Parma che, sotto la guida di Martino Faggiani, non solo trova l’autorevolezza e l’aulicità del canto belliniano, ma arricchisce ogni passaggio di una tavolozza di colori ed intenzioni a dir poco meravigliosa (si vedano, ad esempio, la fremebonda eccitazione di “Guerra, guerra” o la sacra tragicità di “Casta diva”).

Al netto di un paio di timide contestazioni all’indirizzo di Korchak al termine dell’aria, la serata si è conclusa con un vivo successo per tutti gli interpreti, sino a registrare un trionfo, meritato, per la protagonista.

NORMA
Tragedia lirica in due atti
Libretto di Felice Romani
Musica di Vincenzo Bellini

Pollione Dmitry Korchak
Oroveso Carlo Lepore
Norma Vasilisa Berzhanskaya
Adalgisa Maria Laura Iacobellis
Clotilde Alessandra Della Croce
Flavio Francesco Congiu

Orchestra Filarmonica Italiana
Coro del Teatro Regio
Direttore Renato Palumbo
Maestro del coro Martino Faggiani
Regia Nicola Berloffa
Scene Andrea Belli
Costumi Valeria Donata Bettella
Luci Simone Bovis

Foto: Roberto Ricci