Norma

Terzo titolo della Stagione d’Opera e Balletto 2022 del Teatro Regio di Torino è Norma, capolavoro di Vincenzo Bellini, che torna nel teatro subalpino in grande spolvero e fa davvero piacere vedere spettacoli di questo livello tornare sul palco del Regio. Il primo grande elemento di pregio da sottolineare è la direzione di Francesco Lanzillotta attento accompagnamento e solido sostegno ai solisti in palcoscenico che guida l’orchestra con mano ferma e allo stesso tempo grande sensibilità drammaturgica, complice del cast nelle emozioni e nello stile. Decisamente da elogiare anche la scelta di eseguire una versione integrale dell’opera, cosa di cui spesso il cast si è giovato per la resa espressiva dei personaggi. L’impianto scenico nato per il Teatro San Carlo di Napoli e creato dal compianto Ezio Frigerio, a cui questa produzione è tra l’altro dedicata, pesca a piene mani dalle ambientazioni di genere fantasy non temporalmente collocate ma dal chiaro retrogusto alto medievale. I colori preponderanti sono i grigi delle pietre, il verde ed il marrone degli alberi ed i blu delle luci di Vincenzo Raponi, fatta eccezione per i falò della sacra selva proiettati sul fondale che ricordano tanti piccoli fuochi fatui ed il rogo finale che illumina tutto di rosso accecante. Il blu torna anche nei sommessi ma bellissimi costumi di Franca Squarciapino.

Funziona molto bene il tutto con la statuarietà della regia di Lorenzo Amato ma l’espressività è lasciata soprattutto al fraseggio dei singoli interpreti ed alla musica stessa. Fortunatamente il cast, e l’orchestra, sono di livello tale che l’affidarsi a loro non solo è vincente dal punto di vista drammaturgico ma anche dal punto di vista musicale, questa infatti è una Norma di gusto prettamente belcantista nell’approccio dei cantanti e nella lettura di Lanzillotta. Nel ruolo del titolo troviamo Gilda Fiume, già ascoltata ed apprezzata diverse volte qui a Torino, ed il soprano affronta il ruolo con grande sicurezza in ogni registro regalando fin dal suo ingresso con “Casta Diva” momenti di sublime bellezza. Lungo l’intera esecuzione fa mostra di fermissimo controllo del suo strumento con mezzevoci sognanti e filati argentei e le colorature sono sgranate con grandissima precisione. Sono altresì ben riusciti i momenti di invettiva, ma la sua lettura introspettiva, e oserei dire lunare, è di grande qualità. Al suo fianco altri due fuoriclasse del belcanto. Annalisa Stroppa è l’Adalgisa di riferimento dei nostri giorni. Il suo timbro caldo, avvolgente, ed il fraseggio sentito si sposano anche in questo caso ad una sensibilità musicale di rango che traspare lungo l’intera interpretazione (da notare anche il connubio perfetto con la voce di Gilda Fiume). Se l’interpretazione musicale è di livello altissimo non è da meno quella attoriale: Adalgisa prende vita con grande vividezza dalla voce della Stroppa e suscita forti emozioni.

Dmitry Korchak, tenore belcantista di fama internazionale è qui al suo debutto nel ruolo di Pollione. Il Proconsole ritrova con lui accenti e fraseggio di autentico stile belliniano ed il ruolo viene spogliato di ogni prassi esecutiva verista. Questo non significa che il Pollione di Korchak sia meno autorevole, anzi, ma si riveste anche di un afflato Romantico ed una morbidezza di emissione che riportano alle origini del ruolo ed ai suoi primissimi interpreti. Come accennato inoltre i solisti hanno fortemente giovato della scelta di eseguire la partitura integralmente, Korchak in particolare nei da capo ha dato prova di tutta la sua prodezza lanciandosi in variazioni anche molto ardite ed eseguite a regola d’arte. Note molto positive anche per l’Oroveso di Fabrizio Beggi che sa gestire con maestria il notevole volume di voce piegandolo alle esigenze della partitura. Le agilità sono eseguite con sicurezza e precisione e la sua performance è eccellente. Fa molto bene anche Minji Kim nel piccolo ruolo di Clotilde. Meno efficace il Flavio di Joan Folqué, non sempre a fuoco. Il successo al termine della rappresentazione è sentito e caloroso per tutti gli interpreti da parte della sala (quasi) piena. Sarà possibile vedere Norma in replica fino al 26 Marzo, e consiglio veramente di non perdersela!

Sono disponibili le nostre interviste a Annalisa Stroppa e Dmitry Korchak.

NORMA
Tragedia lirica in due atti

Musica di Vincenzo Bellini
Libretto di Felice Romani
tratto dalla tragedia Norma ou L’Infanticide di Louis-Alexandre Soumet
Prima rappresentazione assoluta:
Teatro alla Scala, Milano, 26/12/1831

Norma Gilda Fiume
Pollione Dmitry Korchak
Adalgisa Annalisa Stroppa
Oroveso Fabrizio Beggi
Flavio Joan Folqué
Clotilde Minji Kim

Francesco Lanzillotta direttore d’orchestra
Lorenzo Amato regia
Ezio Frigerio scene
Franca Squarciapino costumi
Vincenzo Raponi luci
Sergio Metalli video
Andrea Secchi maestro del coro
Orchestra e Coro Teatro Regio Torino
Allestimento Teatro San Carlo di Napoli

Foto di Andrea Macchia, cortesia del Teatro Regio