Stabat Mater – Rossini Opera Festival 2026
La 47° edizione del Rossini Opera Festival si chiude con l’ultimo lavoro di grandi dimensioni composto dal Cigno di Pesaro, portato a termne dopo non poche revisioni nel 1842, quando ormai si era ritirato a vita privata da oltre dieci anni. Lo Stabat Mater per coro soli e orchestra è anche per questo opera scritta con grande libertà d’ispirazione, lontano dalla sensibilità esasperata del pieno Romanticismo e tenendo insieme la monumentalità contrappuntistica dell’oratorio classico e la grazia melodica del melodramma belcantistico. La lettura di questa complessa ed originale partitura è affidata allo spagnolo Ramón Tebar, il quale, alla guida dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, ce ne offre un’interpretazione asciutta e severa, eppure attraversata da momenti intensamente raccolti e luminosi. Un’esecuzione che è quindi visione drammatica della storia ma anche olimpica contemplazione del mistero salvifico, nella continua immedesimazione degli affetti della Madre di Dio.
Gli accordi sono precisi, i tempi prevalentemente distesi e riflessivi, la dinamica varia e di grande eloquenza, con parti in forte solenni e marcate, seguite da momenti di sfogata contabilità e di rigorosa eleganza: il tutto a realizzare una narrazione varia ed articolata, animata dal contrasto eppure di notevole organicità, dolente e inquieta ma sempre orientata all’equilibrio e alla compostezza. Emblematico in questo l’inizio, lento e profondo negli ampi pizzicati e con il Coro del Teatro Ventidio Basso, diretto da Pasquale Veleno, che ha un attacco maestoso e un sillabato scolpito e vibrante. Di grande suggestione “Eia Mater, fons amoris” in dialogo con il basso, nel contrasto timbrico e agogico degli interventi dei tenori, e di terribile vigore l’ ”Inflammatus”, nell’evocazione del giorno del Giudizio. Essenziale e raccolto il “Quando corpus morietur” a cappella, mentre la fuga conclusiva suggella con energia e vertiginosa solennità un affresco tragicamente potente, che è però continuamente proteso nella ricerca della consolazione e della salvezza.

Da parte loro i quattro solisti, puntuali ed affiatati, plasmano il Quartetto centrale in una forma levigata e lucente, rendendo in tutta la sua inventiva melodica e ritmica l’intera sequenza del “Sancta Mater, istud agas”.
Vasilisa Bezhanskaya esibisce un’emissione potente ed estesa, con cui sbalza con impeto e smalto un “Inflammatus” dai toni davvero apocalittici, seguito da versi più interiori e palpitanti, fino ad un “confoveri gratia” ancora tonante eppure temperato dalla dolcezza. Molto coinvolgente e accorata anche nel duetto iniziale “Quis est homo”, realizzato con Anna Doris Capitelli, dalla vocalità morbida e omogenea. Il canto legato della mezzosoprano spicca particolarmente nell’aria “Fac ut portem Christi mortem”, resa con un contegno nobile e affettuoso, dove l’apertura è estatica e contemplativa mentre la parte centrale viene delineata con un’intenzione inquieta ed alquanto sofferta.
L’aria più smagliante della composizione è affidata a Dave Monaco, che traccia la melodia con ampiezza e nitore. Grazie ad una dizione che viene particolarmente scandita in taluni passaggi, il tenore fa emergere significativamente la drammaticità del brano, mostrandone quindi gli aspetti tremendi come quelli solari. Procede con una linea mossa ed elegante nella terzina di “O quam tristis” ed è infine di notevole saldezza nell’acuto dell’ultimo verso.
Rotondo e severo è il fraseggio di Adrian Sâmpetrean, che in “Pro peccatis suae gentis” crea una pagina abissale e di intensa commozione, così come è ieratico e sacrale nel recitativo in dialogo con il Coro.
Uno Stabat Mater alla fine applauditissimo e seguito con costante attenzione e profonda partecipazione dal pubblico dell’Auditorium Scavolini. mentre il concerto veniva trasmesso in diretta su maxischermo in Piazza del Popolo: a conferma di quanto il Festival Rossini sia espressione di una Città che vuole condividere con il mondo il suo dono e la sua identità.

STABAT MATER per soli, coro e orchestra
Musica di Gioacchino Rossini
Direttore Ramón Tebar
Vasilisa Berzhanskaya soprano
Abba-Doris Capitelli mezzosoprano
Dave Monaco tenore
Adrian Sâmpetrean basso
Coro del Teatro Ventidio Basso
Maestro del Coro Pasquale Veleno
Orchestra del Teatro Comunale di Bologna
Foto: Amati Bacciardi
