Tosca

Terzo (e penultimo) titolo operistico in programma per il Regio Opera Festival del Teatro Regio di Torino è Tosca. Il capolavoro di Puccini contribuisce a scaldare l’atmosfera durante questa caldissima estate e nonostante più di altri titoli Tosca risenta acusticamente della pur splendida cornice del festival, il cortile di Palazzo dell’Arsenale, la resa musicale e visiva non delude affatto. L’allestimento rimane nel solco della solida tradizione con alcuni guizzi di adattamento al piccolo palcoscenico allestito. Efficace e suggestiva la resa degli ambienti della chiesa di Sant’Andrea della Valle nel primo atto attraverso foto prospettiche dell’edifico. Meno creativi ma sicuramente ottimi gli ambienti degli appartamenti di Scarpia a Palazzo Farnese del secondo atto e il tetto di Castel Sant’Angelo del terzo. Eccellente il lavoro sui costumi di Laura Viglione. I capi catturano non solo l’epoca ma sottolineano il carattere dei personaggi e coadiuvano la narrazione, come da migliore tradizione teatrale. Ottimo e sempre efficace l’intervento delle luci di Christian Zucaro.

Molto buono anche il versante musicale dello spettacolo a partire dal lavoro di cesello sulla partitura di Stefano Ranzani che alla guida della sempre splendida orchestra del Regio riesce a trasmettere senza optare per sonorità eccessivamente spinte o involgarite tutte le preziose suggestioni inserite da Puccini nella sua opera, nonostante la già citata difficoltà acustica. Sempre funzionante anche il dialogo buca/palcoscenico e convincono appieno anche il coro, preparato da Andrea Secchi ed il coro di voci bianche preparato da Claudio Fenoglio. Nel ruolo della protagonista Maria Agresta dimostra ancora una volta le qualità che le hanno garantito una splendida carriera internazionale: un controllo rigoroso sul proprio strumento, un timbro di rara bellezza ed un magnifico fraseggio. Tosca prende vita tramite la sua voce con grande dignità e forza, senza isterie, una lettura del personaggio alla quale si assiste purtroppo raramente. Al suo fianco il Cavaradossi appassionato di Giorgio Berrugi. A fronte di qualche leggera difficoltà nel registro acuto, il tenore si disimpegna con buoni risultati e “E lucevan le stelle” è salutata con calore dal pubblico.

Scarpia è un minaccioso Elchin Azizov; il baritono affronta con sicurezza il ruolo ed il timbro scuro della sua voce ben si confà al personaggio. Dalla sua egli ha anche un notevole volume e se il fraseggio non si distingue per originalità il risultato è comunque d’effetto. Molto buoni tutti i ruoli di contorno: il giovane sagrestano di Donato di Gioia, lo squillante Spoletta di Enzo Peroni, il notevole Angelotti di Enrico Di Geronimo e gli efficaci Lorenzo Battagion e Riccardo Mattiotto, rispettivamente Sciarrone e il carceriere. Splendida Viola Contartese come pastorello. Al termine della rappresentazione il successo è meritatamente caloroso per tutti gli interpreti. Ultimo titolo operistico del Regio Opera Festival sarà “Don Checco” di Nicola de Giosa per poi lasciare spazio dopo la pausa agostana al balletto. A questo link potete trovare la nostra chiacchierata con Maria Agresta.

TOSCA
Melodramma in tre atti

Musica di Giacomo Puccini
Libretto di Luigi Illica and Giuseppe Giacosa
tratto dal dramma La Tosca di Victorien Sardou

PERSONAGGI E INTERPRETI

Tosca Maria Agresta
Mario Cavaradossi Giorgio Berrugi
Vitellio Scarpia Elchin Azizov
Il sagrestano Donato Di Gioia
Spoletta Enzo Peroni
Cesare Angelotti Enrico Di Geronimo
Sciarrone Lorenzo Battagion
Un carceriere Riccardo Mattiotto
Un pastorello Viola Contartese

Stefano Ranzani direttore d’orchestra
Vittorio Borrelli regia
Claudia Boasso scene
Laura Viglione costumi
Christian Zucaro luci
Claudio Fenoglio maestro del coro di voci bianche
Andrea Secchi maestro del coro

Orchestra e Coro Teatro Regio Torino
Coro di voci bianche Teatro Regio Torino
Nuovo allestimento Teatro Regio Torino

Foto Andrea Macchia cortesia del Teatro Regio