Concerto sinfonico corale (Festival Verdi 2021)

La XXI edizione del Festival Verdi prosegue con un concerto sinfonico corale interamente dedicato, ça va sans dir, al Cigno di Busseto.

A pochi giorni dalla prima de Un ballo in maschera (Gustavo III), il sipario del Teatro Regio di Parma torna ad alzarsi e, in questa occasione per un concerto tutto verdiano diretto dal Maestro Roberto Abbado. Entrando in sala lo spettatore si trova immerso in quella scena fissa che poche ore prima aveva fatto da sfondo alle passioni di Gustavo e Amelia; il palco è ora occupato dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, mentre dall’ampia finestra che corre lungo tutta la parte superiore del fondale si affaccia la compagine del Coro del Teatro Regio di Parma. Il programma del concerto si concentra sulle produzioni del giovane Giuseppe Verdi e, in particolare, sulle partiture che hanno visto la luce nel decennio compreso tra 1839 e 1848. Il brano di apertura è dunque la Sinfonia da Oberto, Conte di San Bonifacio, un brano dove si percepiscono sonorità maestose e cupe, quasi un presagio del fosco dramma che si svilupperà poi sulla scena. Preziosi gli accordi di apertura, eseguiti ad orchestra piena, per pulizia e precisione sonora, brillanti e ben equilibrate nei volumi e nelle tonalità le sezioni del successivo cantabile, dove spiccano in particolare i fiati.

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Roberto Abbado

Seguono quindi alcune pagine, per solo coro, tratte sempre da Oberto: il solenne e maestoso “Di vermiglia, amabil luce” con il quale si annuncia l’ingresso del protagonista, “Fidanzata avventurosa”, brano dove la leggiadria sonora del suono orchestrale contribuisce a creare agili arabeschi nel canto corale. Nella prima opera di Verdi si trovano anche brani che prevedono la partecipazione del solo coro maschile; ne sono un esempio “Dov’è l’astro che nel cielo”, con la sua tessitura incalzante, e “Li vedeste – Ah sì! La mano”che, dopo una prima sezione dove gli artisti sono chiamati ad esprimere sentimenti di stupore e smarrimento, si caratterizza per un rapinoso finale.

I brani successivi sono tratti da “Il finto Stanislao, o Un giorno di regno”. La Sinfonia è percorsa, in perfetto stile comico, da una verve e un brio irresistibili; ammirevole in tal senso la leggerezza sonora che il Maestro Abbado riesce ad ottenere dall’orchestra. I brani successivi, tutti tratti dalla succitata, suggeriscono la vicinanza del giovane Verdi alla tradizione compositiva italiana e, in questo caso, allo stile di Gaetano Donizetti: “Mai non rise un più bel dí” trabocca di gioia e ritmo festante, “Sì festevole mattina”, per sole voci femminili , con il suo clima di frenetica attesa per il giorno di festa e, infine, “Ma le nozze non si fanno?”, pagina per solo coro maschile, cui l’autore imprime, a ritmo quasi di valzer, una funzione prevalentemente narrativa nei confronti del pubblico.

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Festival Verdi, Concerto sinfonico corale, Parma, 2021

Con I Lombardi alla prima crociata si torna al dramma e si ascolta, dunque, il preludio al terzetto, un vero e proprio gioiello compositivo. L’esecuzione è qui davvero notevole grazie alla magistrale bravura virtuosistica del primo violino che, oltre ad un’ottima pulizia ed eleganza sonora, dimostra un’interpretazione raffinata caratterizzata da grande sensibilità emotiva. “O Signore, dal tetto natio” è uno dei brani più celebri dell’opera, oltre a rappresentare uno dei più sublimi cimenti per il coro. La compagine del Regio offre quindi una mirabile esecuzione densa di dolore e dignità, pervasa da una impressionante tavolozza di sfumature e di colori. Ancora una sinfonia per il brano successivo, questa volta tratta da Giovanna d’Arco. Questo brano viene restituito al pubblico con il suo caratteristico cipiglio marziale, ma senza clangori o eccessi di volume, quanto piuttosto con eleganza e regalità. La parte conclusiva del concerto vede l’esecuzione di pagine tratte da Nabuchodonosor, in una inedita versione in lingua francofona in occasione di una ripresa dell’opera al Théâtre de la Monnaie di Bruxelles nel 1848 e recuperata da un meticoloso lavoro di curatela a cura di Candida Mantica. Si ascolta quindi “Comme le dieu Bel notre grande reine” (coro che apre tradizionalmente il terzo atto) che, nella lingua francese acquista una nuance di dolcezza e morbidezza che contrasta inevitabilmente con le atmosfere guerriere della versione italiana. Segue l’esecuzione, in prima mondiale, dei ballabili, pensati appositamente per l’edizione di Bruxelles e riscoperti dal musicologo Knud Arne Jürgensen dal manoscritto autografo custodito a Villa Sant’Agata. Il brano si articola in due movimenti: prima una sezione dominata dal violoncello e dal flauto e poi animata dagli archi in un crescente vortice sonoro in pure stile grand opéra. Una pagina curiosa, di indubbio valore, che oltre a far comprendere lo spirito cosmopolita di Verdi, offre una chiave di lettura del dramma nuova e per certi versi alternativa rispetto a quella che tradizionalmente si conosce (e si ama).

Ultima pagina del concerto è “Molles brises dans l’air bercées”, ovvero la traduzione in lingua francese del celeberrimo “Và pensiero”. Viene così offerto al pubblico il vertice esecutivo della serata: il Coro del Teatro Regio, si esibisce in una prova miracolosa, una pagina ricca do sfumature, colori, chiaroscuri, variazioni di intensità, accenti commoventi e toccanti. Si unisce all’unisono con la compagine corale, l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna che sotto la guida ispirata del Maestro Abbado disegna un tappeto sonoro delicatissimo e dolcissimo. Il brano termina con un pianissimo in morendo che tiene il pubblico con il fiato sospeso e dopo alcuni secondi, nei quali sembra che tutto si sia fermato, il direttore abbassa le braccia e il pubblico si scioglie in un lungo applauso. Tutto il teatro, festante, abbraccia idealmente i Maestri Roberto Abbado e Martino Faggiani e chiede insistentemente un bis che non verrà, purtroppo, concesso.

Teatro Regio di Parma – Festival Verdi

ORCHESTRA DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA
CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Maestro del coro Martino Faggiani
Direttore  Roberto Abbado

Programma

GIUSEPPE VERDI

Oberto, conte di San Bonifacio
Sinfonia
“Di vermiglia, amabil luce”
“Fidanzata avventurosa”
“Dov’è l’astro che nel cielo”
“Li vedeste – Ah sì! La mano”

Il finto Stanislao, o Un giorno di regno
Sinfonia
“Mai non rise un più bel dì”
“Ma le nozze non si fanno?”
“Sì festevole mattina”

I Lombardi alla prima Crociata
Preludio al terzetto
“O Signore, dal tetto natio”

Giovanna d’Arco
Sinfonia

Nabuchodonosor
“Comme le Dieu Bel notre grande reine”
Divertissement
“Molles brises dans l’air bercées

FOTO Roberto Ricci Teatro Regio di Parma