Le Grazie vendicate

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È sempre una grande emozione assistere all’inizio di una nuova avventura qual è il Festival di Cavarzere dedicato a Tullio Serafin e ideato da quel geniale artista che è Andrea Castello, da nove anni direttore artistico del Vicenza Festival divenuto un appuntamento prestigioso e riconosciuto sotto la sua egida. Avventura perché fare cultura in provincia è difficile e arduo, ma anche pieno di sorprese. E il pubblico ha risposto con entusiasmo riempiendo il piccolo gioiello leggiadro del teatro Tullio Serafin di Cavarzere e applaudendo entusiasta. In scena un’operina fascinosa e lieve come un’armonica carezza di Antonio Caldara, Le Grazie vendicate con libretto di quel gran genio di Pietro Metastasio e questo lo si avverte in ogni parola e strofa. Il breve componimento fu ideato ed eseguito per festeggiare il compleanno dell’imperatrice Elisabetta o come viene citato nei testi dell’epoca “…Azione teatrale scritta in Vienna l’anno 1735 d’ordine dell’imperator Carlo VI, e rappresentata la prima volta con musica del Caldara negl’interni privati appartamenti dell’imperial Favorita dalle reali arciduchesse Maria Teresa (poi imperatrice regina) e Marianna di lei sorella e da una dama della cesarea corte, per festeggiare il dì 28 agosto, giorno di nascita dell’imperatrice Elisabetta…”. Quindi la futura imperatrice vestì i panni di una delle tre Grazie per onorare la madre.

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La musica è gradevolissima, scorre fluida e fresca come un torrente alpino e a momenti davvero sublimi come in alcune Arie; in questo anche incentivata e ben eseguita dall’Ensemble barocco Arbor Musica concertato dal Maestro (anche al cembalo) Carlo Steno Rossi che ha donato allo spettacolo un’ottima impronta musicale ricca di colori e ben architettata nell’aderenza allo stile dell’epoca .
In scena tre giovani e belle voci con un avvenire ben segnato e radioso. Da sottolineare la personalissima allure che ogni artista crea entrando in scena, chi civettuola e languida, chi dolce e riservata e chi impetuosa e passionale con una perizia da grandi interpreti del palcoscenico navigate. In breve le nostre cantanti incatenano il pubblico alla sedia, affascinandolo in diverse cifre e modi.
Calda e avvolgente, morbida e svettante negli acuti la voce di Claudia Urru, Eufrosine impulsiva e ardente, mentre Talia di Maddalena De Biasi è sensuale e ardita con pose volutamente da diva del cinema muto. La voce si libra agile e leggera, con musicalità estrema e bella tecnica. Come ne è dotata ampiamente anche Barbara Massaro, Aglaja, voce lirica ed estesa, con splendida uniformità di estensione e accento.
Ottima anche la tenuta scenica dei personaggi, con grande personalità ben definite.
La regia di Rosangela Giurgola è semplicemente geniale. Rende ampiamente l’idea della bellezza e della personalità di ogni Grazia, rende attuale e ampiamente fruibile anche da chi è del tutto digiuno del periodo musicale dell’operina e dà vita a momenti di pura magia. Un nome da seguire in futuro nel panorama registico lirico! Molto belli e d’effetto i costumi della Sartoria Daniela Boscato e fantasiose ed elaborate le acconciature.
Il pubblico ha apprezzato con entusiasmo premiando il valente Direttore Artistico e gli interpreti sul palco.

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Teatro Tullio Serafin
Le Grazie vendicate
Dramma per musica di Antonio Caldara
su libretto di Pietro Metastasio

Maddalena De Biasi (Talia)
Claudia Urru (Eufrosine)
Barbara Massaro (Aglaja)
Ensemble barocco Arbor Musica

Rosangela Giurgola (mise-en-espace)
Sartoria Daniela Boscato – Vicenza (costumi)
Fiore capelli&benessere – Cavarzere (parrucco)
Prima rappresentazione in tempi moderni durante il Festival Vicenza in Lirica 2021

Foto Giuseppe Arpicelli