Cappella Marciana – Prima domenica di Avvento

Le chiese restano aperte e con esse procede l’attività delle cappelle musicali. È il caso della Cappella Marciana, guidata dal Maestro Marco Gemmani, che per sette secoli ha accompagnato, senza soluzione di continuità, la liturgia della basilica patriarcale di San Marco, sino al “tacet” imposto dal lockdown.

cappella marciana

Venezia è per lo più deserta, a parte gli sporadici residenti che la attraversano; così anche i portali della basilica restano chiusi, senza quei lunghi serpentoni di turisti, curiosi di ammirare le bellezze di San Marco. Si entra in chiesa con discrezione, dall’ingresso laterale che dà sulla piccola piazza che i veneziano chiamano affettuosamente dei “due leoncini”. Dopo “il rito” della sanificazione ad accoglierci è la Madonna Nicopeia, la “Santa Imagine per li continui miracoli et innumerevoli gratie che ogni giorno ottiene la Città nelle supplicationi a Dio che con essa si fano” così recita la delibera dei procuratori di San Marco che la posero nella cappella di sant’Isidoro, quasi di buon augurio a chi ne varca la soglia. Sotto le volte trapunte di mosaici dorati e pavimenti di intrecci marmorei, i coristi, il maestro organista e il maestro di cappella si apprestano alle ultime prove prima della liturgia, come in una processione informale, attraversano la cappella di San Pietro. Dietro l’altare, nascoste dal bassorilievo del santo custode delle chiavi, chissà se anche di quelle musicali, iniziano le scale che portano alla cantoria. I cantori si pongono alla giusta distanza come a formare un accordo di persone e la cappella che da più di sette secoli accompagna le funzioni della basilica riprende la sua attività dopo il tacet imposto dal lockdown. In altri tempi quando c’erano pestilenze o guerre le persone andavano ancor di più in chiesa a pregare e si facevano più messe e processioni, di conseguenza in tempi difficili si cantava anche di più” dice con un moto di spirito il Maestro di Cappella Marco Gemmani, che da 20 anni ricopre il ruolo di guida della cappella marciana, lui formatosi come violinista e compositore, ha un ruolo che ha un certo peso considerando i nomi che l’hanno preceduto: Gabrieli, Monteverdi, Perosi, ruolo però che pochi veneziani hanno ricoperto, il maestro Gemmani è infatti riminese.
Il programma delle cappelle musicali che accompagna le funzioni liturgiche segue specifiche direttive che arrivano da Roma, dalle sale vaticane, e quest’anno, con la prima domenica di avvento, si è inaugurato l’uso del nuovo messale romano, recentemente approvato secondo le indicazione di Papa Francesco. Poi in questi ultimi anni c’è stato un rinascimento delle cappelle musicali, molte hanno ripreso attività, ne sono nate di nuove, la marciana per la sua storia longeva è forse più legata alla tradizione e attinge a composizioni che portano la firma di circa 200 autori, i quali scrissero musica proprio per la basilica per la quale prestavano servizio, una lunga lista oltre ai grandi nomi già citati. Tra le composizioni presenti in archivio, i vari maestri di cappella hanno via via arricchito con le loro composizioni il repertorio della basilica e così anche il maestro Gemmani, in dialogo con la tradizione, propone nuove composizioni vergate di suo pugno.

cappella marciana

La liturgia della messa domenicale è sempre accompagnata dalla musica della cappella marciana: “da sempre Venezia, così come anche Padova, essendo una città ricca e di una certa importanza, si poteva avvalere di musicisti provetti, offrendo ottima materia prima ai vari compositori che si sono alternati al servizio della basilica” dice il maestro Gemmani “anche oggi chi vuole entrare a far parte della cappella marciana deve superare un esame di selezione, tra i cantori ci sono musicisti di varie parti del Veneto, ma l’importanza della cappella è riconosciuta anche oltre, riceviamo infatti domande di ammissione da Udine, Torino e non solo, non mancano infatti voci straniere”. Con un organico leggermente ridotto, per favorire il distanziamento, sono circa 15 le voci che si diffondono in cantoria, il vero concerto però non è da ascoltare tra i matronei che accolgono i cantori e i vari organi, bensì dalla navata centrale: la struttura architettonica della basilica offre uno straordinario effetto “dolby surround” per chi assiste alle funzioni religiose.
La cappella Marciana anche quest’anno era stata inserita nella stagione del gran teatro La Fenice, stagione che a causa del Covid ha dovuto subire stravolgimenti e rimandi. Ma in questo tempo di incertezze le chiese restano aperte, accolgono ancora i fedeli e a san Marco avviene la magia della liturgia: il coro nel nascondimento della cantoria si manifesta solo attraverso la forza invisibile della musica, arricchendo la celebrazione della messa, lasciando nello stupore di una sinestesia uditiva e visiva, scaldando il cuore anche di chi non ha fede.
Chi volesse seguire la cappella marciana può farlo attraverso il profilo facebook “Cappella Marciana” o sul sito www.cappellamarciana.it

29 Novembre 2020
Prima Domenica di Avvento
S. Messa capitolare solenne. Ore 10

⸭ Ordinario ⸭
Ad aspersionem
Asperges M. Gemmani
Gloria, Sanctus, Agnus
Missa In illo tempore C. Monteverdi

⸭ Proprio ⸭
Ad introitum
Rorate caeli  M. Gemmani
Ad offertorium
Domine ne in furore C. Monteverdi
Ad communionem
Iesu dum te contemplor C. Monteverdi
Longe a te  C. Monteverdi
Ad recessionem
Gloria tua  C. Monteverdi