Pubblicazioni 2018

IL VESPRO SICILIANO – CD NAXOS 2018 [Margherita Panarelli] – 13 settembre 2018
Conosciuto principalmente per “Der Vampyr” (1828), Peter Josef von Lindpaintner appartiene a quella schiera di compositori tedeschi belcantisti i cui lavori pur apprezzati ed eseguiti nelle corti tedesche del diciannovesimo secolo sono ora quasi caduti nell’oblio.
Frutto della volontà di aprire anche l’opera tedesca al filone operistico dei grand-opéra francesi di soggetto storico, “Die sizilianische Vesper” risente delle influenze di Meyerbeer e della cantabilità che contraddistingue l’opera del belcanto italiano ed il risultato, seppur a tratti discontinuo nei risultati e non sempre espressione di originalità, è un’opera dalle fondamenta solide e nel complesso più che apprezzabile, rendendone la commistione di stili ancor più interessante l’ascolto.
In questo disco della prestigiosa etichetta Naxos è possibile ascoltare la registrazione della prima esecuzione dell’opera nella traduzione italiana effettuata da Wilhelm Häser, rivista da Reto Müller e Stefano Piana, con l’edizione critica della partitura a cura di Volker Tosta. Registrazione effettuata al Belcanto Opera Festival di Bad Wildbad nel luglio del 2015 di una esecuzione in forma di concerto dell’opera. Il confezionamento del CD è impeccabile come da standard Naxos e presenta un esaustivo libretto all’interno. L’intricata vicenda si svolge sullo sfondo della Sicilia angioina nel 1282: Carlo d’Angiò, sovrano di Sicilia da sedici anni, rimane deluso nelle sue speranze di prendere in sposa la nobile siciliana Eleonora poiché la missione di ambasciatore da lui affidata ad uno dei suo favoriti, il Conte di Fondi non ha avuto esito positivo. Fondi, innamoratosi egli stesso della donna, l’ha presa segretamente in moglie nascondendogli anche la propria affiliazione al movimento di ribellione siciliano capeggiato da Giovanni da Procida. Accortosi dell’inganno Carlo giura vendetta sui due sposi fuggitivi, e li imprigiona. Eleonora, pur ferma nella sua fedeltà a Fondi, offre la sua mano in cambio della libertà per il marito ricordando a Carlo i crimini passati grazie ai quali era giunto sul trono siciliano ed egli la libera, affidandola alla scorta del Marchese di Drouet. Egli coltiva mire segrete sulla donna e tenta di rapirla. Mentre Eleonora viene salvata da Giovanni da Procida la sua giovane ancella Aurelia, pentita di aver rivelato il luogo in cui Eleonora e Fondi si erano nascosti alla vendetta di Carlo, libera il Conte il quale si riunisce al patriota Procida ed alla moglie. Procida e Fondi preparano una grande sollevazione popolare e durante la solenne processione pasquale allo squillo della campana del vespro la rivolta contro gli angioini ha luogo. Le truppe francesi sono sconfitte e la flotta aragonese, alleata dei rivoltosi, dà alle fiamme la flotta angioina. Al grido di “Sicilia libera sarà” Procida ed il popolo annunciano la vittoria.
Molto buono il nutrito cast solistico a partire dalla voce solida e omogenea del baritono Matija Mejć nel ruolo di Carlo, il cui fraseggio è convincente e partecipato. Danilo Formaggia affronta con successo il ruolo del Conte di Fondi offrendo un’interpretazione robusta. La sua voce non manca di squillo e supera con scioltezza le agilità richieste dal ruolo. Nel secondo ruolo tenorile del Marchese di DrouetCésar Arrieta sfoggia un timbro affascinante ma la voce non risulta correttemente sostenuta nel registro medio inficiando una pur buona esecuzione da parte sua. Il basso Dario Russo, nel ruolo di Giovanni da Procida offre un timbro piuttosto chiaro nel panorama delle voci di basso ma offre anche una encomiabile omogeneità nei registri e un’eccellente facilità di emissione nel registro acuto. Silvia Dalla Benetta affronta senza sbavature il ruolo di Eleonora mettendo al servizio del personaggio il temperamento e la notevole estensione vocale. Ana Victória Pitts nel ruolo di Albino, paggio del Conte di Fondi, non convince pienamente a causa di un vibrato molto stretto poco piacevole e della sensazione di mancanza di cura e precisione nel lavoro del mezzosoprano. Meglio l’entourage di Eleonora con un’ottima interpretazione del ruolo di Amelia da parte di Sara Blanch ed una corretta di Sara Bañeras nel brevissimo ruolo di Celinda. Fa molto bene anche Carlos Natale nel ruolo di Guillaume l’Étendart, governatore di Sicilia e terzo ruolo tenorile dell’opera, con eccellente squillo e proiezione del suono uniti ad un fraseggio convincente. Completano il cast numerosi ruoli secondari bene eseguiti e l’eccellente lavoro del Poznań Camerata Bach Choir.
Federico Longo dirige con vigore l’ensemble Virtuosi Brunensis infondendo alla partitura la cantabilità delle melodie italianeggianti e la solennità del grand-opéra francese a cui essa è ispirata mantenendo coeso e vivace il dialogo tra buca e palcoscenico.

AURELIANO IN PALMIRA – CD NAXOS 2018 [William Fratti]  22 ottobre 2018
Aureliano in Palmira occupa una posizione importante nel lungo catalogo rossiniano, poiché pur trattandosi di una vicenda vecchio stile, il libretto di Romani si compone di versi piuttosto moderni e la musica di Rossini appartiene a quella linea romantica che, iniziata già con Tancredi composta pochi mesi prima, si protrarrà fino a Guillaume Tell.Non a caso molte delle pagine scritte per quest’opera saranno rivisitate e riutilizzate per altri capolavori. Gli esempi più emblematici, solo per citarne alcuni, sono la sinfonia e il rondò di Arsace che troveranno ben due nuovi inizi, prima in Elisabetta Regina d’Inghilterra, poi ne Il barbiere di Siviglia. Ma si tratta solo di una piccola parte: un orecchio attento potrebbe individuarne molti altri.Il Festival Rossini in Wildbad occupa una posto rilevante accanto al fratello maggiore di Pesaro, poiché si avvale di diverse revisioni sugli spartiti, con contributi da altre fonti, dimostrando che c’è ancora molto da dire in merito alla musica del geniale compositore. In questa occasione, registrata live nel luglio 2017, ci si è serviti della revisione di Ian Schofield per Edition Peters.José Miguel Pérez-Sierra, alla guida dei Virtuosi Brunensis, dirige con estrema cura per i dettagli, soprattutto negli accenti e nelle intenzioni, risultando particolarmente omogeneo pur nel cambio di carattere, dal marziale al drammatico, dal tragico al patetico.Il ruolo del titolo è affidato al bravissimo Juan Francisco Gatell, che nei cantabili dimostra palesemente le sue qualità di interprete rossiniano, nella correttezza musicale, nell’eleganza, nello stile e nel fraseggio. Purtroppo ha a che fare con una parte più grande di lui, scritta per baritenore, con salti da gravi baritonali ad acuti estremi, tale per cui appare eccessivamente affaticato, poco solido nelle note più basse e troppo tirato o addirittura calante in quelle più alte, ma si tratta di poco, essendo queste caratteristiche relegate alle sole arie, mentre duetti e pezzi d’assieme risultano di ottima esecuzione.Silvia Dalla Benetta è una Zenobia sicura, in grado di assumere colori aspri nelle parti più marziali, per lasciare spazio a sfumature morbide e raffinate nei passaggi più dolci e patetici. Il suo Rossini è di pregevole fattura, ben centrato nelle intenzioni e nei fraseggi, coadiuvato da agilità di forza egregiamente eseguite, arricchite da interessanti variazioni.Marina Viotti è da considerarsi una vera fuoriclasse. Il suo Arsace, protagonista effettivo dell’opera, è di un romanticismo tale da essere seducente, sostenuto da una tecnica assolutamente ineccepibile.C’è da augurarsi da poter riascoltare presto questi artisti, non solo a Bad Wildbad, ma anche a Pesaro.Ana Victoria Pitts è una Publia piuttosto corretta, mentre meno centrato è il gran Sacerdote di Baurzhan Anderzhanov. Efficaci l’Oraspe di Xiang Xu e il Licinio di Zhiyuan Chen. Buona la prova della Camerata Bach Choir diretto da Ania Michalak.