Concerti 2022

Concerto di Natale

“ (…) Notte fredda e stellata di Natale,
sai tu dirmi la fonte onde zampilla
Improvvisa la mia speranza buona?
È forse il sogno di Gesù che brilla
nell’anima dolente ed immortale
del giovane che ama, che perdona?”

Così scriveva Umberto Saba agli inizi del Novecento e proprio con questo spirito che non può essere indifferente al dolore, ma pur sostenuto dalla speranza, il Teatro alla Scala di Milano celebra il suo Natale, attraverso un concerto di musiche sottilmente dolenti. 

Concerto_Natale_Milano_2022_3
Caterina Sala

Il primo brano del programma è il Laudate  Dominum, tratto dal componimento sacro Vesperae Solennes de Confessore K339 di Wolfgang Amadeus Mozart. Questa pagina, tra le più sorprendenti e amate del genio salisburghese, viene restituita in tutto il suo incantato splendore dal gesto, composto e di sinuosa raffinatezza, del Maestro Pablo Heras-Casado che ottiene dai complessi orchestrali scaligeri sonorità impalpabili e celestiali. La scrittura musicale viene, poi, ulteriormente impreziosita dal canto del soprano Caterina Sala che, con timbro madreperlaceo, sfoggia una emissione morbida e flautata.

Segue, quindi, la Sinfonia n.94 di Joseph Haydn, vertice indiscusso nel repertorio sinfonico del compositore austriaco. Questo brano, conosciuto anche con il doppio soprannome “The Surprise” nei paesi anglosassoni e “Mit dem Paukenschlag” in quelli di estrazione germanofona, si apre con un primo movimento in tempo di “Adagio – vivace assai” dove il Maestro Heras-Casado riesce a trovare sonorità leggiadre ed armoniose. Il secondo movimento, “Andante” crea un perfetto contrasto tra le dinamiche morbide e delicate, realizzate con precisione dall’organico strumentale, e la roboante esplosione delle sonorità del timpano, magistralmente condotto da Andrea Bindi. Con il terzo movimento, “Minuetto”, dalla costruzione musicale briosa e meno sofisticata, si legge un chiaro omaggio al Landler, la tipica danza popolare austriaca. Il componimento sinfonico si chiude, quindi, con il “Finale”, pagina dalla scrittura festante e spumeggiante, argutamente sbalzata dal direttore spagnolo che ne coglie, con divertita ironia, il contrappunto sonoro originato, ancora una volta, dalla presenza del timpano.

La seconda parte della serata è occupata dalla esecuzione di un altro componimento sinfonico di Haydn, la Missa in tempore belli in di magg. Hob. XXII 9. Conosciuta anche come “Paukenmesse” (ovvero Messa dei timpani), la messa vede la luce nel 1796, sullo sfondo del conflitto mosso dalla Francia rivoluzionaria all’impero asburgico, uno scenario, quello bellico, purtroppo a noi oggi tristemente famigliare, una scelta toccante, soprattutto con quel grido di pace finale, oggi quantomai doveroso. Il Maestro Heras-Casado offre una lettura ispirata e partecipata del componimento, mostrando particolare cura nella scelta della giusta combinazione tra le dinamiche e gli impasti timbrici. Non si avverte tensione in questo racconto musicale, quanto piuttosto una vasta gamma di colori e di sfumature che si compenetrano, con duttilità e morbidezza, l’una nell’altra realizzando effetti chiaroscurali di grande suggestione. Ottima, senza dubbio, è l’intesa con i già citati complessi dell’Orchestra del Teatro alla Scala, qui in grande spolvero per coesione e brillantezza. Una menzione d’onore alla luminosa prestazione di Sandro Laffranchini, Maestro al violoncello e, ancora una volta, del ritrovato virtuosismo di Andrea Bindi al timpano.

Concerto_Natale_Milano_2022_2
Caterina Sala, Annalisa Stroppa, Giovanni Sala e Luca Micheletti

Sugli scudi, senza dubbio alcuno, anche la prova del Coro del Teatro alla Scala di Milano, condotto con eccellente professionalità da Maestro Alberto Malazzi. Oltre all’indiscussa compattezza delle diverse sezioni, ciò che colpisce è l’intensità espressiva di ogni singolo intervento e la indiscussa capacità di rifinire ogni frase musicale con sonorità delicatissime.

Nella esecuzione della messa ritroviamo, inoltre, un quartetto di artisti di altissimo livello. A partire dalla già menzionata Caterina Sala che conferma, le qualità di un timbro melodioso e di una linea vocale ricca di armonici. Di rara eleganza e raffinatezza esecutiva è, poi, la prova del mezzo-soprano Annalisa Stroppa, in possesso, tra l’altro, di una vocalità screziata, di puro velluto, e di una totale aderenza stilistica. Sonora e vibrante la prova di Luca Micheletti, dalla voce dall’ampia cavata, di grande omogeneità e dal seducente colore ambrato, cui si aggiunge una indubbia padronanza del fraseggio. Il quartetto dei solisti si completa, infine, con la linea vocale luminosa e squillante del tenore Giovanni Sala, di cui si apprezzano anche il vigore e lo slancio nella costruzione della frase musicale.

Grande successo al termine da parte di un pubblico, alquanto prodigo di applausi (spesso fuori luogo) durante l’esecuzione, che esauriva la vasta sala del Piermarini in quasi ogni ordine di posto. Per chi non avesse potuto partecipare in sala, ricordiamo che il concerto verrà trasmesso nella mattinata del 24 dicembre su Rai1, nella serata del 30 dicembre su Rai5 e, ancora, il 26 dicembre su Servus TV per gli spettatori di Austria e Germania.

CONCERTO DI NATALE
Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e Franz Joseph Haydn

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
Direttore Pablo Heras-Casado
Maestro del coro Alberto Malazzi
Soprano Caterina Sala
Mezzosoprano Annalisa Stroppa
Tenore Giovanni Sala
Basso Luca Micheletti

Foto: Brescia-Amisano Teatro alla Scala