Concerti

Tomáš Netopil – Teatro del Maggio, Firenze

Bedřich Smetana morì a sessant’anni in un ospedale psichiatrico, completamente sordo. Anch’egli come Beethoven compose le sue opere più note e più belle sfidando una progressiva ed inesorabile sordità. Il padre fondatore della musica nazionale ceca intonò quindi in interiore homine l’omaggio per la sua terra e poté effonderlo e sentirlo pienamente soltanto dentro la sua anima. Má vlast, La mia Patria è infatti canto per la Boemia e nessun’altra nazione ha avuto in sorte di essere celebrata tanto solennemente e appassionatamente, non semplicemente da un inno o da una sinfonia, ma addirittura da un intero ciclo di poemi sinfonici. Sei ampie composizioni indipendenti l’una dall’altra ma intimamente interconnesse, tanto per tematiche quanto per stile, che evocano la natura e la storia boema, delineando pannelli sonori che somigliano alle grandi tele romantiche, in dialogo con la tradizione popolare ma saldamente ancorati alla musica tedesca e al modello di Franz Lizst.

Tomas Netopil photo: Marco Borggreve

A riportare a Firenze questo complesso e vibrante monumento è Tomáš Netopil, nato per l’appunto a Přerov, nella Repubblica Ceca, e che è stato direttore ospite principale della Filarmonica Ceca; oggi dirige la FOK Prague Symphony Orchestra e, dopo il debutto del 2006 e un concerto del 2012, torna sul podio del Maggio con un’esecuzione che delinea con nitidezza la varietà di ciascuna sezione, con frasi di ampio respiro ed energiche variazioni di tempo. I piani sonori vengono efficacemente differenziati, con passaggi drammatici e celebrativi di grande forza e volume, mentre non appaiono del tutto esplorate e appieno valorizzate le possibilità cromatiche dell’Orchestra del Maggio.
Il primo poema Vyšehrad , evoca la rocca di Praga che fu la residenza dei principi boemi e viene introdotto con suggestiva delicatezza dalle arpe che imitano il canto dell’antico bardo Lumir. Trasparenze che cedono il passo alla straordinaria compattezza degli archi e, che dopo momenti concitati e nervosi, approdano ad una chiusura evanescente, in un leggero pianissimo.
Vltava, il celebre poema dedicato alla Moldava viene è reso in una forma palpitante, nello sfogo elegante di una cantabilità appassionata e nel cesello del chiaro di luna, poi culminante in una ripresa marcata e maestosa.
Plasmato con estrema tensione è Šárka, che descrive il mito nordico delle Amazzoni con grande energia e una ricca modulazione dinamica.
E’ di grande complessità Dai prati e dai boschi di Boemia, delineato in una forma fluida e luminosa, e ben articolato nel dialogo delle differenti sezioni orchestrali.
Le due ultime parti sono invece interamente dedicate al riformatore Jan Hus condannato dal Concilio di Costanza e vengono sbalzate con vigore e in uno stile alquanto celebrativo, non esente da pomposa retorica, ma che si addice però al carattere delle due composizioni e che riesce a creare una conclusione emotivamente coinvolgente.

Alla fine gli applausi sono stati prolungati e fragorosi, in una platea della Sala Grande non esaurita ma comunque affollata, benché il titolo non sia di quelli di maggiore richiamo. La proposta è stata infatti di grande interesse e perdipiù ha fatto sì che, per la durata del concerto, la Boemia divenisse la patria di tutti, a ricordarci, in questi tempi di guerre e nazionalismi, di come la bellezza possa essere posta a fondamento di una comune identità.

BEDŘICH SMETANA 

Má vlast (La mia patria)
1. Vyšehrad (Castello alto) 
2. Vltava (La Moldava) 
3. Šárka 
4. Z českých luhů a hájů (Dai prati e dai boschi di Boemia) 
6. Blaník  

Direttore Tomáš Netopil

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Foto: Michele Monasta – Maggio Muiscale Fiorentino