Spettacoli

Madama Butterfly – Teatro Ponchielli, Cremona

Al teatro Ponchielli di Cremona, la stagione operistica si conclude con Madama Butterfly di Giacomo Puccini

Nel centenario della morte di Giacomo Puccini, il Teatro Ponchielli non poteva che chiudere la stagione operistica con un omaggio al genio toscano. Questa Madama Butterfly di Opera Lombardia, già vista a Brescia lo scorso luglio, nasce in coproduzione con il Teatro del Giglio di Lucca e la Estonian National Opera. Si è voluto optare per la seconda versione dell’opera, quella andata in scena a Brescia il 28 maggio 1904, la forma che precede la revisione definitiva, oggi raramente eseguita. Ci troviamo così davanti ad un’opera più lunga e sfaccettata, ricca di dettagli inediti e dove, in qualche modo, la xenofobia di Pinkerton è ancora più marcata. Basti ad esempio pensare ai nomi “muso uno, due e tre” che l’ufficiale della Marina usa per i servitori e a come sia esplicitato che Cio-Cio-San sia stata da lui acquistata per 100 ¥. Una versione della storia più cruda quindi ma che, al tempo stesso, risulta più vera, meno idealizzata e sfumata.

La regia di Rodula Gaitanou ci porta in un Giappone astratto: la famosa casetta è stilizzata ed appoggiata su grande onda in legno, quasi un omaggio a Hokusai. La scena, a cura di Takis, è pensata come un grande dipinto dominato sullo sfondo dai monti del Giappone, quasi una stampa di Hiroshige. Uno sfondo tenue dove si  riverberano i coloratissimi costumi, sempre di Takis, omaggio fedele alla moda del Sol Levante. Particolarmente efficaci, in questo spettacolo, risultano le luci a firma della sempre eccezionale Fiammetta Baldisseri che esaltano nel migliori dei modi la scena. 

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Yasko Sato, Riccardo Della Sciucca e Devid Cecconi

Convincente, nel complesso, il versante musicale dello spettacolo.
Al soprano Yasko Sato spetta il compito di dare vita ad uno dei ritratti femminili più affascinanti, ma anche più complessi, dell’intera produzione pucciniana. La voce è importante e caratterizzata da una certa limpidezza, soprattutto nei centri. Nella salita verso il registro superiore spiace constatare, tuttavia, il manifestarsi di una certa tensione che provoca qualche fissità, specie sulle note più alte del pentagramma. Ben riuscito è, poi, l’aspetto interpretativo del personaggio, grazie ad una certa spontaneità nei movimenti e una buona padronanza del fraseggio.

Ottima scoperta è il Pinkerton di Riccardo Della Sciucca, in possesso di uno strumento che spicca per densità e squillo. La linea appare ben impostata e compatta, sempre timbrata e vibrante, specie del registro superiore. Partecipe e coinvolto l’interprete che, in questa edizione “bresciana” della partitura, sottolinea ancora di più tutto il cinismo del personaggio.

Molto brava Asude Karayavuz la cui vocalità pastosa e brunita ben si sposa con la melodia pucciniana. La linea suona precisa in ogni intervento e ben si amalgama con il colore vocale di Yasko Sato. Efficace è, poi, la caratterizzazione del personaggio, qui tratteggiato, con accento cesellato e puntuale, come una Suzuki sempre risoluta e coraggiosa, quasi una sorella maggiore della sventurata Cio-Cio-San.

Incisivo lo Sharpless di Devid Cecconi, che si impone con la saldezza e la compattezza di uno strumento che si dipana con facilità e morbidezza a tutte le altezze del pentagramma. Elegante la presenza scenica, cui si unisce una gestualità misurata e dalla quale traspare la grande umanità del personaggio.

Di buon livello anche la prova di Giuseppe Raimondo, un Goro sonoro e dall’emissione sempre sicura e ben sfogata. Incisivo e adeguatamente insinuante il fraseggio.
Fulvio Valenti, con voce corrusca e voluminosa sa essere uno zio Bonzo giustamente minaccioso.
Bene Alex Martini cui va il merito, oltre alla buona prova vocale, di valorizzare con eleganza il ruolo del Principe Yamadori.
Note positive anche per la Kate Pinkerton di Maria Cristina Bellantuono che, con una organizzazione vocale solida e compatta, riesce e rendere giustizia a questo personaggio tanto ingrato (almeno sotto l’aspetto interpretativo), cui questa versione “bresciana” riserva più ampio spazio rispetto a quanto siamo soliti ascotare.

Peculiarità di questa versione è, inoltre, la possibilità di dare maggior risalto ad alcuni comprimari come, ad esempio, lo zio Yakusidè, qui sottolineato con la giusta ironia da Masashi Tomosugi.
Ben a fuoco, vocalmente quanto scenicamente, l’ufficiale del registro di Mattia Rossi, che ben si accompagna al commissario imperiale di Liu Tong.
Ben affiatate ed amalgamate risultano, poi, la zia di Daryna Shypulina, la cugina di Tiziana Falco e la madre di Serena Pulpito.
Un plauso particolare, infine, al bravissimo Enea Piovani nel ruolo del piccolo Dolore.

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Riccardo Della Sciucca e Devid Cecconi

Dal podio, il Maestro Alessandro d’Agostini, offre una lettura tesa e vibrante della partitura, cogliendo così alla perfezione le peculiarità della versione “bresciana” dell’opera. Un racconto musicale in bilico tra esotismo, passione e amarezza, dove lo sviluppo emotivo della protagonista risulta ben sottolineato dalla ricerca di dinamiche orchestrali cangianti e cariche di tensione drammaturgica. Pregevoli sono, in tal senso, l’esecuzione del celeberrimo “coro a bocca chiusa”, tratteggiato come un lungo e febbricitante sussurro, e il preludio che apre il terzo atto, dove la febbricitante attesa di Butterfly lascia il posto all’irrompere dell’aurora che prelude alla tragedia finale.

Ben curato il rapporto tra le diverse sezioni della Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, in buon equilibrio rispetto al palcoscenico.
Di buon livello, infine, gli interventi del Coro di OperaLombardia, preparato dal Maestro Diego Maccagnola.
Successo festoso al termine tributato da una sala pressoché esaurita.

Madama Butterfly
tragedia giapponese in tre atti

Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa

Musica di Giacomo Puccini

Cio-Cio-san Yasko Sato

F. B. Pinkerton Riccardo Della Sciucca

Suzuki Asude Karayavuz

Sharpless Devid Cecconi

Goro Giuseppe Raimondo

Lo zio Bonzo Fulvio Valenti

Il Principe Yamadori Alex Martini

Kate Pinkerton Maria Cristina Bellantuono

Lo zio Yakusidé Masashi Tomosugi

Il commissario imperiale Liu Tong

L’ufficiale del registro Mattia Rossi

La zia Daryna Shypulina

La cugina Tiziana Falco

La madre Serena Pulpito

Dolore Enea Piovani

Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
direttore Alessandro D’Agostini
Coro OperaLombardia
maestro del coro Diego Maccagnola
regia Rodula Gaitanou
scene e costumi Takis
luci Fiammetta Baldiserri

FOTO: SALVO LIUZZI