L’elisir d’amore – Teatro dell’Opera, Roma

Un Elisir d’Amore che fa discutere quello presentato al Teatro Costanzi, il Teatro dell’Opera di Roma, in questa stagione 2022/2023, una rappresentazione che pone su due binari diversi l’aspetto musicale e quello registico. Iniziamo con ordine.

Questa produzione, in scena dall’ 11 al 15 di gennaio 2023, vede la presenza di un doppio cast per quasi tutti i personaggi: si alternano sulla scena Aleksandra Kurzak e Ruth Iniesta nel ruolo di Adina, John Osborn e Juan Francisco Gatell come Nemorino, Alessio Arduini e Vittorio Prato in Belcore, Simone Del Savio e Davide Giangregorio come Dulcamara. Il ruolo di Giannetta, invece, è affidato a Giulia Mazzola in tutte le recite. Sabato 14 gennaio 2023, il pubblico presente in sala è stato deliziato dal quintetto Iniesta, Gatell, Prato, Giangregorio, Mazzola.

Elisir d'Amore, Teatro dell'Opera, Roma 2023
Elisir d’Amore, Teatro dell’Opera, Roma 2023

Sul piano musicale, il direttore Francesco Lanzillotta, romano al debutto nella sua città natale, ha effettuato un intenso ed evidente lavoro di concertazione per ottenere un suono che potesse sostenere non solo i cantanti, quanto proprio le vicende portate sulla scena. “L’attenzione ai dettagli”, di cui Lanzillotta parla durante l’intervista con Alberto Mattioli e riportata nel programma di sala, si evince fin dalle prime note del preludio orchestrale e, ancora di più, è chiara la cura impiegata nello studio del libretto, impegno da lui più volte dichiarato e riscontrabile ascoltando l’intervista restituita da Rai Radio 3 durante la diretta della prima. Lanzillotta rende egregiamente l’atmosfera rustica e bucolica dell’ambientazione con la precisa scansione del ritmo semiminima-croma, che caratterizza le prime battute del preludio e il coro “Bel conforto al mietitore”, e con il fraseggio pulito e leggero delle lunghe scale affidate ai fiati. Durante le arie, l’orchestra non prevarica mai sui cantanti ed è possibile apprezzarne i dettagli vocali e interpretativi: “Bisogna esserci senza farsi vedere troppo. […] se il lavoro è fatto bene non ti accorgi quasi che il direttore c’è […]” come spiega Lanzillotta stesso. L’orchestra c’è, si sente, ma si fonde con i personaggi restituendone, di volta in volta, le caratteristiche peculiari. Con questa idea, il direttore romano sostiene i fatti in scena e aiuta a comprendere l’evoluzione drammaturgica vissuta da Adina e Nemorino durante il percorso di consapevolezza che li porta al congiungimento finale, mentre sottolinea la boria di Belcore e l’arguzia di Dulcamara

Elisir d'Amore, Teatro dell'Opera, Roma 2023
Elisir d’Amore, Teatro dell’Opera, Roma 2023

Spostando la lente di ingrandimento sui cantanti, questo secondo cast offre grande valore interpretativo oltre che vocale. Prima fra tutti Ruth Iniesta, attrice sopraffina, porta in scena un’Adina di cui è possibile scorgere ogni pensiero contrastante. Distaccata all’inizio, inviperita durante e dolcissima sul finale, la Iniesta/Adina non perde mai la brillantezza del suono e delle intenzioni, sfoggiando un mezzo corposo e agile. Mirabile l’interpretazione di “Prendi, per me sei libero” durante la quale Ruth Iniesta riempie la sala di dolcezza mostrando, tra l’altro, grande padronanza tecnica e profonda conoscenza della prassi del belcanto. 

Spiccate doti attoriali evidenti anche in Juan Francisco Gatell che restituisce un Nemorino tanto ingenuo quanto romantico, in cui tutto è perfettamente bilanciato: la postura e i movimenti scenici sottolineano un personaggio semplice e goffo, a tratti, buffo; il bel colore del suono e le ponderate intenzioni vocali, invece, evidenziano un personaggio dalla grande sensibilità. È così che la sua “furtiva lagrima” diventa, a tutti gli effetti, una romanza dal carattere romantico. 

Un tantino sottotono la performance di Vittorio Prato come Belcore. Il baritono può contare su una naturale presenza scenica e sul bellissimo timbro vocale, ma non restituisce al pubblico un personaggio ben definito e, inoltre, sembra soffrire della presenza vocale della Iniesta.

Apprezzatissimo dal pubblico, Davide Giangregorio sfoggia un Dulcamara giovane e dirompente. Insieme alla voce corposa e ricca di armonici, mostra puntuale destrezza nell’articolazione delle veloci sillabe che caratterizzano la scrittura degli interventi del finto medico. Giangregorio non si risparmia, investe le scene di bruciante energia e sembra non soffrire affatto dei molteplici movimenti scenici. 

Molto amata e applaudita dal pubblico, Giulia Mazzola, bella, pettegola, energica, sempre in movimento e onnipresente, è la Giannetta perfetta. Come cantante può vantare un mezzo squillante, di grande spessore, che si fa ben udire durante i concertati, in cui svetta su tutti con staccati e picchettati dalla precisione inequivocabile. 

Elisir d'Amore, Teatro dell'Opera, Roma 2023
Elisir d’Amore, Teatro dell’Opera, Roma 2023

In ultimo, ma non certo per importanza, data anche la presenza essenziale all’interno dell’opera stessa, un plauso al Coro del Teatro dell’Opera di Roma e al direttore Ciro Visco per la cura nella preparazione e la professionalità nell’esecuzione musicale e scenica. 

Per ciò che concerne il comparto regia, ci sono diverse considerazioni da fare. Innanzitutto si tratta di un allestimento già esistente, ideato da Ruggero Cappuccio e utilizzato nel 2011 e nel 2014. Il colore predominante è il bianco, le scene sono in stile moderno, minimalista, con pochi elementi geometrici. Lo sfondo e gli oggetti bianchi permettono di enfatizzare i giochi di luce e dissolvenza che cambiano col variare delle scene e dei personaggi, donando un forte impatto visivo che facilita il coinvolgimento emotivo: il blu è il colore iniziale e quello di ritorno dalle scene; il rosso è il colore di Giannetta e Belcore, verde quello di Dulcamara, arancio quello dell’abbraccio tra Adina e Nemorino. Bianchi sono anche i costumi che ricordano uno stile antico, ma con inserti colorati di plastica trasparente e lucida, decorata con fiori e frutta. In questo caos di stili, in questa discrepanza temporale, il colore bianco, che dovrebbe fungere da componente unificatrice, risulta altamente disturbante. Inoltre, l’attenzione dello spettatore viene così dirottata dalla performance musicale e teatrale verso quella prettamente scenografica, facendo perdere il punto della storia.

Elisir d'Amore, Teatro dell'Opera, Roma 2023
Elisir d’Amore, Teatro dell’Opera, Roma 2023

La questione più interessante, però, riguarda la massiccia e costante presenza di acrobati e coreografie che coinvolgono tutti i presenti in scena. Gli acrobati compiono spettacolari esercizi di abilità che sbalordiscono il pubblico, ma nulla hanno a che fare con l’argomento rappresentato, così come non è chiaro a cosa serva l’enorme forbice dentata che viene mossa in continuazione da una comparsa durante i brani d’insieme. Più enigmatica e sconcertante è la faccenda delle coreografie. Durante tutta l’opera, i cantanti sono impegnati in passi a destra e sinistra che ricordano dei balli di gruppo, oppure in corsette sul posto o in ancheggiamenti tortuosi, mentre Nemorino canta facendo le capriole e Giannetta in “Saria possibile” diventa una popstar. Fortunatamente, da “Una furtiva lagrima” in poi il tutto è ridimensionato, ma queste scelte registiche non sono comprensibili neanche leggendo nel programma di sala le parole dello stesso Cappuccio. Certe opzioni di regia possono sicuramente colpire un pubblico alle prime esperienze, ma rischiano di ridicolizzare l’opera, soprattutto un’opera come l’Elisir d’Amore che non necessità di chissà quali espedienti perché venga apprezzata. 

Complessivamente, il bilancio di questo Elisir è più che positivo e rasenta la perfezione musicale, un pochino meno quella registica. 

L’ELISIR D’AMORE
Melodramma giocoso in due atti
Musica di Gaetano Donizetti
Libretto di Felice Romani

Direttore Francesco Lanzillotta
Regia Ruggero Cappuccio
Maestro del coro Ciro Visco
Scene Nicola Rubertelli
Costumi Carlo Poggioli
Luci Vinicio Cheli

PERSONAGGI INTERPRETI
ADINA Ruth Iniesta
NEMORINO Juan Francisco Gatell 
BELCORE Vittorio Prato 
DULCAMARA Davide Giangregorio
GIANNETTA Giulia Mazzola

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma
Fotografia Fabrizio Sansoni, Teatro dell’Opera di Roma