Le convenienze ed inconvenienze teatrali

Al Teatro Coccia di Novara Le convenienze ed inconvenienze teatrali di Gaetano Donizetti

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Le convenienze ed inconvenienze teatrali, Teatro Coccia, 2022

È passato circa un anno dalla messa in scena al Teatro Municipale di Piacenza di questo strepitoso spettacolo ed ora la riuscitissima produzione sbarca a Novara, per chiudere con un sorriso la stagione operistica. A questo link trovate le nostre impressioni sulla messa in scena vista a Piacenza nel novembre 2021. Lo spettacolo, ad una seconda visione risulta ancora più bello e sfaccettato, merito sicuramente del meraviglioso lavoro del regista Renato Bonajuto che riesce a muovere costantemente la scena, con tante trovate, sempre divertenti e che non lasciano mai lo spettatore in balia della noia. Rispetto a quanto visto a Piacenza sono state apportati alcuni piccoli cambiamenti alla drammaturgia (firmata da Alberto Mattioli) per renderla più famigliare al pubblico novarese, poco invero in sala, ma che sicuramente ha apprezzato il rimando al Teatro Comunale di Momo, alle testate giornalistiche locali e alla Direttrice del teatro Corinne Baroni. Se la bella scena di Danilo Coppola non ha subito significativi cambi è comparso invece qualche nuovo costume, pensato da Artemio Cabassi, artista più che costumista, che veste ad esempio la primadonna Corilla con un elegante tailleur verde smeraldo. 

Se dal punto di vista visivo lo spettacolo è sostanzialmente lo stesso nel cast abbiamo invece, rispetto alla edizione piacentina molte novità. 

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Leonora Tess, Lorrie Garcia e Didier Pieri

A partire da Mamma Agata, uno di quei ruoli totalitari dove, alla bravura vocale dell’esecutore, deve unirsi indissolubilmente la stoffa del grande interprete. Per questa ripresa al Teatro Coccia, viene chiamato Simone Alberghini, il baritono si rende protagonista di una prova che definire maiuscola sarebbe riduttivo. Il mezzo, dal caratteristico colore chiaro, brilla per musicalità e morbidezza mostrandosi sempre a proprio agio nella scrittura donizettiana. L’interprete, poi, con totale padronanza dell’accento e una partecipazione scenica a dir poco travolgente, sposa alla perfezione le intenzioni del team creativo creando un personaggio spassoso e volutamente sopra le righe. Ed ecco allora che questa Mamma Agata canta, balla, veste i panni di una improbabile Afrodite con abito di lustrini e pailette e lo fa con una tale naturalezza che, oltre a testimoniare la totale immedesimazione nel ruolo, conquista il pubblico che esprime ripetutamente il proprio entusiasmo non solo alla fine, ma anche durante lo spettacolo.

Accanto a cotanto protagonista, brilla la Corilla di Carolina Lippo. Il soprano possiede infatti un mezzo che affascina per purezza e per ricchezza di armonici. La linea vocale si sviluppa piuttosto omogenea sfoggiando centri ben torniti ed un registro superiore luminoso. In questa occasione viene scelta, poi, quale aria di baule, “Oh luce di quest’anima” tratta dalla donizettiana Linda di Chamounix; una pagina di bravura che la Lippo riesce ad espugnare ottimamente grazie, tra l’altro, al controllo tecnico e alla precisione nel canto d’agilità. Riuscitissima, infine, la resa scenica del personaggio, che, con grande ironia, racconta pregi e difetti di un’autentica primadonna.

Ottima impressione per Paolo Ingrasciotta, Procolo, del quale si apprezza la vocalità ampia e ben sfogata, duttile e sicura in acuto. Ben studiata e meditata l’interpretazione di questo marito che, se in primo atto sa essere uno sposo servizievole, nel secondo riesce a dare sfogo alle proprie velleità artistiche provandosi, con esiti improbabili, in un’aria di carattere eroico. Innegabile l’intesa sulla scena con la Corilla di Carolina Lippo

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Dario Giorgelè e Paolo Ingrasciotta

Didier Pieri veste i panni di Guglielmo e lo fa con grande ironia, specialmente in primo atto quando, nella ben studiata interpretazione dell’aria “Ah! Tu mi vuoi?” finge stonature ed afonie suscitando l’ilarità del pubblico. Alla morbida e ben appoggiata vocalità tenorile, si unisce una presenza scenica che si apprezza per compostezza ed eleganza.

Spigliata sulla scena è la Luigia di Leonora Tess, figlia della tanto invadente Mamma Agata. Vocalmente presenta una linea dal timbro chiaro e dal colore cristallino, caratteristiche che ben riflettono la giovane età del personaggio.

Note positive anche per Lorrie Garcia che, con un abile gioco di chiaroscuri, mette il proprio timbro ambrato al servizio di una naturale espressività, specchio ideale del carattere mascolino del personaggio de Il Compositore.

Pregevole la prova di Andrea Vincenzo Bonsignore che con vocalità sicura ed ampia, interpreta Biscroma, un improbabile direttore d’orchestra in lotta continua con i capricci e i disastri provocati dalla compagnia.

Bravissimo è, poi, Stefano Marchisio che, con grande ironia, veste i panni di Prospero, regista dello spettacolo. Vocalmente inappuntabile per omogeneità e aderenza stilistica, Marchisio risulta scenicamente irresistibile e ben affiatato con il Biscroma di Bonsignore.

Un plauso speciale per Dario Giorgelè la cui interpretazione del Sovrintendente (con esplicito riferimento a colui che ricopre questa carica in un notissimo teatro oltre Ticino) è insuperabile per la verve con cui vengono articolati i diversi dialoghi con direttore e regista.

Completa la locandina Julius Loranzi nelle vesti severe dell’Ispettore del Teatro.

Sul podio, il Maestro Giovanni Di Stefano, offre una lettura briosa e vivace di questa farsa donizettiana. Con gesto sicuro dialoga costantemente con il palcoscenico creando un perfetto equilibrio dinamico e sonoro con le peculiarità timbriche e vocali dei singoli interpreti. 

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Simone Alberghini e Leonora Tess

Pregevole la prova dell’Orchestra Filarmonica Italiana che si mostra particolarmente a proprio agio con questo stile da commedia musicale ottocentesca.

Una nota di merito, infine, per il Maestro Gianluca Ascheri, maestro al cembalo, che da prova di una innegabile bravura e simpatia nell’accompagnare le improbabili gaffes esecutive del tenore Guglielmo mentre prova la sua aria.

Non oltre la correttezza gli interventi del Coro del Teatro Coccia di Novara (qui presente, come previsto in partitura, nella sola compagine maschile) diretto dal Maestro del Coro Yirui Weng.

Lo spettacolo è stato accolto con numerosi applausi a scena aperta e coronato da successo finale (un autentico trionfo per Alberghini). In platea erano presenti diversi studenti delle classi elementari cittadine ed è stata una gioia vederli tanto attenti durante la recita: un’ottima prospettiva per il futuro dell’opera che compensa abbondantemente i troppi posti vuoti in sala.

Mamma Agata e questa compagnia adorabilmente scalcinata vi aspettano a Savona, al Teatro Chiabrera, il 18 e il 20 novembre, non mancate!

LE CONVENIENZE E INCONVENIENZE TEATRALI
Opera buffa in due atti
Libretto di Antonio Sografi
Arrangiamento di Vito Frazzi
Drammaturgia di Alberto Mattioli
Musica di Gaetano Donizetti

Corilla Carolina Lippo
Procolo Paolo Ingrasciotta
Agata Simone Alberghini
Luigia Leonora Tess
Dorotea Lorrie Garcia
Guglielmo Didier Pieri
Biscroma Strappaviscere Andrea Vincenzo Bonsignore
Prospero Salsapariglia Stefano Marchisio
Sovrintendente Dario Giorgelè
Ispettore del Teatro Juliusz Loranzi

Orchestra Filarmonica Italiana
Coro del Teatro Coccia di Novara
Ensemble Capital Ballet
Direttore Giovanni Di Stefano
Maestro del coro Yirui Weng

Maestro al cembalo Gianluca Ascheri
Regia Renato Bonajuto
Scene Danilo Coppola
Costumi Artemio Cabassi
Luci Michele Cremona
Coreografie Riccardo Buscarini

Coproduzione Teatro Municipale di Piacenza,
Teatro Coccia di Novara, Teatro dell’Opera Giocosa di Savona

FOTO: MARIO FINOTTI