Medea in Corinto (Festival Donizetti 2021)

La Medea in Corinto di Simone Mayr al Festival Donizetti 2021.

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Juan Francisco Gatell e Carmela Remigio

Al Festival Donizetti 2021, compare un’opera di Simone Mayr importante compositore tedesco, arrivato a Bergamo nel 1789. Il musicista bavarese fu maestro di cappella presso la Basilica di Santa Maria Maggiore dal 1802 e istituì delle lezioni gratuite di musica per ragazzi indigenti. Fra i suoi allievi più famosi ed illustri figura Gaetano Donizetti, ed è quindi sensato proporre nel Festival dedicato al genio bergamasco la Medea in Corinto, nella versione 1821 appositamente rivista e creata per la città di Bergamo.

Entrando nella sala del Teatro Sociale un sipario nero mostra un verso di “Supplica alla madre”, poesia di Pier Paolo Pasolini: “Sopravviviamo: ed è la confusione, di una vita rinata fuori dalla ragione.”. È subito chiaro che la scelta del regista e direttore artistico delFestival Francesco Micheli e dello scenografo Edoardo Sanchi è quella di spostare l’asse della vicenda non tanto sul dramma di Medea, ma sul dolore che i figli spesso devono gestire quando i genitori non si amano più. Si sceglie quindi di ambientare la tragedia in un ambiente famigliare: un alloggio popolare nell’anno 1975.
Quattro grandi pedane sospese disegnano ambienti della quotidianità: due camere da letto, una cucina ed un soggiorno, proprio qui si consumano i drammi che accomunano la tragedia greca al mondo di oggi. Medea e Giasone litigano a tavola, Egeo e Creusa vivono la loro quotidianità fra il salotto e la camera da letto. I confidenti Ismene e Tideo sono i portinai del palazzo. Il fondale evoca vedute della periferia anni settanta, cartoline di sapore pasoliniano, così come lo sono i riuscitissimi costumi alla moda degli anni settanta (a cura di Giada Masi) che in una scena iniziale omaggiano volutamente la Medea cinematografica del 1969. Perfette le luci di Alessandro Andreoli, che gioca con neon colorati che sottolineano in modo claustrofobico il dramma sulla scena. Il finale si sposta nel 2021: Medea con una vistosa valigia abbandona la casa con i figli e Giasone, anziano, si suicida. Una idea registica vincente, con una grande cura per le gestualità ed i particolari, si avverte forse solo un po’ di monotonia data anche dalla lunga durata dello spettacolo.

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Michele Angelini, Carmela Remigio, Juan Francisco Gatell, Marta Torbidoni e Caterina Di Tonno

Per quanto riguarda la parte musicale, trionfa sicuramente la Medea di Carmela Remigio, che si conferma artista di grande classe, con una notevole capacità di immedesimarsi nel personaggio. Vocalmente ci ha particolarmente impressionato la sua musicalità, l’ottima intonazione e la capacità di tenere testa ad una scrittura impervia senza accusare apparente stanchezza. Pur a fronte di un colore vocale chiaro e lirico l’interprete è di rara intelligenza, conferendo al fraseggio un accento inquieto, rabbioso, insinuante e denso di dolore. Vertice della sua esecuzione l’aria di furia del secondo atto e lo straziante finale con il suo congedo ai figli. Bello il suo modo di stare sul palco: una seduzione la sua intensa, quasi da Baccante.

Di uguale rilievo il Giasone di Juan Francisco Gatell, un borgataro pasoliniano nella visione registica. La linea vocale è salda e compatta e si espende con facilità nel registro superiore; il timbro squisitamente lirico ed il colore ambrato del mezzo contrastano piacevolmente la grettezza del personaggio. Credibile e disinvolto sulla scena, centra il personaggio grazie ad una totale padronanza dell’accento che è sfumato e sempre pertinente.

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Michele Angelini, Juan Francisco Gatell e Marta Torbidoni

Marta Torbidoni è Creusa, la sua prova è riuscitissima, grazie ad una voce limpida e ben tornita, squillante in acuto, morbida e melodiosa nel cantabile. Piacevole il canto di agilità risolto con adeguata sicurezza. Il suo personaggio è tutt’altro che compassato e rivela una donna fiera e combattiva che insegue il suo amore.

Michele Angelini torna al festival Donizetti dopo il Marino Faliero della edizione 2020. Se lo scorso anno la sua interpretazione non ci aveva pienamente convinto, l’artista ora si fa apprezzare pienamente con questa ottima prova. La linea vocale si caratterizza per un timbro virile, solare ed armonioso, una pregevole intonazione anche nel registro superiore che raggiunge nel suo caso anche tessiture acutissime. La freschezza e la delicatezza di un fraseggio sempre accorato e partecipe conferiscono al suo personaggio nobiltà e fierezza anche nei momenti di maggiore disperazione.

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Carmela Remigio e Juan Francisco Gatell

Di buon livello la prova di Roberto Lorenzi nel ruolo di Creonte che pure in possesso di un mezzo dal colore chiaro risulta particolarmente efficace grazie ad un fraseggio ieratico e ad una linea vocale compatta. Di grande rilievo la sua interpretazione scenica dalle movenze sacerdotali e composte.

Caterina di Tonno desta ottima impressione nel ruolo di Ismene che, grazie ad un un timbro sonoro e ben appoggiato, unitamente ad un fraseggio trascinante, consente di dare il giusto rilievo a questo personaggio.

Corretto il Tideo di Marcello Nardis.

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Marcello Nardis, Carmela Remigio e Juan Francisco Gatell

Eccellente la prova, sul podio, del Maestro Jonathan Brandani, interprete raffinato che nella sua lettura coglie pienamente lo stile preromantico di Mayr. Riesce con grazia a fare risaltare in tutte le sue molteplici sonorità, una musica dagli echi mozartiani e che già prelude a Rossini.

La compagine dell’Orchestra Donizetti Opera riesce poi a disegnare una tavolozza di colori variegati e a tratteggiare un’atmosfera narrativa poetica, sospesa tra mito e realtà, assicurando un buon supporto alle voci presenti sul palco.

Il Coro Donizetti Opera, diretto dal Maestro Fabio Tartari, offre una prova di buon livello, pur venendo penalizzato dalla collocazione nei palchi di proscenio con conseguenti effetti sia in termini di acustica sia in termini di espressività che risultava un po’ appiattita, ma immaginiamo che la peculiare collocazione fosse necessaria per le regole di distanziamento.

Grande successo al termine, particolarmente acceso per la protagonista, da parte di un pubblico particolarmente attento e accorso numeroso per questa proposta musicale così interessante e rara.


MEDEA IN CORINTO
Melodramma tragico di Felice Romani
Musica di Giovanni Simone Mayr
Edizione critica della versione di Bergamo (1821) a cura di Paolo Rossini

Creonte Roberto Lorenzi
Egeo Michele Angelini
Medea Carmela Remigio
Giasone Juan Francisco Gatell
Creusa Marta Torbidoni
Ismene Caterina Di Tonno
Tideo Marcello Nardis

Orchestra Donizetti Opera
Coro Donizetti Opera
Direttore Jonathan Brandani
Maestro del coro Fabio Tartari
Maestro al fortepiano Hana Lee
Regia Francesco Micheli
Scene Edoardo Sanchi
Costumi Giada Masi
Lighting design Alessandro Andreoli
Drammaturgo Davide Pascarella
Assistente alla regia Tommaso Franchin
Assistente alle scene Chiara Taiocchi
Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti

FOTO GIANFRANCO ROTA