Giovanna d’Arco

Per la prima volta nella storia del Teatro Valli di Reggio Emilia va in scena “Giovanna d’Arco” di Giuseppe Verdi.

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Amadi Lagha

“Questa mattina, Dio ci ha dato una grande vittoria. Ma non è niente in confronto a ciò che è pronto a darci adesso. Lo so che siete stanchi e affamati, ma ora io vi giuro che quando anche questi inglesi fossero appesi per la punta delle dita alle nubi, noi li tireremo giù prima del tramonto! …E ora, io vi dico chi mi ama mi segua!” Così parla la Giovanna d’Arco del film di Luc Besson, nel 1999, una eroina, una combattente, e in un certo senso, molti anni prima, Giuseppe Verdi crea una figura del tutto simile. L’opera che vede protagonista la pulzella di Orleans, conosce la sua prima alla Scala nel 1845, una giovane donna che non muore sul rogo come la storia ci insegna ma sul campo di battaglia e ascende al cielo sorretta da una bandiera. La produzione andata in scena al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia è realizzata in collaborazione con lOpéra-Théâtre di Metz ed il Teatro Comunale di Modena, il regista Paul-Emile Fourny e lo scenografo Patrick Méeüs risolvono i molti cambi di scena previsti dal libretto affidandosi a proiezioni video spesso oniriche e sempre piacevoli da vedere curate da Virgile Koering. Una scena elegante, quasi monocroma, dove risaltano gli elementi chiave essenziali della vicenda e soprattutto la protagonista Giovanna che tiene la scena con grande grazia ed eleganza. Una visione registica che da ampio spazio ai corpi in movimento, partendo dalla sinfonia di apertura  dove i ballerini dell’Agora Cosching Project mettono in scena una sorta di allegoria della vita di Giovanna. Particolarmente belli ed ispirati i costumi di Giovanna Fiorentini che partono da una idea storica che viene poi trasfigurata in un senso più fantastico. 

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Vittoria Yeo

Di buon livello anche la parte musicale dell’esecuzione.

Il Maestro Roberto Rizzi Brignoli ha il merito di affrontare questa partitura dalle tinte oscure ed impetuose senza incappare in facili, quanto rumorosi, clangori. Una lettura ispirata, che conferisce al capolavoro verdiano il giusto accento, sospeso tra il ritmo frenetico delle battaglie e l’estatico abbandono dei momenti di maggiore lirismo. 

Brillante la prova dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini, a proprio agio nella scrittura verdiana, scrupolosa nel seguire attentamente il gesto sicuro del direttore. 

Una menzione speciale merita il Coro Lirico di Modena che, sotto la guida del Maestro Stefano Colò, riesce a far risplendere con la giusta intensità emotiva i diversi interventi previsti in partitura.

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Devid Cecconi

Nel ruolo della protagonista Vittoria Yeo, che ha già affrontato questo ruolo a Parma nel 2016. Una prestazione di ottimo livello, anche grazie alla bella voce squisitamente lirica che si espande con facilità nella grande sala del Teatro Valli. Il fraseggio è sfumato e pertinente e rende con efficacia le inquietudini del personaggio. Ottima la capacità interpretativa,  una Giovanna minuta ma forte che tiene splendidamente la scena. Degno di nota soprattutto il terzo atto: eroico nella grande scena finale e più intimo e toccante nel duetto con Giacomo, che anticipa la tematica del rapporto fra padre e figlia che connoterà molte produzioni verdiane. 

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Vittoria Yeo

Amadi Lagha affronta il non semplice ruolo di Carlo VII mettendo in evidenza un timbro chiaro e un suadente colore vocale. Il fraseggio accurato e pertinente gli permettono di tratteggiare un personaggio adeguatamente  regale e composto. La linea appare riuscita nel registro centrale mentre nella zona di passaggio presenta  qualche occasionale discontinuità. 

Riuscitissimo il Giacomo di Devid Cecconi, che spicca per un colore vocale brunito e un buono squillo in acuto. Tecnicamente sicuro e capace di una ottima emissione, sfoggia una linea vocale omogenea in ogni registro e risulta particolarmente convincente nei cantabili sul fiato. Il fraseggio scolpito e nobile contribuiscono a creare un personaggio dolente ma ad un contempo dignitoso e risoluto . 

Completano la locandina gli efficaci Alessandro Lanzi, Delil e Ramaz Chikviladze, Talbot. 

Una buona proposta questa del Teatro Valli di Reggio Emilia che ha visto seduti in teatro anche molti giovanissimi. Applausi per tutti gli interpreti alla fine della rappresentazione. 

GIOVANNA D’ARCO
Libretto di Temistocle Solera
Musica di Giuseppe Verdi

Carlo VII Amadi Lagha
Giovanna Vittoria Yeo
Giacomo Devid Cecconi
Delil Alessandro Lanzi
Talbot Ramaz Chikviladze

Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini
Coro Lirico di Modena
Direttore Roberto Rizzi Brignoli
Maestro del coro Stefano Colò
Regia Paul-Emile Fourny
Scene e luci Patrick Méeüs
Costumi Giovanna Fiorentini
Videomaker Virgile Koering
Coreografie Aurélie Barre
Danzatori Agora Coaching Project
a cura di MM Contemporary Dance Company
Allestimento Opéra-Théâtre de Metz Eurometropole
Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena
e Fondazione I Teatri di Reggio Emilia

FOTO PER GENTILE CONCESSIONE DEL TEATRO