Norma

Norma di Vincenzo Bellini apre la stagione d’opera del Teatro Municipale di Piacenza.

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Didier Pieri e Stefano La Colla

“Il regno di Bellini è tutto nell’indefinito sentimento, nella malinconia congenita della vita. L’amore e il dolore, argomenti perpetui di ogni arte, ricevono da lui un’espressione profondamente e sostanzialmente musicale”, così scriveva nel tardo Ottocento il poeta Mario Rapisardi, amore e dolore che troviamo in Norma, opera monumentale, di difficile rappresentazione, capolavoro e vertice del teatro belliniano accompagna il ritorno in sala a capienza totale del Teatro Municipale di Piacenza.

L’allestimento pensato dal regista Nicola Berloffa e dallo scenografo Andrea Belli parte dal presupposto, come affermava anche Salvatore Settis, che “Classico vuol dire modellizzabile”; ci troviamo nel cortile di un palazzo neoclassico in rovina, ma potremmo anche essere al cospetto di un grande arco di trionfo romano, in un tempo indefinito, nel mezzo di una guerra dell’Europa dell’Ottocento, protagonisti non Romani e Galli ma invasi ed invasori. Norma è una nobildonna armata di spada che tenta di organizzare una resistenza, dialoga con la “Casta diva” attraverso finestroni puntellati dai legni e porge il suo omaggio floreale ad uno dei tanti caduti della guerra. Il dramma sentimentale, come vuole la morale borghese ottocentesca, si consuma all’interno di una claustrofobica camera da letto, lontano dagli occhi inquisitori della gente. Peculiare la scelta registica per il finale che vede i due amanti giustiziati a furor di popolo.
Uno scenario evocativo che, pur lontano dal libretto, riesce a trasmettere le emozioni dell’ambientazione originale. Particolarmente suggestive le luci di Marco Giusti che riescono a creare giochi di ombre ben consonanti con le emozioni espresse dal canto; belli e ricchi i costumi di foggia ottocentesca a cura di Valeria Donata Bettella.

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Stefano La Colla e Paola Gardina

Norma rappresenta senza dubbio uno dei ruoli più impegnativi e complessi della vocalità sopranile di ogni tempo e Angela Meade riesce egregiamente in questo difficile cimento. Il soprano statunitense ha un mezzo vocale importante, caratterizzato dal colore brunito e potente emissione, che si espande sonoro e sicuro in sala. Magistrale la sua capacità di controllo della linea vocale a tutte le altezze, la compattezza del registro acuto e la naturalezza di quello grave.
L’artista sfoggia una buona sicurezza tecnica che le consente di aggredire la partitura e superarne le difficoltà con ottimi risultati senza cedimenti.
Particolarmente riusciti gli attacchi in pianissimo come, ad esempio, in “Casta diva”, la cui esecuzione, sospesa tra arabeschi vocali ed un sempre apprezzabile legato, crea sul palco un’aura di intimo raccoglimento. La sua è una Norma che, in linea con il progetto registico, vive il dolore senza urlarlo, con una compostezza tipicamente borghese, una signora dell’Ottocento che si confronta con il dramma in cui l’amore può mutarsi.

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Norma, Teatro Municipale di Piacenza, 2021

Stefano La Colla disegna un Pollione passionale e mediterraneo, ardente d’amore per la giovane Adalgisa, ma capace anche di una riflessione profonda che lo porta al pentimento finale. Il mezzo è caratterizzato da un godibile colore chiaro e cristallino che si prova con agilità e disinvoltura nella non facile scrittura belliniana. Da segnalare l’esecuzione dell’aria d’ingresso, ed in particolare, della cabaletta con variazioni ed interpolazioni di gusto che gli valgono il consenso del pubblico.

Paola Gardina è Adalgisa: il mezzosoprano sfoggia un’ottima musicalità e una notevole precisione negli appoggi, specialmente nei piani. La linea vocale scorre limpida e morbida e, grazie ad accenti variegati e vibranti, disegna una tavolozza di molteplici sfumature. Attraverso un fraseggio sempre partecipato e palpitante, l’artista interpreta egregiamente le inquietudini di una giovane innocente che rimane incredula e sconvolta di fronte al tradimento del suo amato, ma che sa anche mostrare solidarietà verso Norma. La buona amalgama con il timbro vocale di Angela Meade consente un piacevole affiatamento fra le due interpreti.

Eccellente l’Oroveso di Michele Pertusi, dotato di un mezzo impreziosito da un suadente colore vellutato. La linea vocale è sopraffina, malleabile e pastosa e, grazie ad un magistrale dominio del legato, lo conferma belcantista indiscusso; da autentico fuoriclasse Pertusi colora ogni singolo accento con espressività e giusta intensità. L’interprete, cui viene richiesto di indossare un elegante uniforme, è ieratico e regale quanto basta.

Efficace Didier Pieri nel ruolo di Flavio dove spicca grazie al bel colore chiaro e solare del timbro.

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Michele Pertusi

Puntuale Stefania Gamba nel ruolo di Clotilde.

Il Maestro Sesto Quatrini dirige la partitura scegliendo tempi brillanti e ricercando sonorità timbriche vaporose per i momenti di maggior abbandono. L’esecuzione, pressoché integrale, mostra una buona intesa con il palcoscenico evitando eccessivi clangori. Il Maestro, alla guida dell’Orchestra Filarmonica Italiana, si mostra particolarmente abile nel mettere in evidenza le dinamiche e i colori previsti in partitura da Bellini.

Ottima la prova del Coro del Teatro Municipale di Piacenza, diretto dal Maestro Corrado Casati, che riesce ad alternare momenti di dolcezza, come in “Casta diva”, ad altri di grande intensità, come il celebre “Guerra, guerra!”.

Grande successo al termine con punte di particolare entusiasmo per tutti i protagonisti. Il Teatro Municipale mette così a segno un’altra produzione di ottimo livello. Si replica in data 29 e 31 ottobre al teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena.

Norma
Tragedia lirica in due atti
Libretto di Felice Romani
Musica di Vincenzo Bellini

Pollione Stefano La Colla
Oroveso Michele Pertusi
Norma Angela Meade
Adalgisa Paola Gardina
Clotilde Stefania Ferrari
Flavio Didier Pieri

Orchestra Filarmonica Italiana
Coro del Teatro Municipale di Piacenza
Direttore Sesto Quatrini
Maestro del Coro Corrado Casati

Regia Nicola Berloffa
Scene Andrea Belli
Costumi Valeria Antonia Bettella
Luci Marco Giusti

coproduzione
Teatro Municipale di Piacenza
Teatro Comunale di Modena – Teatro Regio di Parma

FOTO: Cravedi – Verile – Cavalli