Aci, Galatea e Polifemo (streaming)

La stagione lirica 2020 del Teatro Municipale di Piacenza prende il via con Aci, Galatea e Polifemo di Georg Friedrich Händel trasmessa, causa le attuali norme anti-Covid, a mezzo streaming. 

Con il perdurare della pandemia i teatri in tutto il mondo hanno adeguato le rispettive stagioni con obiettivi di programmazione limitati ad un orizzonte temporale di breve respiro, mediamente trimestrale, e pensando ad allestimenti rigorosamente rispettosi di tutte le norme anti contagio (su tutte il distanziamento sociale). Lo scoppio della seconda ondata dell’epidemia e il nuovo DPCM con il quale è stata disposta la chiusura dei teatri a partire dal 26 ottobre scorso ha comportato un cambio repentino nelle programmazioni già in corso con la conseguente cancellazione di numerose produzioni; in questo contesto le fondazioni lirico-sinfoniche hanno mostrato tuttavia grande flessibilità e si sono organizzate per portare avanti, dove possibile, gli spettacoli per i quali erano già in corso le prove sino ad arrivare alla messa in scena finale davanti ad una sala vuota con trasmissione in streaming via web. Un’iniziativa lodevole senza dubbio, ma che inevitabilmente non restituisce con totale e assoluta veridicità il livello dell’esecuzione come potrebbe avvenire in teatro.

Il Teatro Municipale di Piacenza porta dunque in scena con grande tenacia il titolo inaugurale della stagione 2020, Aci, Galatea e Polifemo di Georg Friederich Händel, prima esecuzione in tempi moderni dell’edizione scritta per il famoso cantante castrato Francesco Bernardi detto il Senesino. L’edizione critica prescelta è frutto di un lavoro a più mani, a cura del controtenore Raffaele Pe, del Maestro Luca Guglielmi e di Fabrizio Longhi e si basa su un attento studio della prima edizione napoletana, successivamente oggetto di svariati rimaneggiamenti.

Lo spettacolo viene pensato dal regista Gianmaria Aliverta come una storia moderna: la scena fissa, a cura dello stesso, è realizzata solo con tre pannelli: due verticali ed uno orizzontale che sembrano formare un paravento. Aci e Galatea sono due ragazzi qualunque, presenti in una qualsiasi epoca non definita e in un qualsiasi tempo, in questo senso i costumi firmati dallo stesso regista sono funzionali nella loro semplicità. La pace dei due giovani viene disturbata da uno spaccone prepotente (Polifemo) abbigliato come rockettaro e che nel tentare di conquistare Galatea si prende gioco del loro sentimento sino al compimento del dramma. La recitazione è essenziale ma efficacissima, l’interazione tra i protagonisti assume un taglio realistico, tanta è la naturalezza e la disinvoltura nei movimenti. Suggestive e di sicuro effetto le proiezioni sui tre pannelli a cura di Tokio Studio che accompagnando l’intera storia e che sembrano personificare le emozioni che i protagonisti vivono con il canto. Complementare al progetto di Tokio Studio è il lavoro svolto con grande perizia da Elisabetta Campanelli, responsabile luci.

Sul versante musicale, la concertazione della partitura è affidata al Maestro Luca Guglielmi, che, oltre ad eseguire direttamente gli accompagnamenti con il clavicembalo, guida l’Ensemble barocco La Lira d’Orfeo con gesto armonioso e scegliendo una lettura raffinata e ricca di sfumature delicate e lievi.

Di ottimo livello il terzetto dei protagonisti. Nel ruolo di Aci, il controtenore Raffaele Pe sigla una prova di alto livello: la voce, dal bel colore chiaro, corre fluida e pastosa lungo il pentagramma mostrando una buona omogeneità tra i registri, un tono chiaro e naturale, una pregevole perizia tecnica nell’affrontare sia il canto fiorito sia quello patetico. L’interprete, grazie ad un fraseggio sempre nobile e composto, convince appieno nel tratteggiare un personaggio innamorato e dolente. L’esecuzione della sua finale “Verso già l’alma”, cantata con malinconico trasporto e accento dolente, rappresenta uno dei vertici esecutivi della serata. 

La piacentina Giuseppina Bridelli veste i panni di Galatea ed offre un’ottima prova. Interprete raffinata ed elegante, si mostra perfettamente a suo agio nella scrittura händelina affrontando il canto d’agilità con sicurezza e disinvoltura, domina il registro acuto con squillo e brillantezza, mantiene un perfetto controllo del fiato nelle parti più distese, ricerca la varietà d’accento attraverso un uso suadente delle sfumature. 

Magistrale Andrea Mastroni, che rende alla perfezione  il personaggio Polifemo con la sua voce dal timbro notturno ammantato di seducente velluto, dizione nitida e grande intensità di fraseggio. Stupefacenti la cavata e  il controllo della tecnica che gli permettono di espugna le difficoltà della partitura. Merita un plauso senza riserve l’esecuzione della difficilissima aria “Fra l’ombre e gl’orrori”, affrontata con grande sicurezza e controllo di tutta la linea che lo confermano grande virtuoso barocchista.

Di alto livello la ripresa audio-video che rende godibilissima la trasmissione via streaming di questo spettacolo.

La recita si conclude con gli artisti che ringraziano simbolicamente il pubblico che ha seguito la diretta: una platea sicuramente molto ampia ed eterogenea, uno spettacolo riuscito e di alto livello ma l’emozione dello spettacolo dal vivo, avvolti dai velluti e dagli stucchi della bella sala del Teatro Municipale, rimane purtroppo altra cosa.

Teatro Municipale di Piacenza
ACI, GALATEA E POLIFEMO
Serenata su libretto di Niccolò Giuvo
Musica di Georg Friedrich Händel

Aci Raffaele Pe
Galatea Giuseppina Bridelli
Polifemo Andrea Mastroni

Ensemble Barocco La Lira di Orfeo
Maestro concertatore e clavicembalo Luca Guglielmi
Regia, scene e costumi Gianmaria Aliverta
Proiezioni video Tokio Studio
Luci Elisabetta Campanelli

FOTO GIANPAOLO PARODI