Werther (streaming)

Dopo il debutto al Teatro Sociale di Como, la nuova produzione di Werther di Jules Massenet prosegue, via streaming, con le recite registrate al Teatro Grande di Brescia. 

Con l’entrata in vigore del nuovo DPCM che prevede, tra l’altro, la chiusura dei teatri dal 26 ottobre 2020, svariate fondazioni lirico-sinfoniche si sono viste costrette a bloccare produzioni già annunciate nei rispettivi cartelloni. Ma la cultura fortunatamente non si ferma e così, per non cancellare spettacoli per i quali erano già in corso le prove, molti teatri hanno pensato di offrire, in questo caso gratuitamente, la trasmissione in streaming, dando così la possibilità ad una platea ben più vasta rispetto a quella di una sala teatrale tradizionale di fruire di spettacolo nell’unica forma possibile attualmente. Il fine è nobile senza dubbio, ma se da una parte lo streaming consente di cogliere particolari che in teatro sfuggirebbero allo spettatore, soprattutto sotto l’aspetto visivo, dall’altro limita fortemente la reale percezione del suono con inevitabile alterazione degli equilibri sonori tanto sotto il profilo orchestrale che sotto quello vocale. Ne consegue come la recensione non potrà che essere influenzata dalla distorsione, soprattutto della resa audio, del mezzo televisivo attraverso il quale abbiamo visionato lo spettacolo (ospitato sulla piattaforma OperaLombardia). 

Werther, titolo previsto nella stagione lirica 2020 del circuito Operalombardia, appartiene in realtà ad un più ampio progetto artistico che coinvolge, in sede di coproduzione, anche la Fondazione Teatro Comunale Pavarotti di Modena, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Fondazione Teatro Verdi di Pisa e Fondazione Teatro Comunale di Ferrara.

Questa nuova produzione del capolavoro di Jules Massenet porta la firma del regista Stefano Vizioli che racconta la storia come un flashback vissuto da una Charlotte ormai anziana e su di una carrozzina. La donna vive nel ricordo la palpitante presenza del giovane e tormentato Werther. Anche nel finale, momento particolarmente riuscito di questo spettacolo, tutto tornerà come l’incipit iniziale: nel proscenio Charlotte, nuovamente anziana, che rivive straziata il drammatico finale e, dietro di lei, nascosto da un sipario di tulle, Werther sul suo letto di morte. 

Il racconto della vicenda è guidato dalle attuali norme anti Covid: tutti i personaggi indossano guanti, non ci sono contatti ravvicinati, la gestualità è pulita ed essenziale. Tutto funziona ad ogni buon conto con naturalezza e questo spettacolo sembra testimoniare come dalle limitazioni imposte possano nascere talvolta opportunità che danno luogo a risultati nel complesso soddisfacenti.

Le scene, a cura di Emanuele Sinisi sono semplici ed essenziali: un impianto fisso dove l’unico colore presente è il bianco. Nelle due pareti laterali sono montate le porte per l’entrata e l’uscita dei personaggi, mentre sul fondo un pannello, anch’esso bianco, simile ad un foglio accartocciato. Pochi elementi d’arredo quali un tavolo, un divanetto, una sedia, qualche foglia sul pavimento. Di pregevole fattura i costumi d’epoca a firma di Anna Maria Heinreich, raffinati e dalle tinte pastello. 

Al team Imaginarium Creative Studio vengono affidate le efficaci proiezioni sulla parete di fondo della scena: parole chiave del testo che appaiono come pennellate ed altre immagini stilizzate particolarmente significative per il contesto narrativo.

Il Maestro Francesco Pasqualetti dirige la partitura dal capolavoro di Jules Massenet e, prediligendo sonorità leggere ed impalpabili, ritmi lenti e sospesi, riesce a tratteggiare un tappeto sonoro raffinato e ad un contempo ricco di tensione emotiva. L’Orchestra de I Pomeriggi Musicali, numericamente ridotto nell’organico, mostra una discreta armonia e adeguata compattezza esecutiva. 

Il cast vede impegnati, nei ruoli dei protagonisti, quattro finalisti della settantunesima edizione del Concorso As.Li.co per giovani cantanti lirici d’Europa. Il tenore Gillen Munguia interpreta l’impervio ruolo del giovane Werther offrendo una prova di buon livello: il materiale vocale, caratterizzato da un seducente colore ambrato, è interessante e di buona proiezione nel registro acuto. La sua è un’interpretazione in crescendo e dopo un inizio che tradisce forse un filo di emozione, nel progredire della vicenda l’immedesimazione nel personaggio, grazie anche ad una buona presenza scenica, diviene sempre più accorata sino ad arrivare ad un terzo atto emotivamente coinvolgente. Buona la cura del fraseggio così come la giusta attenzione al dosaggio dell’intensità del volume per evidenziare i diversi stati d’animo del tormentato personaggio e il suo progressivo precipitare verso il drammatico finale. Segnaliamo inoltre la buona riuscita della celebre aria di terzo atto “pourquoi me révellier”, eseguita con giusto trasporto emotivo e malinconico abbandono.

Altrettanto interessante la Charlotte interpretata da Karina Demurova che sfoggia un bel colore chiaro e luminoso, quasi sopranile. Particolarmente apprezzabile il registro centrale che suona pieno e vibrante, mentre quello acuto rivela qualche tensione specialmente nell’ultimo atto. Grazie ad un sapiente impiego dei colori e dei chiaroscuri, il mezzosoprano di origine moscovita, riesce a sbalzare un personaggio credibile soprattutto nella celebre “aria delle lettere” di terzo atto. 

Nel ruolo di Sophie Maria Rita Combattelli, particolarmente apprezzabile per la freschezza della voce, la buona intonazione e la disinvoltura con cui si muove sulla scena. 

Il baritono Guido Dazzini porta sulla scena il personaggio di Albert con nobiltà d’accento, compostezza ed eleganza interpretativa, sicurezza e giusto equilibrio vocale. 

Convincente la schiera dei comprimari: Alberto Comes, credibile  le Bailli, Nicola di Filippo, godibile Schmidt, Filippo Rotondo, efficace Johanne, Andrea Gervasoni, adeguato Brühlmann e Luisa Bertoli, corretta Kätchen.

Ben riuscita la prestazione del Coro di voci bianche del Teatro Sociale di Como diretto da Lidia Basterretxea

Fondamentale, infine, l’operato di Andrea Tadioli che firma la regia video cercando di restituire con massima precisione e naturalezza i movimenti dei personaggi sulle scene mantenendo un buon equilibrio tra visioni d’insieme sulla scena e inquadrature dei singoli personaggi.

Al termine della recita il cast ringrazia con naturalezza una sala tristemente vuota, un gesto evocativo senza dubbio ma che suscita nello spettatore una grande amarezza.

WERTHER (streaming)
musica di Jules Massenet
Dramma lirico in quattro atti su libretto di Édouard Blau, Paul Milliet e Georges Hartmann.

Werther Gillen Munguía
Le Bailli Alberto Comes
Charlotte Karina Demurova
Albert Guido Dazzini
Schmidt Nicola Di Filippo
Johann Filippo Rotondo
Sophie Maria Rita Combattelli
Brühlmann Andrea Gervasoni
Kätchen Luisa Bertoli

Direttore Francesco Pasqualetti
Regia Stefano Vizioli
Scene Emanuele Sinisi
Costumi Anna Maria Heinreich
Luci Vincenzo Raponi
Visual Imaginarium Creative Studio
Maestro del coro voci bianche Lidia Basterretxea
Coro voci bianche del Teatro Sociale di Como
Solisti Francesco Beschi, Sara Cattaneo, Emanuele Gnecchi, Sofia Mancuso, Anita Mazzoli, Ludovica Roncoroni
Orchestra I Pomeriggi Musicali

FOTO ALESSIA SANTAMBROGIO