Zaide (streaming)

La stagione lirica di OperaLombardia prosegue con la trasmissione a mezzo streaming di Zaide di Wolfgang Amadeus Mozart.

Dopo la recente messa in onda del Werther di Jules Massenet, la stagione lirica di OperaLombardia prosegue ora con la nuova produzione, di Zaide di Wolfgang Amadeus Mozart, trasmessa in streaming attraverso la piattaforma Opera Lombardia Live, in coproduzione con il Teatro dell’Opera di Roma ove lo spettacolo è andato in scena lo scorso mese di Ottobre. Titolo peculiare del catalogo mozartiano, si tratta nello specifico di un Singspiel composto nel 1779-1780, rimasto incompiuto e la cui prima rappresentazione è avvenuta solo nel 1866 a Francoforte. La partitura, composta da quindici numeri musicali, di cui due melologhi (gli unici del catalogo mozartiano), ammicca vistosamente nella sua struttura ritmica ad un altro capolavoro del genio salisburghese, Die Entführung aus dem Serail (di soli due anni successivo). Questo progetto incompiuto vide la luce quando la moglie del compositore vendette gli spartiti, dopo la morte del musicista, all’editore Johann Anton André cui si deve il completamento e il titolo dell’opera.
Questo spettacolo in particolare nasce da un fortuito incontro avvenuto a Batignano nel 1981 tra il regista Graham Vick e lo scrittore Italo Calvino nel contesto del Piccolo Festival Musica nel Chiostro organizzato da Adam Pollock. Calvino era frequentatore abituale del Festival e su proposta dello stesso Pollock accettò di lavorare ad un progetto per la messa in scena del Singspiel incompiuto di Mozart. Nacque così una vera e propria nuova creazione giunta a noi con tutta la sua freschezza e disincantata leggerezza. Italo Calvino che aveva appena dato alle stampe il più postmoderno e concettuale dei suoi romanzi :”Se una notte d’inverno un viaggiatore” riversa in qualche modo la stessa fantasia creativa e metaletteraria in un’opera sospesa che sembra stia per finire immediatamente e che invece non finisce, salvo poi aprirsi ad un finale plurimo che lascia aperta la conclusione (di fatto non presente musicalmente). Il ruolo del narratore, caro all’ultimo Calvino, in questa occasione è affidato all’attrice Arianna Scommegna, affermata artista del teatro di prosa, che mostra un’ottima dizione, padronanza del testo e la capacità di rendere con maestria e naturalezza le diverse emozioni presenti nel racconto. Al narratore spetta anche il compito di introdurre i diversi personaggi e di presentare i brani musicali in un dialogo continuo con il pubblico (pur non presente in sala).

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Giuliana Gianfaldoni, Paul Nilon, Arianna Scommegna e Vincenzo Nizzardo

La regia a cura di Graham Vick evidenzia, al solito, un lavoro mirabile sui singoli personaggi che si muovono in scena con naturalezza e con una gestualità ben studiata sin nel minimo particolare, pur evitando affettazioni o lo scadere nel grottesco. L’idea cardine si sostanzia nell’ambientazione della vicenda in un cantiere (scene a cura di Italo Grassi) chiara allusione di quel lavoro in fieri che è la partitura; la scena presenta sul fondo un muro di calcinacci, sulla parete sinistra del palcoscenico una impalcatura transennata da una rete forata da cantiere di colore arancio, sulla sinistra, tra altri oggetti di scena, un cassone pieno di cianfrusaglie e una colonna di scarico fatta di tubi gialli, al centro un baule da cui verrà recuperato lo spartito della partitura all’inizio dello spettacolo (e che il narratore terrà tra le mani quasi fosse un brogliaccio per tutta l’opera). Lo stesso Italo Grassi firma anche i costumi, pregevoli per fattura, dalle tinte pastello per i due protagonisti, tinte scure e notturne per il sultano e i suoi scagnozzi, mentre il narratore veste i panni di una addetta di una impresa di pulizie. Ben a fuoco le luci a cura di Giuseppe di Iorio.
Efficaci ed originali i movimenti coreografici di Ron Howell cui spetta il compito di orchestrare i movimenti dei mimi presenti sul palcoscenico e chiamati a vivacizzare la scena con controscene pertinenti e godibilissime.

Convincente, per quanto giudicabile dallo streaming, il cast vocale composto da giovani leve che si sono rivelate molto promettenti.
Nel ruolo del titolo il soprano Giuliana Gianfaldoni sfoggia una vocalità fresca e delicatissima caratterizzata da ottima intonazione, morbidezza e da un pregevole dominio tecnico. L’uso sapiente di filati ben appoggiati e adamantini, oltre ad una presenza scenica molto aggraziata, attribuiscono alla sua interpretazione del personaggio di Zaide un candore liliale che la rende un personaggio quasi fiabesco.

Giovanni Sala, giovane tenore con un curriculum ricco di frequentazioni nel repertorio mozartiano, mette in risalto un bel colore chiaro e seducente, un registro acuto luminoso e, per quanto intelligibile attraverso lo streaming, dotato di buona proiezione. La pregevole immedesimazione nel personaggio, unitamente al physique du rôle, rendono il suo Gomatz credibile e pienamente riuscito.

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Giuliana Gianfaldoni, Giovanni Sala e Vincenzo Nizzardo

Allazim, il personaggio che può essere considerato il deus ex machina della vicenda, viene interpretato dal baritono Vincenzo Nizzardo con compostezza, eleganza e nobiltà d’accento. Una prova positiva anche sotto il profilo vocale grazie ad un colore vellutato ed un perfetto controllo del mezzo, particolarmente suadente nel registro centrale.

Paul Nilon interpreta Soliman con buone intenzioni musicali e perizia tecnica.

Degni di nota Pierpaolo Martella e Davide Capitanio, nei rispettivi ruoli di Osmin e uno schiavo.

Il Maestro Alessandro Palumbo dirige i complessi de I Pomeriggi Musicali di Milano con elegante leggerezza, ritmo incalzante nelle parti maggiormente briose, sospeso e delicato in quelle più liriche. Una prova dai risultati pregevoli in considerazione della peculiarità di una partitura apparentemente frammentaria, ma pervasa in realtà da un’unitarietà stilistica innegabile. Il suono orchestrale appare ben equilibrato e rispettoso della dinamiche proprie di ogni sezione della compagine.


La regia televisiva evidenzia di Andrea Tadioli rende con maestria i momenti salienti dello spettacolo alternando sapientemente visioni d’insieme a momenti dove si concentra sui volti e sulle espressioni dei singoli personaggi.
Al termine dello spettacolo nessun applauso, i titoli di coda scorrono mentre rimane impressa una foto dell’intero cast, compreso il team creativo, immortalati sul palcoscenico: è bello pensare che si sia trattato di quel particolare momento quando il sipario si abbassa e mentre il pubblico rincasa gli artisti possono finalmente godersi il meritato trionfo.

ZAIDE
Singspiel incompiuto
Testo di Italo Calvino
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Zaide Giuliana Gianfaldoni
Gomatz Giovanni Sala
Allazim Vincenzo Nizzardo
Soliman Paul Nilon
Osmin Pierpaolo Martella
Uno schiavo Davide Capitanio
con la voce narrante di Arianna Scommegna
Attori Giulia AmatoGianluca BozzaleSimone Cammarata,
Alessio Cioni, Giuditta PascucciVittorio Pissacroia

Orchestra I Pomeriggi Musicali
Direttore Alessandro Palumbo
Regia Graham Vick
Scene e costumi Italo Grassi
Luci Giuseppe Di Iorio
Movimenti mimici Ron Howell
Nuovo allestimento Teatri di OperaLombardia in collaborazione con Teatro dell’Opera di Roma
Diretta streaming, 20 novembre 2020

FOTO PER GENTILE CONCESSIONE DEL TEATRO