Stabat Mater

Il Teatro Coccia di Novara propone un inedito dittico per aprire una stagione dall’emblematico titolo: resilienza.

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Stabat Mater, Teatro Coccia di Novara, 2020.

Nelle ore in cui si rincorrono voci sulla chiusura dei teatri, poi tristemente confermate, il Coccia di Novara alza il sipario su una stagione che vuole offrire, stando alle parole della direttrice Corinne Baroni, che accoglie il pubblico in sala, un modo per staccare dalla realtà, uno spiraglio di speranza.
La cornice non è quella usuale del teatro cittadino, in restauro, ma la sala del duecentesco Palazzo dell’Arengo, nel complesso del Broletto. Una sala tesoro, ricca di lacerti di affreschi trecenteschi e resa ancora più scenica dai restauri in stile degli anni trenta del Novecento. Uno scenario suggestivo che il regista Renato Bonajuto ha voluto per celebrare il suo personale “Elogio dell’arte novarese” per usare il titolo di un famoso volume di Giovanni Testori.
La scelta è caduta su due composizioni: come preludio le Antiche arie e danze per liuto (Terza Suite) di Ottorino Respighi e poi lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi. Le due opere vengono connesse e legate dal lavoro del regista Renato Bonajuto, dello scenografo e costumista Danilo Coppola e dalle bellissime luci di Ivan Pastrovicchio. Nel preludio, veniamo idealmente trasportati nella bottega di un pittore rinascimentale, intento a creare splendide immagini che prendono vita nello Stabat Mater con splendidi tableaux vivants rigorosamente ispirati all’arte del Seicento locale. Nascono sotto gli occhi del pubblico le riproduzione viventi dei complessi scultorei conservati ai vicini Musei della Canonica del Duomo, dei quadri del Cerano, di Daniele Crespi, del Vermiglio, del Bergognone e le suggestioni sulle sculture di Giovanni d’Enrico, fratello del sempre amato Tanzio da Varallo. Una idea splendida e riuscita che celebra la gloriosa epoca del vescovo Carlo Bescapè e dona uno sfondo visivo ad opere che proposte solo in forma di concerto risulterebbero visivamente poco appaganti.
La riuscita dei grandi tableaux vivants è merito del capace coreografo Giuliano de Luca e dei bravi danzatori: Francesco Alfieri, Rocco Ascia, Alice Bellora, Emanuele Cappelli, Arianna Lenti e Alessio Urzetta.

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Sofio Janelidze

A dirigere le Antiche Arie e Danze per Liuto di Respighi il giovane Gungsin Oh, scelto tra le fila degli Studenti Direzione d’Orchestra Accademia dei Mestieri dell’Opera AMO, che convince con il suo gesto puntuale ed elegante. Nel buio della sala avviene poi, quasi impercettibile, il passaggio di testimone con un altro studente dell’Accademia, Gabriele Cerilli al quale è affidata la direzione dello Stabat Mater: con il suo gesto composto e deciso riesce ad ottenere dalla partitura il giusto equilibrio tra la sacralità del tema e la drammatica teatralità della melodia. Alle sollecitazioni dei giovani direttori rispondono ottimamente I Virtuosi Italiani, complesso tra i più attivi e qualificati del panorama internazionale, che restituisce con grande perizia e coesione la preziosità delle composizioni. Di alto livello, nell’esecuzione di Stabat Mater, la prestazione delle due interpreti femminili: Ksenia Bomarsi, soprano dotato di ottima intonazione, timbro chiaro e limpido e buona proiezione del registro acuto ben appoggiato, e del mezzosoprano Sofio Janelidze che desta ammirazione per il colore ambrato del mezzo, morbidezza e controllo della linea.

Al termine della rappresentazione il pubblico presente, pur non numeroso, applaude soddisfatto mentre un’emozionata Corinne Baroni lascia un messaggio di speranza affinché la musica non sia messa a tacere e possa continuare ad emozionare e ad esercitare il suo potere taumaturgico. Alla luce di quanto avvenuto il giorno seguente con l’ultimo e poco giustificabile Dpcm che impone la chiusura dei teatri ci uniamo al pensiero della direttrice e speriamo che il Teatro Coccia di Novara possa continuare in qualche forma la sua bella stagione e la sua resilienza.

Teatro Coccia di Novara
Antiche arie e danza per liuto suite N.3
musica di Ottorino Respighi
Stabat Mater
musica di Giovanni Battista Pergolesi
Opera da camera
Solisti: Ksenia Bomarsi, Sofio Janelidze
Danzatori: Francesco Alfieri, Rocco Ascia, Alice Bellora, Emanuele Cappelli, Arianna Lenti e Alessio Urzetta.
Direzione musicale: Matteo Beltrami
Regia: Renato Bonajuto
Coreografie: Giuliano de Luca
Scene e costumi: Danilo Coppola
Luci: Ivan Pastrovicchio
Orchestra: I Virtuosi Italiani

Produzione Fondazione Teatro Coccia
Novara, Palazzo dell’Arengo, 24 ottobre 2020.

FOTO MARIO FINOTTI