Tristan und Isolde

Tristan und Isolde di Richard Wagner inaugura la stagione d’opera 2020 del Teatro Comunale di Bologna in un nuovo allestimento con la direzione di Juraj Valčua, l’ideazione artistica e regia a cura di Ralf Pleger e Alexander Polzin.

Tristan und Isolde, dramma musicale di Richard Wagner, è universalmente riconosciuto come il capolavoro del romanticismo tedesco e composizione cardine della musica moderna. Il suo legame con la città di Bologna risale all’epoca della Grande Esposizione Emiliana, inaugurata il 7 maggio 1888 alla presenza dei reali e del primo ministro Francesco Crispi, che portò con sé, tra l’altro, importanti rinnovamenti urbanistici. Una serie innumerevoli di concerti sinfonici e cameristici animava la sezione musicale dell’Expo, le cui cure erano affidate al compositore e librettista padovano Arrigo Boito; anche il mondo dell’opera venne coinvolto e il 2 giugno 1888 si tenne al Teatro Comunale la prima rappresentazione in Italia del Tristan und Isolde sotto la bacchetta del compositore Giuseppe Martucci. Quella sera in sala era presente, tra gli altri, Arturo Toscanini, ma l’evento fu di tale portata da attirare, nel corso delle recite successive, anche Giosuè Carducci, Gabriele d’Annunzio e Richard Strauss. Quest’ultimo, che pur rimase affascinato dalla partitura, capì che il problema fondamentale di mettere in scena “Tristan” è proprio la difficoltà del raccontare da un punto di vista scenico-registico una vicenda che di fatto non prevede azione, ma un susseguirsi di stati psico-emotivi dei personaggi che muti, sgomenti si guardano e riflettono tra di loro mentre la melodia è il vero e unico narratore. La messinscena di questo capolavoro è stata problematica sin dalla sua prima rappresentazione assoluta a Monaco nel 1865: del resto il titolo venne proposto a Bayreuth solo nel 1886 con la regia di Cosima Liszt-Wagner, allora vedova del compositore, secondo la quale il modo migliore per rappresentare le pulsioni dei protagonisti è con movimenti minimi in assenza di una troppo demarcata connotazione spazio-temporale.

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Ann Petersen

La produzione che inaugura la stagione 2020 del Teatro Comunale di Bologna è affidata al regista Ralf Pleger e risulta co-prodotta con il Théatre Royal de la Monnaie/De Munt di Bruxelles dove lo spettacolo è andato in scena nel maggio 2019. Secondo il regista il filtro d’amore rappresenta il mezzo attraverso il quale i due amanti vengono catapultati improvvisamente in una dimensione straniante, una realtà parallela nella coscienza e nello spazio. L’interazione tra i protagonisti e in generale tra i vari personaggi è ridotta ai minimi termini e si sostanzia di pochi movimenti essenziali non sempre di facile comprensione e anzi guidati da un linguaggio talvolta troppo criptico. La parte scenica è affidata da Alexander Polzin, scultore, pittore, grafico e scenografo tedesco. Ogni atto rappresenta una vera e propria installazione artistica estremamente curata nei dettagli e di grande suggestione. Il primo atto presenta una molteplicità di grandi stalattiti che scendono dall’alto, tra le quali si aggirano i personaggi, mentre lo sfondo è dominato da una parete-specchio che riflette con grande suggestione la sala del Comunale quasi fosse parte integrante della nave. Il secondo atto, poi, è dominato, da una scultura arborea, simile ad una mangrovia, di color bianco candido, tra i cui rami si muovono con pose plastiche alcuni mimi truccati di bianco e gli stessi Tristan und Isolde durante il meraviglioso duetto d’amore. Il terzo atto, infine, è dominato da un’enorme parete forata compresa in una cornice al neon luminoso e al cui interno si trovano innumerevoli fori da cui escono e rientrano tubi trasparenti in plastica. Parte integranti di queste installazioni sono le bellissime luci di John Torres che creano continui effetti di grande suggestione attraverso contrasti, giocano con ombre proiettate in prospettive diagonali sui fondali del palcoscenico e donano profondità emotiva alla narrazione della partitura. Non altrettanto efficaci i costumi firmati da Wojciech Dziedzic, volutamente atemporali, realizzati nella prevalenza del grigio e del bianco con eccezione del bel costume di Isotta del secondo atto, con sfumature blu e rosse e dell’infelice costume blu di Re Marke.L’ardua impresa di rendere la complessa partitura wagneriana nelle sue molteplici e criptiche sfumature è affidata al maestro slovacco Juraj Valcuha che già ricopre tra l’altro la carica di Direttore musicale principale del Teatro San Carlo di Napoli. Attraverso la sua lettura viene creata un’atmosfera intima, raccolta e straniante dove anche il più piccolo dettaglio sonoro viene valorizzato come parte imprescindibile di un disegno unitario e perfettamente strutturato: i diversi ed innumerevoli Leitmotive presenti nella partitura conducono così lo spettatore in un racconto appassionato e disperato sino al suggestivo finale, il Liebestod, comunemente riconosciuto come climax dell’opera.

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Tristan und Isolde, Teatro Comunale di Bologna, 2020.

L’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna appare in forma smagliante e offre una prestazione di altissimo livello seguendo così con grande attenzione le indicazioni del Maestro. Precisione negli accordi, pulizia e morbidezza nel suono, massima coesione tra le varie sezioni assicurano inoltre un’ottima sintonia con il palcoscenico e massimo rispetto al volume delle voci presenti.

Il ruolo di Isolde è qui affidato al soprano Ann Petersen, cantante danese conosciuta a livello internazionale principalmente per le sue interpretazioni di eroine wagneriane e straussiane. Il soprano colpisce soprattutto per il temperamento e l’immedesimazione assoluta con cui affronta il personaggio, per le ottime intenzioni negli accenti e per un registro acuto adeguatamente controllato che ben corre nella sala del Bibbiena. Una certa disomogeneità soprattutto nel passaggio tra i registri non pregiudica una caratterizzazione convincente e credibile della regina d’Irlanda.

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Stefan Vinke e Martin Gantner

Stefan Vinke affronta il complesso personaggio di Tristan con grande ed assoluto impegno. Il ruolo è tra quelli più impattanti per lunghezza ed impegno vocale: il tenore tedesco esce vittorioso dal difficile cimento grazie ad un mezzo sicuro dal timbro ambrato tipicamente baritenorile e ad un’adeguata varietà d’accento che consente di rendere al meglio le sfumature previste dalla partitura. Particolarmente degna di nota l’esecuzione del lungo e complesso monologo del terzo atto dove il tenore ha dimostrato una partecipazione emotiva e vocale di alto rango.

Ekaterina Gubanova realizza una Brangäne convincente grazie ad un mezzo caratterizzato da buon volume e da un suggestivo colore scuro. Buona sicurezza in acuto e un registro medio-grave adeguatamente saldo compensano una certa genericità d’accento, dovuta forse all’impostazione registica dello spettacolo.

Degno di nota Albert Dohmen nel ruolo di Re Marke che mostra una voce dal bel timbro vellutato sapientemente impiegato, tra l’altro, in un’ottima esecuzione del monologo di secondo atto grazie anche ad un fraseggio accorato e scolpito.

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Tristan und Isolde, Teatro Comunale di Bologna, 2020.

Martin Gantner interpreta Kurwenal ed offre una prestazione di ottimo livello premiata dal pubblico al termine. Il giusto colore e il timbro squillante rendono particolarmente apprezzabili gli interventi a lui riservati durante il terzo atto.

Di buon livello anche gli interventi di Tommaso Caramia, convenientemente perfido nel ruolo di Melot e corretto in quello di un Pilota e di Klodjan Kaçani, sognante e malinconico nel duplice ruolo di un Pastore e di un Giovane Marinaio.

Inappuntabile il Coro maschile del Teatro Comunale, diretto dal Maestro Alberto Malazzi, cui vengono riservati i brevi interventi durante il primo atto. Ottima partecipazione di pubblico, che in pratica esauriva la sala, che mostra alto gradimento per l’esecuzione tributando accoglienze festose a tutti gli interpreti e meritate ovazioni al Maestro Valcuha.Un’inaugurazione di stagione quindi di assoluto rilievo per il Teatro Comunale con l’augurio che possa essere di ottimo auspicio per un felice proseguimento nei prossimi mesi.

Teatro Comunale di Bologna – Stagione lirica 2020
TRISTAN UND ISOLDE
Dramma musicale in tre atti
Musica e libretto di Richard Wagner

Tristan Stefan Vinke
König Marke Albert Dohmen
Isolde Ann Petersen
Kurwenal Martin Gantner
Brangäne Ekaterina Gubanova
Melot/Ein Steuermann Tommaso Caramia
Ein Hirt/Ein junger Seemann Klodjan Kaçani

Orchestra, coro e tecnici del Teatro Comunale di Bologna
Direttore Juraj Valčuha
Maestro del coro Alberto Malazzi
Ideazione artistica Ralf Pleger & Alexander Polzin
Regia Ralf Pleger
Scene Alexander Polzin
Costumi Wojchech Dziedzic
Luci John Torres
Luci riprese da Kate Bashore
Coreografia Fernando Melo
Con la collaborazione di Leggere Strutture Art Factory
Nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna con La Monnaie/Munt

FOTO DI ROCCO CASALUCCI