Spettacoli

War Requiem – Inaugurazione Festival MiTo Settembre Musica, Auditorium Rai “Arturo Toscanini”, Torino

Un Requiem, anzi il War Requiem, per inaugurare un Festival il cui titolo è Harmonia? Si, se il Requiem in questione è quello di Benjamin Britten, la cui prima esecuzione avvene in occasione della consacrazione della nuova Cattedrale di Coventry, appena ricostruita accanto a quella quasi completamente distrutta in un bombardamento nazista del 14 novembre 1940. Nel War Requiem il ricordo ed il cordoglio per le vittime della Seconda guerra mondiale si uniscono agli ideali pacifisti del compositore di Lowestoft ed alla denuncia dell’insensatezza e della crudeltà della guerra rendendolo un anelito per una missa pro defunctis per la guerra stessa. L’anima oratoriale della composizione, distillato della lunga tradizione europea, ed il testo in latino Britten li affida alla compagine orchestrale, al coro, al coro di voci bianche ed al soprano – che nei piani originali di Britten alla prima rappresentazione a Coventry avrebbe dovuto essere Galina Višnevskaja, celebre soprano sovietico, cui non venne però concesso di presenziare. I testi delle strazianti poesie del poeta soldato Wilfred Owen, caduto in Francia durante la Prima guerra mondiale, che si alternano al tradizionale testo in latino, vengono invece affidati alle voci di un baritono – alla prima rappresentazione Dietrich Fischer-Dieskau – di un tenore – il compagno e musa di Britten Peter Pears a Coventry nel 1962 – e ad un’orchestra da camera. Tramite il cast previsto alla prima il War Requiem è dunque celebrazione della ritrovata armonia tra Inghilterra e Germania ed evidente tentativo di auspicio di una distensione tra i due lati della cortina di ferro onde evitare una nuova devastante guerra, è denuncia e manifesto, condanna e atto di memoria e quest’anno anche commemorazione del cinquantesimo anniversario dalla morte di Britten. Per tutti questi motivi la scelta di questa composizione imponente per l’inaugurazione del Festival risulta particolarmente azzeccata.  

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Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Simone Young, Elena Guseva, Bo Skovhus, Nicky Spence, Coro e Coro di voci bianche del Teatro Regio di Torino

Alla guida di un’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in splendida forma, compatta, precisa e sempre incisiva, e delle due impeccabili compagini corali del Teatro Regio preparate rispettivamente da Gea Garatti Ansini e Claudio Fenoglio la lettura di Simone Young spicca per un’appropriata solennità e compostezza e per la coesione e l’equilibrio che ha garantito tra le anime del War Requiem dall’incipit sussurrato, intimo, che pare emergere dall’oltretomba agli affondi dal sapore apocalittico degli ottoni, dal rullare dei tamburi a rievocare la guerra persino nei momenti in cui il testo promette speranza al toccante incontro finale tra le due voci maschili. Magnifica la prova del Coro del Teatro Regio che dona carattere universale alle suppliche e al terrore della messa da Requiem affiancati da un Coro di vochi bianche squisitamente angelico posizionato in alto nella galleria dal lato opposto rispetto a Coro, Orchestra e solisti. Questi ultimi hanno anch’essi dimostrato pienamente il proprio valore: malinconica e aggraziata e insieme accorata l’interpretazione di Elena Guseva colpisce per la morbidezza dell’emissione e le tinte bronzee del suo splendido strumento. Il tenore Nicky Spence offre anch’egli una prova sugli scudi. Il registro acuto è ben sonoro e sempre sicuro e non mancano squillo ed una notevole sensibilità nel fraseggio. Molto bene anche l’amalgama con il baritono Bo Skovhus il cui fraseggio sobrio, preciso e penetrante ben si coniuga all’essenzialità dei testi di Owen. Grande commozione nel finale tra il pubblico che trattiene l’applauso per diversi secondi dopo la chiusa di Simone Young, lasciando riverberare l’intensa emozione prima di uno scrosciante e sentito lungo applauso che saluta con trasporto orchestra, cori, direttrice e solisti.  

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Speranza Scappucci, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

War Requiem

Benjamin Britten, op. 66 per soli, coro, coro di ragazzi, orchestra e orchestra da camera  
Testo tratto dalla Missa pro defunctis e da versi di Wilfred Owen  

 Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

Coro e Coro di voci bianche, Teatro Regio Torino  

Elena Guseva soprano  

Nicky Spence tenore  

Bo Skovhus baritono  

Gea Garatti Ansini maestro del coro  

Claudio Fenoglio maestro del coro di voci bianche  

Simone Young direttrice 

Foto di Fabio Miglio e Gianluca Platania cortesia del Festival Mito Settembre Musica