Santa Clotilde – Teatro Farnese, Parma
La ricerca nella storia della musica nel Ducato di Parma e Piacenza al tempo dei Farnese e dei Borbone, ha segnato per Fabio Biondi, Direttore Artistico del Farnese Festival, degli incontri con musica sontuosa, affascinante e di piacevolissima riscoperta. Far tornare alla luce nomi scomparsi, ma la cui musica è sinceramente ammirata dagli stupiti spettatori moderni, è indubbiamente la conferma che compositori come Corselli hanno il pieno diritto di risorgere dall’oscurità.
Francesco Corselli, maestro di cappella alla Steccata di Parma dal 1727 al 1731 al servizio dei Farnese, poi dell’Infante Don Carlo di Borbone (il futuro Carlo III di Spagna) compose quest’opera nel 1733 poco prima di trasferirsi alla corte di Madrid, dove avrebbe ricoperto il ruolo di Maestro di Cappella per oltre trent’anni.
Santa Clotilde racconta la conversione di Clodoveo I, re dei Franchi, grazie alla fede e alla perseveranza della moglie Clotilde, futura santa e figura cara alla dinastia borbonica.
Un crocevia tra Italia e Spagna, tra storia e devozione, in cui la musica di Corselli fonde con rara maestria la drammaticità teatrale e una profonda spiritualità.

Spicca la straordinaria perizia contrappuntistica dell’autore, come pure la sensibilità melodica, qui messe in evidenza dalla bravura di Europa Galante guidata da Fabio Biondi, particolarmente ispirato nel sottolineare tratti e caratteri tipici del melodramma, perfettamente legati e amalgamati con la scrittura sacra.
Lucia Cortese è protagonista regale, nobile, a tratti austera o solenne. Cortese dipinge la regina con una ricchissima tavolozza di colori, usati e dosati con chiara perizia e sensibilità, calibrando messe di voce, vibrato ed emissione fissa al servizio del fraseggio.
Giuseppina Bridelli tratteggia a pennello gli affetti che muovono la tempesta interiore del sovrano attraverso un canto ricco di accenti, restando sempre elegante e raffinata in tutta la linea di canto, ben delineata, omogenea su tutta la tessitura ed estremamente eloquente.
Il duetto conclusivo tra i due sposi “Or posso dir che t’amo” è un’apoteosi di stile, classe e buon gusto.

Vivica Genaux è un San Remigio di pregio, che mostra una personalità regale e maestosa.
Luca Tittoto è un Aureliano fiero e valoroso dalla vocalità tonante e imperativa, ma che sa rendere dolcezza e affabilità nella bellissima aria “Ogn’anima presa da fatto sì bello” ricca di pianissimi davvero raffinati.
Francesco Corselli (1705-1778)
Santa Clotilde
Oratorio a 4 voci
Del Sig. Francesco Corselli Maestro di Cappella del Ser.mo Infante D. Carlo [Parma] 1733
Europa Galante
Fabio Biondi, violino e direzione
Lucia Cortese, Clotilde
Giuseppina Bridelli, Clodoveo
Vivica Genaux, San Remigio
Luca Tittoto, Aureliano
Coro Città di Parma
Simone Campanini, direttore
foto di Luca Quintavalla
