Spettacoli

Vespro della Beata Vergine – Monteverdi Festival, Cremona

L’esecuzione del Vespro della Beata Vergine segna l’avvio della quarantatreesima edizione del Monteverdi Festival di Cremona.

Come da tradizione, la manifestazione dedicata al “padre del melodramma” si è aperta con il suo più grande capolavoro sacro. Nella suggestiva cornice della Chiesa di Sant’Agostino, nell’ora deputata alla celebrazione del sacro officio, si è rinnovato un rito, una esaltazione dell’arte più pura, una sfolgorante espressione della poetica monteverdiana.

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Vespro della Beata Vergine, Monteverdi Festival

Per l’edizione 2026 del Festival, è salito sul podio il Maestro Leonardo García-Alarcón, tra gli interpreti più affermati del repertorio barocco e, in generale, tra le bacchette più stimate ed ammirate della sua generazione. A capo della Cappella Mediterranea, ensemble da lui fondato nel 2005, il direttore svizzero-argentino mette in luce tutta la carica teatrale del componimento, ricco di ardite sperimentazioni ma, ad un contempo, in segnata continuità con la tradizione polifonica del tempo.

Nella lettura di Alarcón salmi e mottetti risultano strettamente connessi tra loro, come gemme uniche e preziose di un affresco di affascinante complessità. La magnificenza dell’Intonatio “Deus in adiutorium meum intende” contrasta splendidamente con i momenti solistici, come, ad esempio, “Nigra sum”, dal carattere più intimo e devozionale. Si pensi anche al celestiale furoreggiare del “Duo Seraphim”, in dialogo ideale con la drammaticità e l’ardore dell’ ”Audi coelum”. Se un brano come “Lauda Jerusalem” consente di apprezzare tutta la modernità della scrittura, l’”Ave maris stella” rappresenta una pagina costruita attorno ad una architettura sonora di pregnante varietà ed eterogeneità.

Con gesto asciutto e preciso, il direttore, impegnato direttamente anche al cembalo, sviluppa una concertazione fluida, giocata su dinamiche incalzanti ed avvolgenti. Alla riuscita della sua prova appare vincente l’intesa con la già citata Cappella Mediterranea, di singolare precisione esecutiva e di eccellente virtuosismo interpretativo. Si percepisce il mirabile lavoro condotto sulla orchestrazione e la spasmodica ricerca della tinta e, soprattutto, del colore che meglio possano esprimere l’emozione della parola e del testo. In tal senso, sortisce particolare effetto la scelta di collocare, di volta in volta, i solisti e il coro lungo le navate laterali, sul pulpito oppure in fondo alla chiesa, ottenendo un riuscitissimo bilanciamento di volumi ed intensità. La spazializzazione del suono rende l’esecuzione ancora più fluente ed accresce ancor di più l’emozione dell’ascolto. Un plauso particolare va dunque rivolto anche alla bravura degli interpreti, a partire dal Choeur de Chambre de Namur, di cui Alarcón è direttore artistico dal 2010. In questa occasione si rimane piacevolmente colpiti dalla uniformità e dalla rotondità sonore, dal piacevole equilibrio tra le varie sezioni, in costante dialogo tra loro e in perfetta armonia con le intenzioni del direttore. Venendo ai solisti, si apprezzano la morbidezza e la freschezza del canto di Miriam Allan e Mariana Flores, lo squillo e la proiezione di Nicholas Scott e Mathias Vidal, la disinvoltura di Leandro Marziotte, la pastosità e il velluto di Salvo Vitale e Andreas Wolf.

Partecipazione numerosissima da parte del pubblico che, dopo aver seguito attentamente tutta l’esecuzione, esplode in calorosi ed intensi apprezzamenti per il direttore, solisti e musicisti decretando così il felicissimo avvio di questa quarantatreesima edizione del festival dedicato al Divin Claudio.

Monteverdi Festival 2026
VESPRO DELLA BEATA VERGINE
Musica di Claudio Monteverdi

Mariana Flores, soprano
Miriam Allan, soprano
Leandro Marziotte, controtenore
Nicholas Scott, tenore
Mathias Vidal, tenore
Salvo Vitale, basso
Andreas Wolf, basso

Cappella Mediterranea
Chœur de Chambre de Namur
Leonardo Garciá Alarcón direttore

Foto: Lorenzo Gorini