Spettacoli

Candide – Comunale Nouveau, Bologna

Se le “magnifiche sorti e progressive” facevano andare di traverso il boccone al nostro Giacomo Leopardi, ancora più indigesta risultava a Voltaire l’idea del “migliore dei mondi possibili”, tant’è che tutto il suo mirabolante Candide ou l’Optimisme si dipana come una sagace critica in chiave ironica all’ottimismo settecentesco di ascendenza leibnitziana. Tematica ripresa fedelmente da Leonard Bernstein nel suo Candide, che nell’interrogarsi sul male e sulla bontà del Creatore, all’indomani della seconda guerra mondiale e in pieno maccartismo, ha il suo principale motivo d’ispirazione. Un’opera che ci parla altresì di una società anni cinquanta agli albori del consumismo e che sotto il profilo stilistico diviene l’occasione per riproporre in una composizione organica e moderna buona parte delle forme musicali della tradizione occidentale. Una varietà e una coerenza che ritroviamo nella vivace edizione proposta dal Teatro Comunale di Bologna coprodotta con il Teatro Verdi di Trieste, con la direzione di Kevin Rhodes e la regia di Renato Zanella il cui allestimento colloca l’intera e intricata vicenda nella grande aula di un’immaginaria “Westfaliae Universitas”, riprendendo dal romanzo il nome del castello in cui riecheggiano tragicamente le guerre di religione del secolo XVII. In questa cornice, realizzata da Mauro Tinti, ogni quadro è da intendersi come un momento della lezione, tra esperimento filosofico e laboratorio teatrale, epopea picaresca e romanzo di formazione, dove l’idea registica consente di legare verosimilmente tra loro i differenti episodi, per quanto assurdi e rocamboleschi, rendendo perfino credibile che i personaggi muoiano più volte ritornando comunque alla ribalta. Le scene corali sono organizzate con precisione e vivacità, soprattutto quella dell’Auto-da-fé e il primo finale, così come risaltano, nell’accurata modulazione delle luci di Paolo Liaci e nei costumi talora sgargianti di Danilo Coppola, l’incontro con i Gesuiti e l’arrivo nell’Eldorado.

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Bruno Taddia, Yuri Guerra, Marco Miglietta

La tensione del racconto si allenta tuttavia in alcune sequenze affidate alla sola recitazione, mentre le parti musicali sono alquanto coinvolgenti e di grande brillantezza. La direzione di Rhodes si distingue infatti per un piglio energico e solare, con un suono costantemente turgido e definito. Momenti da musical, in uno stile quasi da cabaret, si alternano a pagine contrappuntistiche rese con rigore e cura delle variazioni dinamiche, in una salda sintonia con il Coro diretto con puntualità da Gea Garatti Ansini.

Il ruolo del protagonista è affidato a Marco Miglietta, che di Candide rappresenta efficacemente un’ingenuità al limite della dabbenaggine e che rende le parti più liriche con ampiezza melodica e acuti luminosi. Talora la recitazione appare tuttavia un poco impacciata e non troppo brillante, mentre la pronuncia dell’inglese riesce in generale sommariamente sbalzata.
Tetiana Zhuravel è una Cunegonda alquanto espressiva, ma di moderato volume e di contenuta estensione. “Glitter and be gay” viene articolata con cura nella sua complessa varietà, con acuti slanciati e vocalizzi definiti; ben delineato anche il duetto con la Vecchia Signora e validamente raffigurata la freschezza del personaggio nei dialoghi con Candide.
Vero e proprio mattatore dello spettacolo è Bruno Taddia, con una dizione scolpita e una recitazione puntuale, egualmente incisivo nei passaggi cantati ed in quelli parlati. Ogni sua maschera emerge con rilievo, con un Voltaire narratore che dà grande ritmo al racconto e con un Pangloss assai sfaccettato e magniloquente, ma perfettamente credibile come inquieto e contraddittorio moderno docente.
Ora frizzante ora sensuale la Paquita di Aloisa Aisemberg, di grande versatilità nei suoi vari travestimenti.
Omogeneo ed elegante il Maximilian di Felix Kemp dà prova di ironia e brillantezza, anche se di moderato volume.
Di contenuto corpo vocale anche la Vecchia Signora di Madelyn Renée che mostra tuttavia un fraseggio strutturato ed espressivo, a cui unisce una gestualità ricca ed eloquente.
Energico e rotondo il Governatore di David Astorga, che dà inoltre forma ad una pluralità di figure.
Si staglia con rilievo il Cameriere/Cameriera di Yuri Guerra ed è assortito con varietà il quintetto dei re formato, otre che da Kemp, da Saverio Pugliese, Giulio Iermini, Xin Zhang, Zhibin Zhang, tutti validamente impegnati nel plasmare numerosi altri personaggi caricaturali.

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Madelyn Renée e Tetiana Zhuravel

Lo spettacolo per quanto divertente non ha però egualmente coinvolto il pubblico in tutte le sue parti, ma è stato comunque assai applaudito, con particolari tributi alla Zhuravel e a Taddia, al direttore Rhodes e al team di regia.
Applausi nella scia di un finale molto toccante, dove i personaggi, dopo aver idealizzato il mondo e commesso disastri, si riconoscono con onestà per quello che sono. La scritta dell’università cade a pezzi lasciando soltanto le lettere W LA VITA: un epilogo che suona decisamente mozartiano, con l’invito a coltivare il nostro giardino amandoci al meglio che sappiamo. E in Bernstein come in Voltaire è questa la lezione più preziosa.

CANDIDE

Operetta comica in due atti
Libretto di Hugh Wheeler
dal romanzo filosofico Candide ou l’Optimisme di Voltaire
Liriche di Richard Wilbur
Liriche supplementari di Stephen Sondheim, John Latouche,Dorothy Parker, Lillian Hellman e Leonard Bernstein

Musica Leonard Bernstein

Direttore Kevin Rhodes
Regia e coreografia Renato Zanella
Maestro del CoroGea Garatti Ansini 
Scene Mauro Tinti
Costumi Danilo Coppola
Luci Paolo Liaci
Assistente alla regia Oscar Cecchi

CANDIDE Marco Miglietta
CUNEGONDE Tetiana Zhuraval
VOLTAIRE / DOTT. PANGLOSS / MARTIN / CACAMBO Bruno Taddia
MAXIMILIAN / THE CAPTAIN / TSAR IVAN Felix Kemp
THE OLD LADY/BARONESS Madelyn Renée
THE GOVERNOR / VANDERDENDUR / RAGOTSKI / BARON THUINDER-TEN-TRONK / GRAND INQUISITOR David Astorga
PAQUETTE / LISBON WOMAN Aloisa Aisemberg
INQUISITOR I / CHARLES EDWARD / FATHER BERNARDO / FIRST JESUIT Saverio Pugliese
LISBON MEN / INFORMER 1 / INQUISITOR II / CROUPIER / FIRST OFFICER /SAILOR ACT 1 / SAILOR ACT 2 / WAITER / WAITRESS Yuri Guerra
INFORMER 2 / INQUISITOR III / KING STANISLAUS / SECOND OFFICIER / RE ELDORADO Giulio Iermini
SULTAN ACHMET /CROOK / CARDINAL ARCHBISHOP / SEÑOR Xin Zhang
HERMANN AUGUSTUS / DON ISSACHAR / JAMES THE BAPTIST / SEÑOR Zhibin Zhang

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna

Foto: Andrea Ranzi