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Donizetti (Il Saggiatore, 2022)

Il Saggiatore ha lanciato un nuovo ambizioso progetto intitolato L’opera italiana, che vede alcuni dei più importanti studiosi e musicologi italiani impegnati nella stesura di una serie di monografie sui principali protagonisti del teatro musicale del nostro Paese. La curatela del progetto è stata affidata a Paolo Gallarati, noto esperto del settore. Il proposito è quello di offrire un contributo importante alla comprensione della storia e dell’evoluzione della musica teatrale italiana, attraverso approfondimenti sui cinque nomi più rappresentativi del melodramma italiano: Rossini, Donizetti, Bellini, Verdi e Puccini

“Ideali destinatari di questi libri sono il lettore curioso, desideroso di accostarsi al teatro lirico attraverso un tipo di ascolto consapevole […]; lo studente delle superiori e dell’università […]; l’appassionato intenditore […]; tutti coloro, infine, che si sentono attratti dalla bellezza e dalla forza espressiva della musica” questa la premessa di Gallarati inserita nella prefazione dei libri della collana che vede i cinque compositori più illustri del panorama operistico mondiale essere analizzati in modo meticoloso da altrettanti studiosi, i cui nomi sono ben noti agli esperti di musica: Andrea Chegai, Luca Zoppelli, Fabrizio Della Seta, Paolo Gallarati e Virgilio Bernardoni. La collana si propone di offrire un tipo di ascolto consapevole e approfondito dell’opera lirica, esaminando con attenzione le opere e la vita dei compositori, attraverso un’analisi dettagliata delle loro opere e dei contesti storici e culturali in cui sono stati creati. In questo modo, la collana si pone l’obiettivo di arricchire la conoscenza dell’opera lirica e della cultura musicale in generale, offrendo al pubblico un’occasione unica per scoprire e apprezzare ancora di più il grande patrimonio artistico e culturale del melodramma italiano. 

In questa sede, si procede ad illustrare la monografia su Gaetano Donizetti, delineato dalla penna di Luca Zoppelli

La figura di Zoppelli spicca indiscutibilmente tra i più interessanti e importanti musicologi della sua generazione. Nato a Venezia nel 1960, ha intrapreso gli studi di Lettere all’Università “Ca’ Foscari”, conseguendo la laurea nel 1984. Già all’epoca la sua tesi, incentrata sull’analisi dell’uso di stilemi e tecniche retoriche nella musica barocca italiana, ha riscosso apprezzamenti da parte di insigni studiosi internazionali. Oltre ad insegnare Storia della Musica nei conservatori di Lecce, Padova e Vicenza, ha lavorato come professore associato di Drammaturgia ed Estetica musicale all’Università di Lecce ed è professore emerito presso l’Università di Friburgo (Svizzera). È codirettore dell’edizione critica delle opere di Vincenzo Bellini, una prestigiosa iniziativa editoriale della casa editrice Ricordi. Zoppelli ha curato personalmente le edizioni critiche di importanti opere come Maria di Rohan di Donizetti e La sonnambula di Bellini, quest’ultima in collaborazione con Alessandro Roccatagliati. Grazie alla sua profonda conoscenza del mondo operistico, Zoppelli ha pubblicato diversi testi divulgativi per importanti istituzioni musicali italiane ed europee, contribuendo a far conoscere al grande pubblico la bellezza e la complessità del repertorio lirico. Tra le sue pubblicazioni più note figura L’opera come racconto, un’opera importante che mette in luce la relazione tra la musica e la narrazione, dimostrando come la musica possa essere considerata a tutti gli effetti un mezzo espressivo capace di narrare storie complesse e coinvolgenti.

Il volume Donizetti di Luca Zoppelli, rappresenta un importante contributo alla conoscenza dell’autore italiano più prolifico del periodo romantico. In circa seicento pagine, l’autore si propone di superare lo stereotipo di Donizetti come compositore misconosciuto, costantemente oscurato dalla figura di Rossini e dal mito di Verdi.

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Donizetti, di Luca Zoppelli, copertina

Attraverso un’analisi approfondita delle fonti storiche e musicali, Zoppelli mette in luce le peculiarità della produzione donizettiana, cogliendo i tratti distintivi della sua scrittura musicale e offrendo nuove chiavi di lettura per alcune delle sue opere più celebri. Il volume, inoltre, cerca di ricostruire il contesto storico-culturale in cui si inserisce la figura di Donizetti, con particolare attenzione alle dinamiche della vita teatrale italiana dell’epoca.

Nel suo lavoro, Zoppelli non trascura neanche gli aspetti tecnici della composizione donizettiana, mettendo in luce l’originalità del suo linguaggio musicale. Inoltre, l’autore esamina le diverse fonti di ispirazione di Donizetti, tra cui la musica popolare italiana e la tradizione operistica francese, nonché i diversi altri musicisti, maestri e colleghi con cui entra in contatto nel corso della sua vita. 

Il risultato di questa approfondita indagine storico-musicale è un’immagine rinnovata e più completa di Gaetano Donizetti, che emerge come una figura centrale del panorama musicale italiano del XIX secolo, in grado di innovare il linguaggio operistico e di anticipare alcune delle tendenze musicali del suo tempo.

Da Il Pimmalione del 1816 a Caterina Cornaro del 1844, Zoppelli delinea l’intero catalogo delle opere teatrali di Donizetti, composto da ben 73 titoli, contestualizzandolo in una precisa e affascinante descrizione della vita del compositore bergamasco, facendo emergere un quadro ben più complesso. Innanzitutto, Donizetti non fu molto apprezzato dai suoi contemporanei, soprattutto in ambienti musicali accademici: la sua formazione non convenzionale, la sua predilezione per il teatro musicale e la produzione di opere spesso considerate di scarso valore culturale, contribuirono a creare un certo dissenso intorno alla sua figura. Inoltre, le sue origini proletarie si riflettono nella sua attenzione per i personaggi umili e per le storie d’amore travagliate, come dimostrano le opere L’elisir d’amore e La Fille du régiment. Allo stesso tempo, la vasta cultura letteraria e la sua indole cosmopolita si esprimono attraverso l’esplorazione di generi diversi, come in Lucrezia Borgia o Dom Sébastien. Per questo e per la sua capacità di comporre in tempi molto brevi, critici e colleghi contemporanei ritenevano Gaetano troppo dozzinale e superficiale, tanto che a fine ottocento i suoi titoli rimasti in cartellone erano ormai ridotti a quattro o cinque. 

La Donizetti-Renaissance, ovvero la riscoperta critica dei lavori del celebre compositore bergamasco, è stata possibile grazie all’introduzione di nuovi processi estetici e culturali di inizio novecento che hanno cambiato radicalmente la visione dell’artista: il compositore non è più considerato un eroe solitario che affida la propria creatività alla sola ispirazione, ma piuttosto un musicista-professionista capace di manovrare con destrezza un sistema di produzione complesso, tenendo in conto la sensibilità del pubblico. L’opera d’arte non viene più vista come un testo intangibile e unico, ma come un prodotto di una “migrazione e riproposizione di idee, topoi, riferimenti e citazioni da un testo all’altro”. In questa nuova prospettiva, le ricombinazioni di materiali già presentati in altri contesti sono considerate un valore aggiunto (restando nell’ambito dei volumi di questa collana, non si può non citare nuovamente Rossini, grande maestro anche nel riuso di materiali melodici precedentemente inseriti in altre composizioni). Inoltre, si è rivalutato il ruolo del libretto nella costruzione del dramma, diventato un fattore costitutivo imprescindibile. La “librettologia” è diventata così una disciplina autonoma, fondamentale per la comprensione del teatro in musica. Grazie a queste nuove interpretazioni, a partire dal 1948 la figura di Donizetti è stata rivalutata e riscoperta, rendendo i suoi lavori ancora più attuali e apprezzati dal pubblico.

Restando nell’ambito della Donizetti-Renaissance, è interessante come Zoppelli fornisca una nuova visione del tanto osannato belcanto: “la cosiddetta Donizetti-Renaissance […] ha nettamente privilegiato i titoli centrati, musicalmente ed emotivamente, sulla figura della protagonista femminile […] il “belcanto” è soprattutto una questione di voci femminili […]. Quando un teatro monta un’opera di Bellini o di Donizetti, lo fa molto spesso in funzione della disponibilità di una grande interprete femminile”, spiegando così le frequenti rappresentazioni di opere culminanti in “una memorabile scena per soprano”. L’accezione negativa del termine belcanto è fortemente spiegata dallo stesso musicologo anche durante una preziosa intervista per Radio3 Suite, disponibile su Rai Play Sound.

Questo volume dedicato a Gaetano Donizetti non solo offre un’ampia analisi del compositore bergamasco, ma anche una preziosa selezione di immagini fornite dall’Archivio Storico Ricordi. Inoltre, l’elenco dettagliato dei 73 melodrammi del compositore permette di avere una panoramica completa della sua vasta produzione artistica. Il volume si arricchisce ancora di un glossario di termini propri dell’ambito operistico, che si riferisce a quello redatto da Fabrizio Della Seta per la monografia su Bellini. Questo strumento si rivela particolarmente utile per il lettore meno esperto, ma anche per gli appassionati che desiderano approfondire ulteriormente la conoscenza di questo affascinante mondo artistico.

In conclusione, il Donizetti di Luca Zoppelli non è solo un resoconto dettagliato della vita e dell’opera del celebre compositore bergamasco, ma rappresenta anche uno studio musicologico di grande rilevanza nell’ambito del melodramma italiano. Grazie alla sua attenta analisi delle opere di Donizetti, il musicologo riesce a ricostruire la personalità dell’artista, la sua formazione e il suo stile compositivo, approfondendo i rapporti con le personalità e gli ambienti dell’epoca. Grazie a una scrittura limpida e coinvolgente, l’autore riesce a centrare perfettamente l’obiettivo della collana, rivolta a un pubblico vasto e appassionato di musica e cultura. In definitiva, un’opera di grande interesse per gli appassionati di musica e per tutti coloro che vogliono approfondire la conoscenza del melodramma italiano, con particolare attenzione verso Gaetano Donizetti e la sua ricca e variegata composizione.