Tosca

A Torre del Lago va in scena Tosca, regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi, direzione di Enrico Calesso. Si tratta di una produzione dell’Opera di Roma, stilizzata ed evocativa, che ben si presta al Gran Teatro all’Aperto, particolarmente in queste serate con la luna piena che sale dal lago e si colloca in scena. L’allestimento è raffinato ed elegantissimo. Calzante la trasposizione della vicenda nel periodo fascista, soprattutto per il personaggio di Scarpia, con i riferimenti agli squadristi e alle torture e perfino al rapporto tra Stato e Chiesa. I quadri sono visivamente essenziali, per lo più in bianco e grigio, razionalisti e classicheggianti come le architetture del Piacentini, e in dialogo con la Roma rinascimentale con il Cupolone e la Pietà. Le luci di Massimo Pizzi Gasparon, che è anche assistente alla regia, sono variazioni di oscurità, quasi sempre senza colore; i gesti tra i personaggi sono studiati nei minimi dettagli e i loro sentimenti sono collocati in una cornice fredda e distaccata, come dispersi in una solitudine spaziale, metafisica, addirittura nichilista. Affascinante tutto il II Atto, realizzato su più livelli, dalla tavola di Scarpia alle carceri, e con l’ampio mantello rosa della Diva che discende e risale la gradinata. Di grande suggestione il notturno con le camice nere che fumano sugli spalti di Castel Sant’Angelo; spalti da cui di li a poco si getterà Tosca, salendo su un altare, sorta di vittima sacrificale.

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Ivan Magrì e Svetlana Aksenova

Enrico Calesso opta fin dal principio per un tempo lento e dilatato, che risulta appropriato al Te Deum ma che compromette i dialoghi in chiesa, con la perdita di ritmo drammatico. Tale ampiezza meglio si addice al II Atto, ben riuscito e con opportune sottolineature. Più dinamico poi l’Atto finale, con tempi e colori che esaltano lo struggimento e il precipitare della vicenda.
L’Orchestra del Festival Puccini enfatizza con energia i momenti più tragici e di apice sonoro mentre riescono più indefiniti i passaggi in pianissimo. Da rilevare purtroppo un’amplificazione non perfettamente calibrata ed alcuni suoni elettronici che parevano eccessivamente artificiosi.
Scoppiettante il Coro delle Voci bianche del Festival Puccini diretto da Viviana Apicella e solenne e all’unisono il Coro del Festival Puccini diretto da Roberto Ardigò.

Floria Tosca è Svetlana Aksenova, figura elegantissima e delicata, con una voce ben proiettata, agile e consistente, che copre con disinvoltura ogni registro e con un fraseggio preciso ed articolato. In chiesa con Cavaradossi è corretta e assai drammatica; risulta tuttavia poco credibile sia come artista di teatro sensuale e gelosa che come donna devota in una forma popolare ed infantile. Sicuramente più convincente negli scambi con Scarpia, dove esprime efficacemente tormento e contraddizioni. E’ un’eroina tragica e coinvolgente nella scena a Palazzo Farnese interpretando “Vissi d’arte” con passione e nitidezza. Troppe forse le parti rese con il puro parlato e un po’ debole l’interpretazione delle battute che seguono alla morte sia di Scarpia che di Cavaradossi, ma molto ben cantato il “Davanti a lui tremava tutta Roma”.

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Roberto Frontali e Shohei Hishiroda

Con un timbro chiaro ed un notevole volume, Ivan Magrì è un Cavaradossi caratterizzato principalmente come intellettuale dissidente, dal temperamento inquieto e ribelle. Il canto è sfumato e ricco di accenti, con un vibrato piuttosto largo, cosicché la linea melodica è un poco in sofferenza, spezzata o a scatti, come in certi passaggi delle arie o nell’esclamazione “Vittoria!”. Non troppo felice nell’attacco di ”Recondita armonia”, risolve poi con forza e con garbo; vigoroso e appassionato in “E lucean le stelle”, anche se non convince come condannato a morte.

Potente e ammirevole l’interpretazione di Roberto Frontali nel ruolo di Scarpia. Nei panni di un gerarca fascista, con una presenza incisiva e magnetica, fin dalla sua entrata catalizza su di sé tutta l’attenzione divenendo il centro e il deus ex machina della rappresentazione. Voce profonda ed emissione omogenea, scolpisce ogni nota con dovizia di accenti e variazioni d’intensità, confermando l’eccellenza di una tecnica maturata nel corso di una lunga esperienza. Terribile e maestoso nella scena del Te Deum, muove e trascina tutto l’apparato sonoro in una cadenza solenne ed inquietante. Molto controllato e tagliente negli scambi al I Atto, è aperto, quasi solare, come a brillare di una luce maligna, nel monologo “Ha più forte sapore la conquista violenta”. Nel dialogo con Tosca è rigoroso nel canto ed accuratissimo nella recitazione, esprimendo a pieno un personaggio in cui traspaiono deboli sprazzi di passione, ma che è soprattutto lascivia e sadismo, brama di possesso e piacere per la violenza.

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Svetlana Aksenova e Roberto Frontali

Il Sagrestano di Giulio Mastrototaro ha uno strumento ampio e consistente, con un fraseggio sicuro ma piuttosto monotono. Con poche inflessioni, manca di quegli elementi saltellanti e da untuoso bigotto che la musica gli assegna.

L’intonato Shoei Hoshiroda interpreta un valido Spoletta, scagnozzo crudele e maldestro. Sciarrone è Alessandro Ceccarini solido e cupo, dall’emissione compatta.

William Corrò, ben impostato e saldo nella linea, conferisce ad un giovane Angelotti un carattere dolente e dignitoso.

Il carceriere di Ivan Caminiti è oscuro e pensoso, con un suono pieno e profondo; melodico e sognante il Pastorello di Carola Finotti.

Grande apprezzamento da parte del pubblico, particolarmente applaudito Frontali.

TOSCA
Melodramma in tre atti su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
Musica di Giacomo Puccini

Orchestra, Coro e Coro delle Voci bianche del Festival Puccini

Maestro concertatore e direttore Enrico Calesso
Maestro del Coro Roberto Ardigò
Maestro del Coro delle Voci bianche Viviana Apicella

Floria Tosca Svetlana Aksenova
Mario Cavaradossi Ivan Magrì
Il Barone Scarpia Roberto Frontali
Cesare Angelotti William Corrò
Il Sagrestano Giulio Mastrototaro
Sploletta Shohei Ushiroda
Sciarrone Alessandro Ceccarini
Un carceriere Ivan Caminiti
Un Pastorello Carla Finotti

Regia, scene e costumi Pier Luigi Pizzi
Light designer e Assistente alla regia Massimo Pizzi Gasparon
Sound designer Luca Bimbi
Assistente costumista Lorena Marin
Assistente direttore d’orchestra Filippo Barsali

Foto: Festival Puccini 2022- Lorenzo Montanelli