Il diario di Anna Frank

“Le angosce e le pene di quella adolescente furono anche le mie.” recita il toccante messaggio che la senatrice a vita Liliana Segre ha dedicato al Teatro Regio di Torino per la messa in scena di “Il diario di Anna Frank” in occasione del Giorno della Memoria ed è infatti difficile immaginare testimonianza più commovente della vita di Annelies Frank per ricordare l’ingiustizia, la crudeltà, l’insensatezza delle persecuzioni naziste. Monodramma del 1969 di Grigorij Frid, compositore, scrittore e pittore sovietico, “Il diario di Anna Frank” è un adattamento molto fedele del diario di Annelies e con i suoni taglienti ed aspri di un’orchestra da camera in cui spiccano ottoni e archi nervosi e in costante tensione (che ricordano pagine dei connazionali Šostakovijč e Prokof’ev e con evidenti suggestioni dalla Seconda Scuola di Vienna) ma capace anche di momenti di struggente lirismo, racconta l’intera vicenda dal solo punto di vista della protagonista, esattamente come il diario. Il dramma si compone di quattro scene e diciannove sezioni, con aggiunta di preludio e interludio e parte dal giorno del compleanno di Anne, quando il diario le viene regalato, concludendosi brutalmente al momento della deportazione. La musica di Frid accompagna con grande emozione le parole di Anne e lo amplifica con grande efficacia. L’impatto dell’opera è potente e se i cambi di registro tra i momenti più drammatici e quelli più sereni sono repentini, a causa soprattutto della naturale frammentarietà del materiale letterario di partenza, risultano comunque sempre organici e equilibrati anche grazie alla bacchetta salda e attentissima di Giulio Laguzzi che dirige la seconda rappresentazione in Italia dell’opera dopo la prima del 2015 a Pordenone. L’esecuzione è di commendabile chiarezza e precisione e la tensione drammaturgica sempre viva e dinamica.

In scena, sola ed incredibilmente somigliante ad Annelies, c’è Shira Patchornik, giovanissimo soprano israeliano dal talento fulminante la cui voce calda, dal timbro di singolare bellezza e dall’emissione morbida e sonora, dà vita alle parole del libretto con singolare e sconvolgente precisione e grande partecipazione emotiva. Le difficoltà che la partitura pone alla solista sono molte e Shira Patchornik le supera tutte brillantemente dimostrando pieno controllo del proprio strumento con una maturità notevolissima. L’auspicio è di vederla tornare in Italia, in particolare a Torino, e che la sua carriera, che ha preso il via quattordici anni fa alla Israeli Opera dove ha debuttato in La piccola volpe astuta di Leoš Janáček, prosegua sotto questa buona stella. Il bravissimo soprano si muove in un palcoscenico su cui è ricostruita una stanza con un semplice letto, un tavolino, una sedia, uno specchio e una valigia, quella con cui Anne è scappata dalla sua casa, ovvero il mondo fisico dove si trova la ragazza, ma è tutto offuscato, quasi a ricreare una dimensione onirica, velato da teli su cui sono riprodotte alcune pagine del diario e altri trasparenti dove si avvicendano ombre e figure stilizzate: la rappresentazione visiva del mondo interiore di Anne ricreata in maniera impeccabile dal teatro d’ombre Controluce. La regia di Anna Maria Bruzzese scava infatti la mente e le emozioni dell’adolescente e la sua verità psicologica, più importante della statica e desolante realtà fisica della situazione di reclusione in cui si trova rendendo viva ogni parola e ogni palpito del suo giovane cuore.

Si giunge quindi all’urlo finale della vita spezzata, dell’infanzia negata ad Annelies, una ragazzina come tutte le altre con sogni, speranze, aspirazioni, paure, diventata simbolo senza volerlo recuperando in maniera struggente e con grande efficacia la sua più intima umanità e la sua verità individuale. È quindi con questa notevolissima rappresentazione che il Teatro Regio riapre i battenti e accoglie nuovamente in una sala sapientemente tirata a lucido il suo pubblico e inaugurando il 2022 prima dell’apertura ufficiale di stagione che avverrà a breve con La Bohème. Alla rappresentazione hanno partecipato anche diverse classi e famiglie e gli applausi, da parte di una sala non gremita ma piena, hanno salutato con calore la fine dell’opera tributando un sentito successo. Una registrazione della recita è disponibile sul sito e sulla applicazione Rai Play Sound per chi la volesse recuperare. Sulla pagina Facebook di OperaLibera è inoltre disponibile la nostra conversazione con Anna Maria Bruzzese.

IL DIARIO DI ANNA FRANK

Opera monologo in due parti
Musica di Grigorij Frid
Libretto di Grigorij Frid
tratto dall’omonimo diario di Anna Frank
Versione in lingua italiana

Traduzione in italiano di Rino Alessi
Adattamento musicale di Eddi De Nadai

Prima esecuzione a Torino

Anna Frank, soprano Shira Patchornik

Direttore d’orchestra Giulio Laguzzi
Regia Anna Maria Bruzzese
Scene Claudia Boasso
Ombre e messinscena di teatro d’ombra Controluce Teatro d’Ombre
Sagome originali Cora De Maria
Luci Lorenzo Maletto

Ombristi Cora De Maria, Jenaro Meléndrez Chas, Irene Paloma Jona
Collaborazione Alberto Jona

Orchestra Teatro Regio Torino

Nuovo allestimento Teatro Regio Torino

Foto di Andrea Macchia cortesia del Teatro Regio