Verso la fine del lied… all’inizio della canzone

L’associazione Camerata Musicale di Parma propone il suo primo concerto lirico nell’affascinante cornice del ridotto del Teatro Regio.

“La pazzia è relativa, chi stabilisce la normalità?” diceva Charles Bukowski e con grande ironia il concerto organizzato dalla Camerata Musicale di Parma è stato definito dagli stessi protagonisti un po’ “pazzo”. Sul palco il mezzosoprano Anna Maria Chiuri e al pianoforte il Maestro Martino Faggiani, direttore artistico della nuova associazione parmigiana. “Verso la fine del lied… all’inizio della canzone”, è il titolo scelto per un concerto che ha saputo unire mondi musicali apparentemente lontani, ma che hanno trovato una meravigliosa eufonia.

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Anna Maria Chiuri e Martino Faggiani

Il programma inizia da Gustav Mahler e, in particolare, con l’esecuzione di quattro meravigliosi lied. Il timbro vellutato e screziato di Anna Maria Chiuri risulta ideale per questo tipo di scrittura musicale, nella quale l’artista riesce ad infondere una sottesa malinconia ed un commovente patetismo. La vena di tristezza di queste melodie lascia il posto all’ironica verve delle sei arie spagnole nate dal genio di Manuel de Falla. Qui l’artista, con la complicità di un istrionico Martino Faggiani al piano, si scatena rivelando tutta la sensualità di un colore vocale solare e luminoso.  In questa sezione di brani, si apprezza la naturale musicalità della Chiuri che passa con disinvoltura dal ritmo caliente di alcuni pezzi alla materna dolcezza di una splendida ninna nanna. 

Subito dopo è il momento di ascoltare pagine di autori italiani. Si inizia con Ottorino Respighi e il suo invito alla danza: un brano dalla scrittura suadente ed incalzante nel quale si possono riscontrare numerose analogie con la tradizione musicale novecentesca italiana. In questa pagina il mezzosoprano sembra accarezzare le note grazie, tra l’altro, ad una linea di canto morbidissima ed un accento accorato. Si prosegue quindi con due romanze di Francesco Paolo Tosti su testo di Gabriele D’Annunzio. Due brani poetici e dotati di grande fascino nei quali Anna Maria Chiuri sfoggia un bellissimo legato che esalta la preziosità del testo. La parte conclusiva del concerto prende quindi una svolta decisamente inaspettata avventurandosi nel mondo pirotecnico e jazz di George Gershwin. Si sceglie di eseguire sei canzoni, tra cui un’aria tratta da Porgy and Bess (la bellissima quanto struggente canzone di Serena): brani dalla forte carica ironica e ricchi di citazioni. Qui i due protagonisti si sono mostrati a proprio agio, toccando le corde del sorriso e del divertimento in un crescendo sfrenato di emozioni che ha coinvolto e rallegrato il pubblico. In questa sezione del concerto, Anna Maria Chiuri mette in luce il fascino di una linea vocale che sa piegarsi con disinvoltura alle esigenze stilistiche di autori così diversi tra loro e, con impressionante ricchezza di armonici, attingere ad una variegata tavolozza di colori espressivi. Il Maestro Martino Faggiani, che si rivela sotto una veste forse inusuale, risalta per la pirotecnica bravura e fa risuonare note cariche di passione; ricerca ritmi e colori ora delicati ora brillanti per interpretare al meglio, e con grande guizzo personale, le esigenze delle diverse scritture. 

Il concerto si conclude con un bis richiesto a gran voce dal pubblico entusiasta: un brano tratto dall’opera Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns eseguito in maniera impeccabile e con grande emozione dalla bravissima Anna Maria Chiuri.

Un bellissimo pomeriggio di musica e un grande successo per la neonata Camerata Musicale di Parma.