Il pirata (cd Prima Classic 2021)

Una nuova, integralissima, incisione de “Il Pirata” di Vincenzo Bellini approda sul mercato grazie all’etichetta discografica Prima Classic.

La casa discografica indipendente Prima Classic ha pubblicato nelle scorse settimane una nuova incisione dell’opera “Il Pirata”, capolavoro indiscusso di Vincenzo Bellini e caposaldo della produzione romantica ottocentesca. La partitura è tra le più temibili per le difficoltà vocali richieste ai protagonisti e, in particolare al soprano e al tenore (del resto la parte fu scritta per un fuoriclasse assoluto quale era Giovanni Battista Rubini).

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Protagonista di questa incisione, nel ruolo di Gualtiero, è il celebre tenore messicano Javier Camarena, nome tra i più in vista dell’attuale scena lirica internazionale. Camarena supera tutte le asperità della scrittura belliniana grazie all’invidiabile sicurezza del registro acuto, saldo e squillante anche quando tocca le vette più sopracute. Il tenore mostra inoltre un’ottima familiarità con lo stile belcantista come testimoniato dalla facilità con cui affronta il canto di agilità e dal gusto con cui vengono variate specialmente le riprese delle cabalette. La linea vocale, caratterizzata da un colore chiaro, suona compatta ed omogenea e conferisce il giusto abbandono ai passi dove viene richiesto maggior risalto alla tinta malinconica, tipica dello stile belliniano; spicca in tal senso l’esecuzione della celeberrima “Nel furor delle tempeste”. L’interprete, inoltre, risulta sempre credibile tratteggiando un eroe romantico e tormentato.

Particolare ammirazione desta Marina Rebeka, nel ruolo di Imogene, personaggio tra i più tormentati tra quelli nati dal genio belliniano. Il soprano mette in risalto una vocalità preziosa, contraddistinta da un colore chiaro e luminoso, oltre che da una pregevole proiezione nel registro acuto, sempre penetrante e sonoro. Il mezzo, corposo e pastoso, riluce per morbidezza, dominio del canto fiorito e ottimo controllo delle fiorettature. Adeguatamente maestosa è l’esecuzione dell’aria d’ingresso “Lo sognai”, mentre la meravigliosa scena finale raggiunge il suo apice in “Col sorriso d’innocenza”, nella quale la Rebeka, grazie ad un sapiente controllo del canto sul fiato e del legato, snocciola una serie di suggestivi arabeschi vocali. Il personaggio è ben definito anche sotto il profilo interpretativo: una Imogene, la sua, raffinata, come si conviene alla moglie del Duca di Caldora, ma che vive con composto contegno la lacerazione interiore del sentimento d’amore per Gualtiero.

Eccellente Franco Vassallo come Ernesto. Il baritono milanese mette in evidenza, ancora una volta, la bellezza di un timbro screziato e brunito. La linea vocale, caratterizzata da squisita musicalità, è compatta e ben rifinita a tutte le altezze; magistrale il controllo del suono cui si unisce una grande morbidezza nell’emissione. Grazie ad un fraseggio scolpito, l’artista riesce a disegnare un personaggio credibile che, grazie alla raffinatezza dell’accento, viene nobilitato al rango sociale che giustamente gli spetta.

Ottime le parti di fianco grazie alle prestazioni di rilievo di Antonio di Matteo, Goffredo, Gustavo De Gennaro, Itulbo e Sonia Fortunato, Adele.

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Merito indiscusso della buona riuscita della registrazione, avvenuta al Teatro Sangiorgi di Catania nei mesi di agosto e settembre 2020, è da ricercarsi senza dubbio nella direzione del Maestro Fabrizio Maria Carminati, neo direttore artistico del Teatro Bellini di Catania. Carminati si rende protagonista di una lettura ispirata, coinvolgente e stilisticamente impeccabile; il Maestro coglie così le atmosfere sfumate e vaporose che animano la partitura e arriva così al cuore delle intenzioni belliniane. Mirabile la simbiosi con le voci, cui sembra dialogare con ottima intesa.

Come già ricordato, l’esecuzione è integrale, come forse poche altre se ne possono ricordare, e pertanto può essere considerata un punto di riferimento per questo titolo; una vera chicca, tra l’altro, potere ascoltare il brano “La tua sentenza udisti” subito dopo l’impetuosa cabaletta “Oh, Sole! ti vela” con cui Imogene conclude tradizionalmente l’opera. Il gesto del direttore ben si sposa con la prova dei complessi del Teatro Bellini che si mostrano in ottima forma per pulizia del suono ed equilibrio melodico. Notevole, nell’insieme, la capacità di far emergere molteplici colori che sono alla base di quel ventaglio di emozioni di cui intrisa la partitura di Bellini.

Ottima la qualità tecnica della registrazione (a cura di Edgardo Vertanessian) così come degno di interesse il libretto che accompagna l’elegante cofanetto e nel quale è contenuto il saggio “Il pirata: s’inaugura alla Scala la riforma belliniana” di Domenico De Meo.

E’ possibile ascoltare questo pregevole lavoro anche sulle principali piattaforme di streaming musicale.