Spettacoli 2021

Madama Butterfly

Madama_Butterfly_Ferrara

Un’esecuzione che rispetta dall’inizio alla fine la composta dignità ed eleganza del popolo giapponese e dona una grande emozione: questo è il sunto delle impressioni suscitate dalla “Madama Butterfly” di Puccini che ha inaugurato la Stagione Lirica del Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara. Già dal velo in proscenio che, grazie a magiche e sapienti proiezioni (video designer Mario Spinaci ed illustrazioni di Riccardo Cecchetti), dona la suggestiva visione di una nave che avanza verso la platea, per poi aprirsi e rivelare una scena nuda, essenziale ed a prima impressione un po’ bruttina con pannelli grigi incombenti, ma che poi si rivelano schermi per proiettare a seconda del momento scenico la bandiera americana o i delicatissimi fiori di ciliegio o altre belle immagini, avvolte dalle sapienti luci a cura di Ludovico Gobbi. La scenografia porta la firma di Benito Leonori. Raffinati e aderenti allo stile dell’epoca e del luogo i costumi di Patricia Toffolutti. La regia di Matteo Mazzoni è ampiamente rispettosa del dramma e dell’ambientazione, puntando molto sul rigore e la delicatezza di gesti ed intenti del popolo del Sol Levante, in contrasto con l’atteggiamento caciarone ed informale, prettamente yankee dei personaggi americani in primis Pinkerton, sbruffone e sopra le righe ed il console Sharpless più composto come diplomatico, ma che non disdegna di bere il whiskey dalla stessa fiaschetta del luogotenente di marina.

Madama_Butterfly_Ferrara

Su tutti la magnifica, stilizzata e composta grazia di acciaio della protagonista, che esprime con un solo lieve cenno del capo o delle mani il suo immenso dolore interno e la sua feroce ostinatezza, in pieno aderente al diktat del giovane valido regista. Una Cio-Cio-San che cattura anima e cuore quella offerta da Silvia Pantani dotata di una bellissima, morbida e calda voce di soprano lirico, dai colori perlacei ed uniforme in ogni registro dai gravi bruniti ai folgoranti acuti, a volte sommersa dall’orchestra che suona molto forte, ma assoluta protagonista e padrona della parte. Ottima anche l’interprete che solo con l’emozione nella voce e con qualche gesto misurato e mai eccessivo, fa venire il groppo in gola agli spettatori. Troppo sforzato e senza eccessiva cura nel fraseggio anche se munito di una bella e chiara voce maschia, il tenore Francesco Fortes mostra di non dominare bene la tenuta vocale e l’intonazione. Comunque rende molto bene il pentimento tardivo e finale anche se il suo “Addio fiorito asil” non è indimenticabile e i suoi “Butterfly” finali arrivano a disturbare l’atmosfera di dolente poesia della piccola geisha morente cullata con amore dalla sua serva Suzuki. Non particolarmente incisivo l’apporto dello Sharpless di Italo Proferisce che ha una voce brunita, ma non estesa e comunque una buona musicalità ed una presenza scenica raffinata. Molto curata, di bel colore bronzeo la resa vocale del mezzosoprano Ilaria Ribezzi, una Suzuki scenicamente importante e commovente ed in pieno accordo di suono e sinergia vocale con la protagonista nelle scene d’insieme. Il duetto dei fiori è stato reso dalle due artiste un piccolo capolavoro. Come ottima la resa musicale nella non facile parte di Goro del tenore Claudio Zazzaro, la potenza vocale del basso Andrea Tabili, uno zio Bonzo davvero minaccioso ed importante, la raffinata compostezza di Yamadori dalla bella e musicale voce di Dielli Hoxha (anche commissario imperiale), puntuali ed efficaci la Kate Pinkerton di Margherita Hibel e l’Ufficiale del registro di Andrea Cutrini.

Madama_Butterfly_Ferrara

Finalmente un Coro dalla grande professionalità a Ferrara ( ma quando potremo ascoltare come ai tempi gloriosi di Abbado un coro composto per la maggior parte dai tanti professionisti cantanti ferraresi che non mancano?). Il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”, diretto dal Maestro Davide Dellisanti, offre una ottima prova musicale, compatto ed uniforme nel colore, arrivando all’eccellenza in tre momenti eponimi per il Coro nell’opera del genio toscano, quali il crescendo del primo atto nel concertato “Bello è così”, o nel dolcissimo brindisi “Oh Kami Oh Kami” intonato con una delicatezza suggestiva per arrivare al commovente coro muto eseguito con una perfetta intonazione ed una sapiente ricerca dei vari livelli di piano e pianissimo costellato dal Si bemolle finale dei soprani lunare. L’Orchestra Città di Ferrara suona bene, da elogiare il primo violino Antonio Aiello, ammirato anche in altre occasioni come maestro concertatore e direttore, che qui in alcuni momenti fa vibrare di emozione con bellissimo suono il suo violino, ma purtroppo, non sostenuta dal direttore d’orchestra David Crescenzi, a volte suona con troppo slancio e copre le voci in scena. Non c’è molta ricerca di colori, la tavolozza ricchissima pucciniana non è rispettata anche se l’opera comunque giunge in porto è il caso di dirlo. Il numeroso pubblico presente ha regalato applausi calorosi con punte di entusiasmo all’apparire in courtins calls di Suzuki e soprattutto della protagonista .

di GIACOMO PUCCINI
MADAMA BUTTERFLY
tragedia giapponese in tre atti di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa (da John L. Long e David Belasco)
musica di
Giacomo Puccini

personaggi e interpreti

Madama Butterfly (Cio-Cio-San), Silvia Pantani
F. Pinkerton, Francesco Fortes
Suzuki, servente di Cio Cio-san, Ilaria Ribezzi
Sharpless, Italo Proferisce
Goro, nakodo Claudio Zazzaro
Lo zio Bonzo, Andrea Tabili
Il Principe Yamadori, Il commissario imperiale Dielli Hoxha
Kate Pinkerton, Margherita Hibel
Lo zio Yakusidé, Luca Giorgini
L’ufficiale del registro, Andrea Cutrini
La zia, Eleonora Nota
La cugina, Yue Wu
La madre, So Hyun Lee
Dolore Andrea Bussotto
figuranti Christiane Hunger, Elena Petroliti, Guido Merendoni, Luca Pieroni, Nicola Marconi, Pietro Pierdicca, Yassin Barri, Simone Mandolini

regia
Matteo Mazzoni

Orchestra Città di Ferrara
direttore
David Crescenzi

Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”
Maestro del Coro
Davide Dellisanti

scene
Benito Leonori
luci
Ludovico Gobbi
costumi
Patricia Toffolutti
illustrazioni
Riccardo Cecchetti
assistente alle scene
Elisabetta Salvatori
allestimento
Romanian National Opera di Cluj-Napoca
produzione Fondazione Pergolesi Spontini
in coproduzione con Teatro Comunale di Treviso, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara
Foto di scena: Stefano Binci / Fondazione Pergolesi Spontini