La bohème

L’Opera Giocosa di Savona apre la stagione con La Bohème di Giacomo Puccini.

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La bohème, Teatro dell’Opera Giocosa di Savona, 2021.

“(…) un teatro il cui proscenio s’apre sul vuoto, sulla striscia di mare alta contro il cielo attraversato dai venti e dalle nuvole.” Così Italo Calvino definiva la sua Liguria, ma nel caso di Savona il teatro non è solo quello creato della scena naturale, esiste anche nel cuore della città: un teatro di tradizione, uno fra i pochi presenti in Italia, sono solo ventinove, che, con forza e determinazione, porta avanti anno dopo anno il suo meritevole progetto artistico.
In una serata fredda e piovosa ma in una sala felicemente stracolma Giovanni di Stefano, direttore dell’Orchestra Sinfonica di Savona accoglie il pubblico ad un anno di distanza, dopo la produzione di Traviata messa in scena proprio negli ultimi giorni prima del secondo lockdown.
Si riparte quindi, nel solco della tradizione, con l’esecuzione dell’Inno di Mameli e poi finalmente si riaccendono con una tangibile emozione le luci del palco, l’opera torna nella sua accezione più classica e tradizionale: La bohème di Giacomo Puccini.

Per il secondo anno consecutivo troviamo alla regia una delle più grandi cantanti della lirica italiana: Renata Scotto, legatissima al teatro della sua città che ha anche visto il suo debutto. Il soprano savonese affronta un’opera del suo repertorio, amata, e di cui è stata protagonista sia nei panni di Mimì che di Musetta, una lettura che rincorre le immagini letterarie non tanto del libretto di Luigi Illica ma della sua fonte, il romanzo “Scènes de la vie de bohème” di Henri Murger. Ecco quindi comparire, grazie alle belle scene di Michele Olcese , la Parigi del 1830, ricreata in modo soddisfacente, nonostante le limitate possibilità economiche odierne. I sontuosi abiti in stile di Concetta Nappi riempiono le vie di una Parigi scanzonata e piena di vita, resa credibile anche dalle luci di Andrea Tocchio. Una regia (con la collaborazione del sempre bravo e attento Renato Bonajuto) classica ma non scontata, che accarezza le scene e le guarda con amore, l’amore di chi l’opera l’ha vissuta a pieno portandola in scena tante volte. Questa passione è arrivata forte al pubblico e Renata Scotto nell’intervallo viene accolta con calore con una standing ovation.

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Adriana Iozzia e Matteo Desole

Il versante musicale, composto prevalentemente da giovani artisti, è risultato complessivamente godibile.
Matteo Desole, grazie ad una voce limpida e dal bel colore chiaro, disegna un Rodolfo sognatore e animato da pulsioni amorose, un giovane uomo che deve confrontarsi troppo presto con il dramma della morte. La freschezza della linea vocale, che corre con facilità in sala, il nitore, soprattutto dei registri centrale e di passaggio, e la buona preparazione tecnica, unitamente alla pregevole padronanza del palcoscenico, concorrono a siglare una prestazione ben riuscita e accolta, al termine, dal favore del pubblico.

Il soprano Adriana Iozzia, complice un colore vocale più maturo e schiettamente lirico, tratteggia una Mimì ben consapevole del proprio tragico destino e che cerca, attraverso l’amore un probabile riscatto per la sua condizione di infelicita’ emotiva e fisica. Una prova in crescendo, la sua, che riesce a spiccare particolarmente negli ultimi due atti dove si fa ammirare per il controllo del canto a mezza voce, la morbidezza nei piani e il fraseggio intenso e toccante, specie nel finale. L’esecuzione dell’aria di terzo atto “Donde lieta uscì”, valorizzata con accenti particolarmente accorati e disperati, rappresenta uno dei momenti più riusciti della sua prestazione.

Ottima impressione desta Luca Galli nel ruolo di Marcello. Il mezzo vocale, caratterizzato da un bel colore scuro, è ampio e sonoro e si espande ricco di armonici nella salita verso l’acuto. Il personaggio è ben riuscito anche da un punto di vista interpretativo: una sorta di fratello maggiore per l’amico Rodolfo, più maturo di quest’ultimo e, per questo motivo, più consapevole nell’affrontare i drammi della vita.

Ben a fuoco la Musetta della giovanissima Greta Doveri, voce ben educata, molto musicale e controllata anche in acuto. Scenicamente elegante e disinvolta, affronta con raffinata sensualità il valzer di secondo atto “Quando m’en vo”. Convincente del pari anche nel finale, dove la spensierata civetteria della scena del Cafe’ Momus lascia spazio alla solidarietà e alla generosità verso la povera Mimì.

Rocco Cavalluzzi, dotato di un timbro vellutato e ben tornito, tratteggia un Colline adeguatamente serioso e saggio. Gradevole il canto di conversazione così l’aria “Vecchia zimarra” grazie al buon appoggio nel cantabile.

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Matteo Desole, Luca Galli, Paolo Ingrasciotta e Rocco Cavalluzzi

La compagnia dei giovani amici si completa con lo Shaunard interpretato da Paolo Ingrasciotta. L’artista risalta per il buon controllo dell’emissione e l’ottima intonazione, oltre ad una pregevole credibilità scenica, disinvoltura nella gestualità e credibilità nella mimica facciale.

Il savonese Matteo Peirone regala un vero e proprio cameo di assoluta perfezione, vocale ed interpretativa, nel duplice ruolo di Alcindoro e Benoit, personaggi che ha interpretato per oltre duecentocinquanta volte calcando i più grandi palcoscenici del mondo.

Completano la locandina Davide Capitanio, simpatico e frizzante Parpignol e Dario Battaglia, efficace nel ruolo di un doganiere.

Il Maestro Giovanni di Stefano, presidente e direttore artistico dell’Opera Giocosa, offre una lettura caratterizzata da ritmi spediti e brillanti, quasi a significare la frenesia della gioventù. La concertazione del Maestro di Stefano risulta, allo stesso tempo, lucida e lontana da eccessi di patetismi sentimentali, un cammino inesorabile verso la presa di coscienza del drammatico finale. La compagine orchestrale savonese segue con attenzione le indicazioni dal podio e si mostra a proprio agio nell’esecuzione della partitura pucciniana.

Puntuale e ben assortito il Coro As.Li.Co. diretto dal Maestro Massimo Fiocchi Malaspina; degna di nota la prestazione corale durante secondo atto dove spicca un buon amalgama tra le diverse sezioni. Un plauso anche al delizioso Coro di bambini della DNA Musica di Savona diretto con grazia da Liana Saviozzi.


Trionfo incondizionato al termine da parte di un pubblico numeroso e visibilmente soddisfatto, si replica al Teatro Sociale di Como in data sei e sette novembre e in dicembre nei teatri della Rete Lirica delle Marche.

Teatro dell’Opera Giocosa di Savona
Stagione Lirica 2021-2022
LA BOHÈME
Opera in quattro quadri
Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
Musica di Giacomo Puccini

Mimì Adriana Iozzia
Musetta Greta Doveri
Rodolfo Matteo Desole
Marcello Luca Galli
Schaunard Paolo Ingrasciotta
Colline Rocco Cavalluzzi
Benoît / Alcindoro Matteo Peirone
Parpignol Davide Capitanio
Un doganiere Dario Battaglia
Ragazzo Gabriele Lombardi

Orchestra Sinfonica di Savona
Direttore Giovanni Di Stefano
Coro As.Li.Co.
Maestro del Coro Massimo Fiocchi Malaspina
Coro di bambini della DNA Musica di Savona
Maestro del Coro Liana Saviozzi

Regia Renata Scotto
Regista collaboratore Renato Bonajuto
Scene Michele Olcese
Costumi Concetta Nappi
Light Designer Andrea Tocchio

FOTO PER GENTILE CONCESSIONE DEL TEATRO