Gran Gala Giuseppe Verdi

In una serata specialissima per l’Italia calcistica, e non solo, il Teatro Comunale Abbado di Ferrara propone una gemma rara e inestimabile quale questo concerto con grandissimi miti della lirica e del podio assieme a due giovani promesse . Uno spettacolo al calor bianco, non solo per i 35 gradi esterni (e nota molto gradevole e particolare, che fa comprendere quanto la direzione artistica del teatro tenga al suo pubblico, ventagli e acqua offerti al pubblico all’entrata), ma per il valore artistico degli esecutori.
Inizia il concerto salendo sul podio il maestro Giampaolo Maria Bisanti, che non solo esegue la musica durante il concerto, ma la vive e respira in ogni gesto, in ogni pausa, assaporandola assieme al pubblico e quasi respirandola con i cantanti in scena. Apre il concerto con la rara Sinfonia da Oberto conte di San Bonifacio prima opera del cigno bussetano, già percorsa da fremiti sanguigni e future immortali melodie. L’Orchestra Città di Ferrara segue il Direttore Bisanti con piena aderenza e perfetta musicalità, in pieno accordo con lui e con suono luminoso e sicuro. Peccato qualche leggerissima scollatura nella sezione dei primi violini, riscontrata anche nel successivo Preludio dal terzo atto de La traviata.

Entra in sala il primo leone della serata, il grande basso Michele Pertusi, che da par suo incanta il pubblico con uno spettacolare e vivissimo “Infelice e tuo credevi” da Ernani. Di questo cantante parmigiano oltre alla bella, intensa e brunita voce, non smetterò mai di ammirare la grande capacità di giocare con nobiltà nel fraseggio e nello scolpire ogni sillaba con il suo giusto colore. Di grande effetto anche il successivo “Il lacerato spirto” dal Simon Boccanegra.
È poi il turno della giovane promessa Dave Monaco, tenore lirico leggero, gradevole voce, un po’ affettato come atteggiamento, ma con acuti sicuri, ben proiettati, interpretazione personale e non standard, da il giusto colore e interpretazione alle due arie del Rigoletto “Ella mi fu rapita” e l’applauditissima “La donna è mobile” con il si finale lanciato per tutto il teatro, tale da entusiasmare gli ascoltatori. Una giovane, raggiante voce di cui sentiremo parlare. Come quella del soprano Yulia Merkudinova, già ascoltata e recensita nell’Adalgisa poche settimane fa nello stesso teatro. Qui nella grande aria di Violetta da La traviata “È strano”. Voce tecnicamente perfetta, non un suono o un respiro fuori posto, stile aderente allo scritto verdiano, acuti splendidi e sovracuti audaci e perfetti, ma a mio avviso manca una cosa: il cuore. Non un brivido, non un sentimento espresso, bellissima musicalità e nessuna interpretazione personale. Manca totalmente l’attrice insomma.
Cosa che non si può dire in maniera assoluta nel grandissimo leone che irrompe in scena: Leo Nucci. L’età c’è e si percepisce in alcune note, ma non si può non emozionarsi fin dal primo suono di un “Cortigiani vil razza dannata” da immenso brivido. Ogni nota, ogni accento vibra nell’anima di chi ascolta e basta solo vedere il Maestro Nucci, per capire che non canta Rigoletto, ma è Rigoletto. Come pure nel duetto con Gilda (una sempre perfetta, ma incolore davanti a tanta forza scenica e musicale Yulia Merkudinova), dove esprime anche stando zitto mentre canta la collega. Un mito omaggiato alla fine anche dal basso suo pari parmigiano.

Ospite speciale un altro mito del pianoforte e della direzione, nonché grandissimo docente di canto, il modenese Leone Magiera, che regala dopo 15 anni un grande momento di direzione orchestrale al pubblico ferrarese salendo sul podio con un delicatissimo, etereo e sublime “Va pensiero”. E la città estense avrà il grande privilegio di avere questo immenso artista come Presidente onorario del Teatro cittadino, una grande opportunità di crescita culturale musicale per il mondo artistico ferrarese. Notizia data dal direttore artistico Marcello Corvino e dal vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara Carlo Bergamasco durante la serata stessa.
Purtroppo i due cori presenti, il Coro Polifonico di Santo Spirito, diretto da Francesco Pinamonti e l’Accademia Corale Vittore Veneziani diretta da Teresa Auletta, non hanno brillato nelle loro due esecuzioni. Manca l’afflato lirico e il peso vocale dato proprio da voci professioniste liriche. Ottime e di grande rilievo nel loro repertorio appunto polifonico e barocco, nei due cori famosissimi verdiani (“Va pensiero” e soprattutto Zingarelle e Matadores da La traviata) hanno mostrato il fianco, eseguendo con ottima musicalità, ma risultando esangui e addirittura scomparendo nei fortissimi orchestrali. Probabilmente causa Covid erano anche pochi, bisogna dirlo. Lasciamo la scena ai cori professionisti lirici, che neanche a Ferrara mancano.
Un concerto molto bello e a tratti entusiasmante, segno che la musica e il teatro stanno riprendendo alla grande.

ORCHESTRA CITTÀ DI FERRARA
GRAN GALA GIUSEPPE VERDI
con Leo Nucci, Michele Pertusi, Yulia Merkudinova, Dave Monaco

Orchestra Città di Ferrara
direttore Giampaolo Maria Bisanti
Coro Polifonico di Santo Spirito
direttore Francesco Pinamonti
Accademia Corale “V. Veneziani”
direttore Teresa Auletta
con la partecipazione straordinaria di Leone Magiera

Foto: Marco Caselli Nirmal per Fondazione Teatro Comunale di Ferrara