Il trionfo del tempo e del disinganno

Niente come tornare in un luogo rimasto immutato ci fa scoprire quanto siamo cambiati.” Così diceva Nelson Mandela, ed è proprio questa la sensazione provata varcando oggi le porte del Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia. Senza perdersi eccessivamente in una retorica quasi post pandemica (si spera), è cambiato in noi il rapporto con la musica che non sarà mai più data per scontata ma vissuta, ogni volta, per il dono prezioso che è. Suonano allora ancora più profetiche e pertinenti le parole di Tempo, uno dei protagonisti sul palco: “Fa di me miglior uso, che se il Piacer t’inganna con tardo pentimento mi chiamerai et io dirò non sento”.

L’oratorio di Georg Friedrich HändelIl trionfo del tempo e del disinganno” è infatti il titolo scelto per questo ritorno alla musica dal vivo, favola allegorica settecentesca, visione musicale dei grandi cicli pittorici creati nel secolo dei lumi, come quelli di mano di Giambattista Tiepolo. Dietro la allegoria, una analisi lucida e spietata sulla condizione umana che si chiude tuttavia in una ottica di speranza ultraterrena. La rappresentazione avviene in forma di concerto, con l’orchestra posta sul palco e i quattro solisti in proscenio, si opta, dati i limiti del “coprifuoco”, per un inizio anticipato alle 19 ed una versione con qualche taglio che permette di chiudere il sipario entro le ore 21.

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Ottavio Dantone

L’esecuzione musicale trova nel Maestro Ottavio Dantone la sua punta d’eccellenza.
Il Direttore si conferma anche in questa occasione profondo conoscitore della prassi esecutiva del periodo Barocco; seduto al clavicembalo dirige con gesto sicuro ed armonioso gli strumentisti dell’Accademia Bizantina (di cui è Direttore Musicale dal 1996). Dantone interpreta la partitura con grande pertinenza stilistica, affronta con brio le pagine caratterizzate da tempi più serrati, con delicato lirismo e raffinato abbandono quelle più distese. Magistrale, in particolare, la scena finale della partitura, quella contenente l’aria di Bellezza “Tu del Ciel ministro eletto” dove il Maestro Concertatore riesce a creare un’atmosfera sonora celestiale e rarefatta che tiene letteralmente il pubblico con il fiato sospeso, prima di esplodere in un caloroso applauso liberatorio. Il già citato rapporto pluriennale con l’Accademia Bizantina crea tra Direttore e Orchestrali un’intesa perfetta: un’ esecuzione dell’oratorio Händeliano precisa e senza sbavature.

Pregevole il quartetto dei protagonisti, tutti specialisti del repertorio barocco.
Il soprano Monica Piccinini, nel ruolo di Bellezza, sfoggia una vocalità fresca e limpida caratterizzata da un’emissione ben controllata e buona intonazione. Il soprano si apprezza anche per il controllo della coloratura e la padronanza del fraseggio grazie al quale l’interprete risulta sempre pertinente e convincente.

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Sophie Rennert e Monica Piccinini.

Il mezzo-soprano Sophie Rennert interpreta il personaggio di Piacere: una prestazione riuscitissima grazie, tra l’altro, ad un’ottima aderenza stilistica. Il mezzo seduce per il bel colore ambrato e vellutato ed un timbro che ben si amalgama con le vocalità degli altri interpreti. Durante l’esecuzione rimangono impressi nella mente dello spettatore due momenti particolari: la celeberrima aria “Lascia la spina” nella quale rileva un ottimo controllo del canto sul fiato e del legato e la funambolica “Come nembo che fugge col vento” nella quale l’interprete spicca per padronanza della coloratura (a tutte le altezze).

Nel personaggio di Disinganno il contralto Delphine Galou convince per naturale espressività, per fraseggio aulico e scolpito. Elegantissima in un completo da uomo completato da sensuali, la cantante sigla una prestazione ben riuscita anche sotto il profilo vocale risultando a proprio agio nella scrittura barocca, naturale nell’affrontare sia il canto di agilità sia quello più spiegato.

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Sophie Rennert, Monica Piccinini, Delphine Galou e Anicio Zorzi Giustiniani.

Completa il quartetto dei protagonisti il tenore Anicio Zorzi Giustiniani, Tempo, voce dal bel timbro chiaro e che corre bene nell’ampia sala del Teatro Municipale. Stilisticamente coerente, sa essere aulico e saggio come il personaggio richiede.


Al termine dell’esecuzione il pubblico esplode in un lungo applauso, significativo dell’apprezzamento verso l’esecuzione e, ad un contempo della gioia di poter essere tornato, questa volta si spera per sempre, a teatro.
Per concludere in bellezza la serata il Maestro e gli interpreti ricambiano i calorosi applausi del pubblico concedendo il bis del quartetto della seconda parte “Voglio tempo per risolvere”.
Una serata di ottima musica che celebra degnamente il ritorno a teatro.

G.F. HändelIl Trionfo del Tempo e del Disinganno (HWV46A)
Oratorio su testo di Benedetto Pamphilj

Piacere Sophie Rennert
Bellezza Monica Piccinini
Disinganno Delphine Galou
Tempo Anicio Zorzi Giustiniani

Direttore al clavicembalo Ottavvio Dantone

ACCADEMIA BIZANTINA
Alessandro Tampieri concertmaster
Lisa Ferguson, Valentina Giusti, Lavinia Soncini violini I
Ana Liz Ojeda, Mauro Massa, Heriberto Delgado violini II
Marco Massera, Alice Bisanti viole
Emmanuel Jacques, Paolo Ballanti violoncelli
Nicola Dal Maso, Luca Bandini violoni
Tiziano Bagnati liuto
Alberto Guerra fagotto
Emiliano Rodolfi, Rei Ishizaka oboi e flauti
Stefano Demicheli organo
Fondazione I teatri, Reggio Emilia, 8 Maggio 2021

FOTO ALFREDO ANCESCHI