Cavalleria rusticana (streaming)

Con un’esecuzione in forma di concerto di “Cavalleria rusticana”si inaugura la stagione 2020/2021 del Teatro San Carlo di Napoli. 

Il Teatro San Carlo di Napoli, nello scenario dell’attuale pandemia Covid che ha reso obbligatoria, tra l’altro, la chiusura dei teatri, sceglie di inaugurare la nuova stagione d’opera e balletto 2020/2021 con uno dei titoli più amati e conosciuti del verismo italiano: “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni in un’esecuzione in forma di concerto registrata in data primo dicembre 2020 e trasmessa a pagamento, al prezzo simbolico di poco più di un euro, attraverso il canale social Facebook. 

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Cavalleria rusticana, Napoli, 2020

Nell’immensità della splendida sala, spettrale nella sua desolazione, risuonano le commoventi e passionali melodie della partitura. Alla guida dell’ Orchestra del Teatro San Carlo, in forma smagliante per brillantezza e morbidezza del suono, il Maestro Juraj Valčuha, direttore musicale del teatro partenopeo, realizza una prova maiuscola. Il Maestro slovacco offre una lettura della partitura i cui tratti salienti sembrano essere una meticolosa precisione e una stupefacente attenzione alla più piccola sfumatura; il gesto è deciso e di ampio respiro, l’interpretazione focalizzata nel tramettere le emozioni viscerali rese immortali da Mascagni. Una lettura poetica ed ispirata che dipinge una tavolozza timbrica stupefacente rifuggendo facili clangori ed effetti plateali.

Ottimo del pari il Coro del Teatro San Carlo, alle spalle dell’orchestra, preparato dal Maestro Gea Garatti Ansini che ha fatto mostra di grande armonia sonora tra le varie sezioni. 

Eccellente il cast vocale impegnato nell’esecuzione, tale da annoverare alcuni tra gli artisti più richiesti ed ammirati dell’attuale panorama lirico.

Jonas Kaufmann giunge a questo incontro con il personaggio di Turiddu in splendida forma. Il seducente timbro ambrato, la morbidezza del registro di passaggio, la luminosità della gamma acuta e la facilità con cui la voce si piega in innumerevoli sfumature, contribuiscono a tratteggiare un protagonista sofisticato e meditato, scevro da eccessi veristi tramandati da certa tradizione esecutiva. Il suo Turiddu, grazie ad fraseggio scolpito, accurato e naturale, è un personaggio passionale, un uomo  consapevole, ad un contempo, del destino tragico al quale l’amore per la donna “sbagliata” lo condanna, un anti-eroe che conquista per la compostezza e la modernità dell’accento. L’”addio alla madre”, nella sua genuina e disarmante purezza esecutiva, cesella una prova maiuscola.

Anche la Santuzza interpretata da Elina Garanča si discosta dallo stereotipo interpretativo verista risultando, al contrario, un personaggio aulico e fiero, talvolta forse matronale, più riflessivo e consumato nella sua composta interiorità dalla disperazione per il disonore subito e l’amore non ricambiato. La voce è sontuosa, voluminosa, dal bel colore chiaro, squillante in acuto e tecnicamente ben ferrata. Il mezzosoprano lettone, elegantissima in scena, offre una  prova di altissimo valore e, al netto di alcuni possibili miglioramenti in punto dizione, affascinante per la peculiare visione del personaggio. 

Ottima la prova di Claudio Sgura nel ruolo di Compar Alfio. Vocalmente sicuro, grazie ad un registro acuto penetrante e ben tornito, una buona intonazione e un colore caldo e luminoso, sotto l’aspetto interpretativo risulta parimenti convincente sbalzando un personaggio livido di rabbia per il tradito onore, ma senza scadere nello stereotipo del villain. 

Un plauso incondizionato ad Elena Zilio che mette al servizio di Mamma Lucia la maestria e l’esperienza maturate nel corso di una lunga quanto gratificante carriera. L’intensità nel fraseggio è magistrale, ogni singola parola assume il giusto valore, l’intonazione mostra ancora un’invidiabile fermezza.

Di gran lusso la presenza di Maria Agresta nel ruolo di Lola, che fa sfoggio del bel timbro lirico, impreziosito da screziature madreperlacee, da acuti ben timbrati e da una notevole morbidezza nel registro di passaggio.

Le riprese audio e video della serata (video a cura di Barbara Napolitano) risultano perfettibili specialmente nella prima parte dell’esecuzione, che presenta numerosi problemi tecnici. Nel complesso comunque, per quanto siano ormai note le distorsioni dello streaming rispetto al live percepito in sala, danno testimonianza dell’attenzione e delle peculiarità espressive dei singoli artisti e delle masse. Particolarmente accattivanti gli inserimenti di breve scene registrate nelle gallerie del teatro (a cura di Zerottantuno Cinema d’Ingegno) in cui gli interpreti recitano brevi scene tese a sottolineare i corrispondenti momenti emotivi vissuti di volta in volta dai personaggi sulla scena.

Al termine dell’esecuzione, breve ringraziamento degli artisti rinfrancati dagli applausi degli orchestrali e poi le luci si spengono tristemente dinanzi ad un’esecuzione che avrebbe meritato fragorosi ed incontenibili applausi da parte di un pubblico in grado di occupare tutte quelle poltrone vuote in sala.

Teatro San Carlo di Napoli
CAVALLERIA RUSTICANA
Melodramma in un atto di Guido Menasci e Giovanni Targioni-Tozzetti
dal dramma omonimo di Giovanni Verga
Musica di Pietro Mascagni

Santuzza Elīna Garanča
Compare Turiddu Jonas Kaufmann
Alfio Claudio Sgura
Mamma Lucia Elena Zilio
Lola Maria Agresta

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo
Direttore Juraj Valčuha
Maestro del coro Gea Garatti Ansini