Spettacoli 2020

Gianni Schicchi

Grandissimo successo per il pucciniano Gianni Schicchi, che viene rappresentato per la prima volta all’Arena di Verona.

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Gianni Schicchi

Questo, è stato scritto da molti, è un anno particolare, le inevitabili conseguenze della pandemia hanno rivoluzionato gli assetti e i palinsesti di tutte le manifestazioni estive musicali; eppure, questi, hanno dato vita a manifestazioni in cui si è potuto sperimentare idee nuove, magari progetti rimasti nel cassetto, di difficile realizzazione in una normale stagione operistica; qui, nell’anfiteatro veronese appunto, si sono potute ascoltare, per la prima volta, composizioni come il Rerquiem di Mozart, risentire le grandi melodie wagneriane. Come unica opera in cartellone, un titolo  mai rappresentato all’Arena e che ha ottenuto larghissimi consensi da un pubblico accorso numeroso (e la scommessa, anche questa volta, fatta da Fondazione Arena, è stata vinta appieno). Certo, non entrerà nel repetorio areniano , essendo un’opera che poco si addice ai grandi spazi dell’anfiteatro, ma la particolare disposizione del palcoscenico, in conformità alle misure di distanziamento previste, ha fatto si che il tutto si adattasse e fosse di facile presa sugli spettatori; la regia, affidata a Leo Nucci, ha tenuto conto anche di queste disposizioni, apportando alcune soluzioni sceniche che ben si integravano con lo svolgersi della vicenda (Schicchi che indossa la mascherina, per non farsi riconoscere dal notaio, ad esempio).

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Leo Nucci, Lavinia Bini

In soli pochi giorni di prove Francesco Ivan Ciampa ha dimostrato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, professionalità e amore per le cose fatte come si deve, anche in situazioni di emergenza. Una concertazione brillante, spumeggiante, divertente, eppure sempre controllata, le agogiche della partitura rispettate in ogni sezione; chiede e ottiene un suono pulito dall’orchestra che lo ripaga con una delle sue migliori prestazioni; ne esce un’interpretazione di tutto rispetto, che fa un po’ rimpiangere il non poterlo ascoltare anche negli altri due titoli di cui il trittico si compone, Il tabarro e Suor Angelica. Oltretutto la scatenata compagnia di canto galvanizza direttore e orchestra e ne esce uno spettacolo divertente, mai noioso, che conquista tutti.

Il cast, si diceva; nel complesso anche qui le scelte sono state azzeccate in pieno.

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Enea Scala, Leo Nucci, Lavinia Bini, Giorgio Giuseppini, Biagio Pizzuti

Cosa si può dire di fronte alle doti mattatoriali di quell’artista che risponde al nome di Leo Nucci? Che dopo anni di carriera e di frequentazione del personaggio ne conosce ogni sfumatura, ogni virgola, ogni sillaba! Certo, la voce si è affievolita ma il gusto della caratterizzazione no, appena entra sul palco la scena è sua, sa far divertire senza eccedere, il fraseggio è sempre studiato nei minimi particolari, il pubblico si immedesima con lui e gli tributa, alla fine, una ovazione interminabile, meritatissima. Un grande Artista!

Al suo fianco non sfigura la coppia degli amanti.

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Lavinia Bini

Lavinia Bini è una deliziosa Lauretta, ottimamente cantata e interpretata che riscuote un meritato applauso a scena aperta dopo la famosissima “O mio babbino caro”, eseguita con commozione e passione.

Enea Scala affrontava un doppio debutto; infatti per lui è stata la prima volta in Arena e il suo primo Rinuccio, superando brillantemente la prova. Bella voce e buona tecnica, sicuro negli acuti e con dei centri corposi, fraseggio appassionato e vibrante; il suo stornello “Firenze è come un albero fiorito”, non è cantato, come spesso si travisa, a mo’ di comizio elettorale, ma è interpretato come un appassionato gesto d’amore verso la sua città, Firenze, e alla sua “gente nuova” (Gianni Schicchi, appunto); anche per lui l’applauso a scena aperta non è mancato, e ben meritato. Nel duetto finale con Lavinia Bini, l’emozione di ascoltare due voci fresche, giovanili, con una salita all’unisono ad un acuto folgorante, hanno fatto da splendido contraltare al monologo di chiusura dell’opera.

Scatenato, divertente e pimpante lo stuolo dei parenti, che annoverava voci di tutto rispetto.

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Giorgio Giuseppini, Gianfranco Montresor, Biagio, Pizzuti

I personaggi di Zita, Nella e Ciesca hanno trovato, nelle voci di Rossana Rinaldi, Rosanna Lo Greco e Alice Marini, tre artiste non solo brave vocalmente ma attrici formidabili (inimitabile Rossana Rinaldi nel suo “ladro!”, rivolto a Gianni Schicchi dopo la messinscena del testamento).

Eccezionale Biagio Pizzuti nei panni di Betto di Signa, vero personaggio e mai caricatura, come pure Gianfranco Montresor ci ha fatto sentire nel ruolo di Marco; due eccellenti caratterizzazioni.

Validissimo l’apporto di Giorgio Giuseppini come Simone e Marcello Nardis come Gherardo.

A completare un cast eccellente Dario Giorgelè come Maestro Spinelloccio e la sua simpaticissima cadenza bolognese, Nicolò Ceriani come Ser Amantio di Nicolao, Maurizio Pantò e Nicolò Rigano come Pinellino e Guccio.

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Enea Scala, Lavinia Bini

Successo entusiasta del pubblico, come si diceva, che ha tributato applausi e richieste di bis anche durante la rappresentazione; bis che non si sono fatti attendere, come la ripresa delle arie di Rinuccio, Lauretta e il finale.

Leo Nucci, alla fine, entusiasma e riceve il suo trionfo dopo l’esecuzione della cavatina di Figaro da Il barbiere di Siviglia, brano che strideva nel contesto pucciniano ma in una festa, quale la serata di venerdì è stata, si inseriva senza dare troppo fastidio.

Pubblico delle grandi occasioni (nonostante i posti limitati) e successo fra i più alti di questo Festival 2020.

Arena di Verona – Festival d’Estate 2020

GIANNI SCHICCHI
Opera comica in un atto
Libretto di Giovacchino Forzano
Musica di Giacomo Puccini

Personaggi e interpreti

Gianni Schicchi Leo Nucci
Lauretta Lavinia Bini
Zita Rossana Rinaldi
Rinuccio Enea Scala
Gherardo Marcello Nardis
Nella Rosanna Lo Greco
Betto di Signa Biagio Pizzuti
Simone Giorgio Giuseppini
Marco Gianfranco Montresor
La Ciesca Alice Marini
Maestro Spinelloccio Dario Giorgelè
Ser Amantio di Nicolao Nicolò Ceriani
Pinellino Maurizio Pantò
Guccio Nicolò Rigano

ORCHESTRA DELL’ARENA DI VERONA
Direttore Francesco Ivan Ciampa

Ideazione scenica a cura di Leo Nucci
Luci di Paolo Mazzon

Verona, 21 agosto 2020

Foto di ENNEVIFOTO