Spettacoli

Jeu de Cartes | Amelia al ballo – Teatro Filarmonico, Verona

A Verona, dopo i fasti areniani, la musica torna al più intimo Filarmonico. 

1936: un anno funestato da incombenti e pesanti nuvole di guerra, avvenimenti tragici, anche per la musica, come il devastante incendio che distrusse il Teatro Regio di Torino. Per fortuna, però, possiamo ricordare anche qualche evento lieto, fra questi la vittoria di Ondina Valla, prima donna oro olimpico nella storia italiana e, per la musica, la composizione di due piccoli gioielli: Jeu de cartes, balletto di Igor’ Fëdorovič Stravinskij, e Amelia al ballo, opera buffa di Gian Carlo Menotti.

In occasione del loro novantesimo compleanno le due perle musicali vanno in scena a Verona in un inedito e riuscitissimo dittico. Si inizia sulle note di Stravinskij, un balletto neoclassico di breve durata coreografato, in origine, dal famoso George Balanchine. Il musicista, memore dei suoi soggiorni termali in località tedesche, con l’immancabile casinò, decise di rendere protagonista del suo balletto il Jolly. Quattro mani di poker che vedono dapprima vincere il malefico joker che soccombe però all’ultima partita. Un racconto dotato di una sua morale, legato da una meravigliosa musica ricca di ritmo. Un pastiche in cui troviamo citazioni da Čajkovskij, Strauss, e persino una versione, leggermente modificata, dell’allegro dalla sinfonia de Il barbiere di Siviglia.

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Jeu de Cartes

Filippo Tonon che cura regia, scene e costumi dell’allestimento, opta per una mastodontica  mano che regge carte da gioco, un colpo d’occhio semplice forse ma efficace, grazie alle luci sfavillanti di Fiammetta Baldisseri e soprattutto agli splendidi costumi, con molte fantasie ovviamente a tema carte. Le ispirate coreografie di Matteo Levaggi sono state eseguite al meglio dalle bravissime regine di cuori, ossia: Emma Castellani, Giorgia Giacon, Michela Mazzoni, Cecilia Pacillo, Giorgia Ricciardi, Giordana Roberto, Vittoria Silluzzo, Rebecca Testa e dall’istrionico Jolly ossia Davide Buffon. 

Francesco Ommassini, a capo dell’orchestra areniana, interpreta il componimento con la giusta verve, cogliendo appieno l’eclettismo e la varietà della scrittura. La sua direzione, brillante e accuratamente rifinita, si avvale del prezioso supporto della compagine strumentale per costruire un tessuto narrativo in continua e rapida evoluzione, mettendo in evidenza, con dovizia di particolari, le numerose e volute citazioni di cui abbiamo detto.

Dopo un breve intervallo è il turno di Amelia al ballo, gustosissima operina buffa del nostro Gian Carlo Menotti. Se musicalmente ritroviamo le linee melodiche del verismo e di un certo Puccini, l’opera ci spiazza per la sua grande ironia. Amelia è una anti eroina disposta veramente a tutto pur di andare al ballo. La grande giocosità di questa composizione è ben colta dal team visivo che crea una deliziosa messa in scena. Siamo in un grattacielo americano, in un appartamento in cui ogni dettaglio è curatissimo e rimanda agli anni 30. È bello scorgere in questo interno ogni elemento: l’elegante tappezzeria.l’arredo in stile ed i quadri di Hopper appesi alle pareti. Nonostante la brevità dell’opera si è confezionato uno spettacolo delizioso e ricco, con un divertente finale a sorpresa.

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Eleonora Bellocci, Gëzim Myshketa e Leonardo Cortellazzi

Sul podio ritroviamo Francesco Ommassini che, alle prese con quest’opera giovanile di Menotti, ne sottolinea il legame con la prassi compositiva dell’epoca, in particolare quella pucciniana. Con un gesto sicuro e scattante traccia una lettura incalzante, condotta sul filo di una raffinata ironia. Pregevole il lavoro sulla compagine orchestrale, da cui ottiene un suono smaltato e sinuoso.

Riuscito il rapporto con il palcoscenico, animato da una compagnia di canto ben affiatata. 

Nel ruolo del titolo, Eleonora Bellocci dà vita con slancio ai capricci e alle isterie di Amelia, offrendo una perfetta rappresentazione della primadonna in salsa Broadway. La vocalità limpida e ben sfogata sostiene con sicurezza l’interpretazione, sfoggiando la morbidezza e il controllo necessari per superare brillantemente e con convinzione tutte le esigenze della partitura. Di particolare suggestione l’esecuzione dell’aria “Vola intanto l’ora insonne”, sottolineata con un canto denso ed appassionato.

Al suo fianco gareggia in bravura Gëzim Myshketa, nel ruolo del marito di Amelia. Il baritono dispone di un mezzo saldo e voluminoso, sostenuto da un canto consapevole e attento. Notevole la sua capacità di delineare i molteplici aspetti del personaggio, passando dalla gelosia al rancore, dall’isteria fino alla complicità con l’amante della moglie. Una prova ben centrata, grazie anche alla ricercatezza del fraseggio e alla scioltezza delle movenze sceniche, sapientemente enfatizzate da una sottile ironia.

A Leonardo Cortellazzi spetta il compito di vestire i panni dell’amante. La sua prova è sostenuta da una linea vocale chiara e squillante, rotonda nei centri e ben espansa nella salita verso l’acuto. Ne beneficia, in particolare, l’accorata esecuzione dell’aria “Fu di notte; come in sogno”, un momento di grande effetto. A fuoco e ben tratteggiato anche l’interprete, pienamente coinvolto in questo tragicomico triangolo amoroso.

La locandina prosegue con l’amica di Amelia, tratteggiata con eleganza da Ana Victoria Pitts. Molto bravo e ben amalgamato, nell’esecuzione come sulla scena, Nicolò Donini, il commissario della polizia. Completano il cast Manuela Schenale e Alessandra Andreetti, le due cameriere.

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Eleonora Bellocci e Gëzim Myshketa

Il coro areniano, guidato da Roberto Gabbiani, risponde con ottima professionalità alle esigenze dello stile novecentesco, offrendo una prova brillante sia sul piano esecutivo sia su quello scenico, dove tutti risultano coinvolti e ben inseriti nel disegno registico dello spettacolo.

Il numeroso pubblico presente, visibilmente divertito e soddisfatto, tributa al termine grandi e sentiti applausi a tutti gli artisti..

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Balletto in tre mani di Igor Stravinskij

Jolly Joker Davide Buffon
Regine di cuori Emma Castellani, Giorgia Giacon, Michela Mazzoni, Cecilia Pacillo, Giorgia Ricciardi, Giordana Roberto, Vittoria Silluzzo, Rebecca Testa 

AMELIA AL BALLO
Opera buffa in un atto di Gian Carlo Menotti

Amelia Eleonora Bellocci
Marito Gëzim Myshketa
Amante Leonardo Cortellazzi
Amica Ana Victoria Pitts
Commissario Nicolò Donini 
Prima cameriera Manuela Schenale
Seconda cameriera Alessandra Andreetti

Orchestra, Coro e Ballo della Fondazione Arena di Verona

Direttore Francesco Ommassini
Maestro del coro Roberto Gabbiani
Regìa, scene e costumi Filippo Tonon
Luci Fiammetta Baldiserri
Coreografia Matteo Levaggi

Foto: ENNEVI