Concerti

Giullari di Dio – O flos colende 2026, Firenze

Pax vobis: “Pace a voi” sono le prime parole che il Risorto indirizza alla comunità dei discepoli impauriti e pieni di dubbi; e Pax vobis è il tema scelto dalla rassegna O flos colende promossa dall’Opera di Santa Maria del Fiore e giunta alla sua XXIX edizione grazie alla competenza e alla tenacia del suo direttore artistico Gabriele Giacomelli. Una parola, quella di “pace,” che gli eventi, con una cadenza ormai quotidiana, impongono tragicamente alla riflessione e che pertanto oggi risuona particolarmente carica di tensioni nella mente di ciascuno. Da qui una serie di incontri in cui la riproposta della musica legata alla storia plurisecolare della Cattedrale fiorentina procede di pari passo con la lettura della Parola e con le meditazioni della biblista Maria Diletta Rigoli, secondo un itinerario che intende mostrare, con nitore e concretezza, lo stile del vero operatore di pace. Percorso, che stanti le premesse nonché la ricorrenza degli 800 anni dalla morte del Poverello di Assisi, non poteva che culminare in un concerto interamente dedicato a Francesco, uomo di pace e menestrello del Signore. Giullari di Dio è un vero e proprio tuffo all’indietro nella musica e nella spiritualità francescana, alla scoperta di un Medioevo diverso da quello del gregoriano in latino delle abbazie e dove l’Altissimo si loda anche per strada e in lingua volgare. A condurci in questa esplorazione è l’Ensemble Micrologus, che da oltre quarant’anni studia e diffonde la musica della tradizione francescana, cercando peraltro di ricostruirne la prassi esecutiva e in certi casi perfino concretamente gli strumenti originali.

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Ensemble Micrologus

Una ricerca che fa sì che i cantori Patrizia Bovi, Gabriele Russo, Lorenzo Lolli, Lorenzo Cannelli e Federica Bacchini suonino anche strumenti come buccine e campane, naccheri e tamburelli, mentre Andres Montilla intona le laudi con vigore e lucentezza e Goffredo degli Esposti ci restituisce le sonorità del flauto doppio, dello zufolo e della cornamusa. Il programma, articolato organicamente in tre parti che sono precedute da un Preludio e si chiudono con un Finale, nasce dalla collaborazione con Francesco Zimei, direttore del progetto di ricerca europeo ERC Advanced “Laudare” ed ha come incipit la sequenza “In superna civitate”, unico testo in latino del concerto relativo alla canonizzazione del Santo, in una forma dunque solenne ma che ha tuttavia un andamento da ballata. Melodie distese e luminose contrassegnano anche la prima parte Dalle Chronica di Salimbene con l’”Alleluia” e l’”Ave Maria” resa nel risalto delicato e trasparente delle due voci femminili. Prevalgono invece i volumi maschili nella parte seconda, dove il” Dami conforto, Dio, et alegrança” ci introduce nella peculiare atmosfera della sensibilità francescana, seguita dalla luminosa lauda processionale “Madonna Santa Maria”. Al centro, vero e proprio cuore pulsante del concerto, il Cantico di frate Sole, presentato in una ricostruzione musicale basata sulle fonti più antiche: un dialogo avvolgente secondo le diverse melodie di uomini e donne, in uno stile, un po’ lauda e un po’ gregoriano, capace di tenere insieme il tono aulico e quello popolare. L’immagine del sole ritorna anche in “A voi gente facciamo prego”, mentre è intrisa di struggente dolcezza la più intima ed umbratile “Amor dolçe sença pare”, primo dei due brani di Jacopone da Todi alle cui parole è affidata la conclusione. E’ infatti la lauda-ballata “Sia laudato san Francesco”, nella dizione chiara e puntuale di Montilla, a chiudere il percorso in perfetta letizia. Come bis un brano strumentale di grande esuberanza ritmica, dopo che ogni sezione vocale era stata arricchita dai suoni singolari ed arcaci di gioiosi e danzanti intermezzi.

Una risalita dunque verso le sorgenti della lauda italiana, nella riscoperta delle forme e delle ragioni stesse della lode. Canta chi ama e l’armonia dei suoni è figura della consonanza dei cuori. Con-cordia, appunto: premessa e speranza di pace.

GIULLARI DI DIO
Alle origini della lauda italiana

Preludio
LA CANONIZZAZIONE
In superna civitate, sequenza1 (1228)
Toccar de trombette e pifari sopra Stella nova

Prima parte
DALLA CHRONICA DI SALIMBENE
Alleluia* (1233)
Ave Maria, clemens et pia, lauda-sequenza

Seconda parte
MISTICISMO E CONTEMPLAZIONE
Dami conforto, Dio, et alegrança, lauda-cantilena3 con il suo saltarello
RANIERI FASANI (?), Madonna santa Maria, lauda processionale (1260)

Terza parte
«IOCULATORES DOMINI»
FRANCESCO D’ASSISI
Altissimu, onnipotente, bon
Signore**
, cantico di frate Sole (1225)
GUGLIELMO DA LISCIANO, alias fra’ Pacifico (?)
A voi gente facciam prego, lauda-serventese

Finale
FRANCESCO GLORIOSO
Verbum bonum et suave, sequenza1 (versione strumentale)
JACOPONE DA TODI, Amor dolçe, sença pare, lauda-ballata
Sia laudato san Francesco, lauda-ballata3 con la sua istampita

Programma realizzato in collaborazione con il progetto ERC
Advanced LAUDARE (Università di Trento – GSSI L’Aquila)

ENSEMBLE MICROLOGUS
Patrizia Bovi canto, buccina
Gabriele Russo viola, corno, buccina
Goffredo Degli Esposti flauto doppio, cornamusa, zufolo e tamburo
Andres Montilla canto
Lorenzo Lolli canto, naccari, tamburello
Lorenzo Cannelli canto, symphonia, cimbali
Federica Bocchini canto, campane

Foto: Gabriele Giacomelli