Spettacoli

Falstaff. Tutto nel mondo è burla – Festival Verdi 2023, Busseto

22 settembre 2023

Al Teatro Verdi di Busseto va in scena Falstaff in una nuova, riuscitissima, produzione firmata da Alessandro Palumbo e Manuel Renga.
 
“Un’opera buffa che origina però da una commedia amara” scrive Manuel Renga nei suoi appunti di regia. Falstaff vive in un mondo che non è più, i fasti delle sue gloriose gesta appartengono ad un passato indefinito del quale oggi non rimane quasi più nulla. Il palcoscenico del Teatro Verdi di Busseto è occupato da una scatola scenica lineare e dalle pareti spoglie (scene disegnate da Aurelio Colombo); al centro pochi elementi (perlopiù tavoli e sedie), opportunamente combinati per dare vita ai diversi ambienti, mentre Falstaff è confinato su di una passerella di proscenio. Il nostro cavaliere si confronta e si scontra con un presente che lo rifiuta e lo sbeffeggia continuamente; altro non gli rimane, dunque, se non rifugiarsi in quel piccolo spazio prospicente la platea dove potrà, forse, trovare la solidarietà del pubblico. Il progetto registico di Renga, dichiaratamente ispirato al teatro elisabettiano (del resto le fonti letterarie ci riportano all’immortale Shakespeare), funziona perfettamente attraverso una gestualità spontanea, ironica e, se pur talvolta volutamente sopra le righe, mai sovraccarica. Si percepisce il buon lavoro condotto sugli artisti (movimenti scenici di Giorgio Azzone), davvero affiatati sul palcoscenico, che agiscono con disinvoltura e scioltezza in un contesto dove, stanti i pochi elementi scenici, la credibilità attoriale diviene fondamentale. Merito, tra l’altro, anche dei bei costumi, curati dal già citato Aurelio Colombo, che, con il loro assortimento di forme e colori, trasportano l’azione agli anni Quaranta del Ventesimo secolo. Una menzione speciale anche al progetto luci di Giorgio Morelli, fondamentale nel sottolineare il brioso incedere della narrazione della vicenda.

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Adriana Di Paola, Shaked Bar, Ilaria Alida Quilico, Franco Vassallo, Andrea Pellegrini, Andrea Borghini, Veronica Marini, Gregory Bonfatti, e Roberto Covatta

Passando al versante musicale dello spettacolo, non può di certo sfuggire la dicitura in locandina, sotto il titolo dell’opera, “arrangiamento per ensemble” a cura di Alessandro Palumbo. Per fugare ogni dubbio rassicuriamo circa l’integralità dell’esecuzione che viene qui ripensata per una compagine ristretta di strumentisti, il Quintetto d’archi Kyiv Virtuosi e L’Ensemble di fiati “La Toscanini”, guidata dallo stesso Maestro Alessandro Palumbo. Gli interventi riservati al coro vengono inoltre opportunamente ridistribuiti tra le parti principali. L’operazione è perfettamente riuscita in quanto, grazie anche all’utilizzo in buca del pianoforte, qui affidato alle cure dal bravissimo Maestro Gianluca Ascheri, non si viene a perdere una sola delle molteplici intenzioni melodiche dell’autore. Questo arrangiamento mette in luce (semmai ce ne fosse bisogno) tutta la ricchezza timbrica di una delle partiture più affascinanti della produzione verdiana e ne esalta, in una dimensione quasi cameristica, tutta la freschezza e quella malinconica ironia che pervadono la scrittura. Il gesto del Maestro Palumbo è sempre misurato e preciso nell’assicurare il giusto equilibrio tra buca e palcoscenico al fine di valorizzare al meglio le qualità timbriche di ogni interprete. 

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Adriana Di Paola, Shaked Bar, Ilaria Alida Quilico, Franco Vassallo, Andrea Pellegrini, Andrea Borghini, Veronica Marini, Gregory Bonfatti, Vasyl Solodkyy e Roberto Covatta

Nel ruolo del protagonista Franco Vassallo si rivela fine esecutore, nobile nell’accento e misurato nel sottolineare il carattere di un personaggio costantemente in bilico tra comicità e malinconia. Il baritono si rende protagonista di una prova vocale incisiva e stilisticamente pertinente, cui si unisce una recitazione sottilmente ironica e sempre credibile.

Spicca la Alice di Ilaria Alida Quilico, dotata di uno strumento dall’ottima musicalità che brilla per nitore e squillo del registro superiore. Pregevole l’uso dei colori nel fraseggio, così come la spigliata presenza scenica.

Note altrettanto positive per Veronica Marini, una Nannetta delicata e sognante, in possesso di una vocalità ben timbrata che risalta tanto negli acuti luminosi quanto bei centri vibranti. Una menzione particolare va alla sua esecuzione dell’aria “Sul fil d’un soffio etesio”, valorizzata da impalpabili filati.

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Adriana Di Paola, Shaked Bar, Ilaria Alida Quilico e Franco Vassallo

Brava la Meg Page di Shaked Bar, vocalmente precisa e ben tornita, scenicamente ammiccante.

Il quartetto delle comari di Windsor si completa con la Quickly dal timbro serotino di Adriana Di Paola. L’artista convince, inoltre, per la presenza scenica travolgente e per il fraseggio irresistibile.

Andrea Borghini è un Ford vocalmente corretto e ben a fuoco. Sempre curata la recitazione, adeguatamente sovraccarica per esprimere il carattere burbero e geloso del personaggio.

Vasyl Solodkyy interpreta Fenton con una vocalità solida ed ampia, meno delicata di quanto siamo normalmente abituati ad ascoltare, ma sempre efficace e puntale nell’assolvere con la giusta perizia quanto richiesto in partitura. Convincente la presenza scenica.

Funziona benissimo la coppia Bardolfo e Pistola, ovvero Roberto Covatta e Andrea Pellegrini. Entrambi gli artisti si rendono protagonisti di una prova vocale impeccabile per perfetto amalgama delle rispettive vocalità, chiara e ben proiettata quella di Covatta, ampia e granitica quella di Pellegrini. Di alto livello, inoltre, la recitazione che, attraverso movenze disinvolte, riesce a strappare più di un sorriso.

Completa la locandina il bravo e sempre affidabile Gregory Bonfatti nei panni di un efficace Dottor Cajus.

Al termine dello spettacolo il pubblico in sala, visibilmente soddisfatto e divertito, tributa a tutti gli artefici della parte musicale e al team creativo un successo incandescente.

14 ottobre 2023

Siamo tornati in teatro per assistere all’ultima recita della produzione.

A distanza di tre settimane circa, si confermano le ottime impressioni dello spettacolo, ideato dal regista Manuel Renga, come già riportato in occasione della prima. Si apprezza, in questa occasione, un affiatamento scenico da parte di tutta la compagnia ancora maggiore, come ben evidenziato dalla naturalezza e dalla scioltezza delle movenze di ognuno sul palcoscenico. Lo spettacolo è divertente e coinvolge il pubblico con la sua fresca ed arguta ironia.

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Elia Fabbian

Risponde ottimamente, dal podio, il Maestro Alessandro Palumbo che, in perfetta sintonia con la lettura registica dello spettacolo, sembra aver colto nel segno e aver inteso la vera essenza di questo capolavoro verdiano. Attraverso l’ensemble a propria disposizione, Palumbo, crea un affresco sonoro fatto di dinamiche e sonorità in perfetto equilibrio tra loro.

Unica novità nel cast, rispetto a quanto riportato alla prima, è la presenza di Elia Fabbian nel ruolo del titolo. Il baritono è in possesso di una vocalità salda e poderosa, caratterizzata un bel colore scuro. La linea appare piuttosto omogenea e sale con una certa facilità al registro superiore. Facendo leva su di una buona organizzazione complessiva, Fabbian riesce anche a creare un personaggio credibile e coinvolgente. Il fraseggio è sempre rifinito, così come l’accento, cesellato con la giusta arguzia. Ben costruita la presenza scenica, adeguatamente inserita nel progetto registico di Renga.

Per il resto del cast, si confermano le già ottime impressioni espresse in occasione del debutto della produzione. Si vuole sottolineare, in ogni caso, come ogni interprete, appaia in questa occasione, ancora più a proprio agio, tanto vocalmente, quanto scenicamente con il proprio personaggio.

Grande successo al termine da parte di un pubblico accorso numerosissimo per salutare con entusiasmo questa produzione che senza dubbio rappresenta uno degli eventi più equilibrati e meglio riusciti del Festival.

FALSTAFF
Commedia lirica in tre atti di Arrigo Boito, dalla commedia The merry Wives of Windsore dal dramma The History of Henry the Fourth di Shakespeare
Musica di Giuseppe Verdi
Arrangiamento per ensemble a cura di Alessandro Palumbo

Sir John Falstaff Franco Vassallo (22.09) Elia Fabbian (14.10)
Ford, marito di Alice Andrea Borghini
Fenton Vasyl Solodkyy
Dott. Cajus Gregory Bonfatti
Bardolfo, seguace di Falstaff Roberto Covatta
Pistola, seguace di Falstaff Andrea Pellegrini
Mrs. Alice Ford Ilaria Alida Quilico
Nannetta, figlia d’Alice e Ford Veronica Marini
Mrs. Quickly Adriana Di Paola
Mrs. Meg Page Shaked Bar

Quintetto d’archi Kyiv Virtuosi e Ensemble di Fiati La Toscanini
Direttore Alessandro Palumbo
Regia Manuel Renga
Scene e costumi Aurelio Colombo
Luci Giorgio Morelli
Movimenti scenici Giorgio Azzone

Foto: Roberto Ricci